Intervista a Lucia Minati. Manuale per far ridere in 6 minuti.

La storia di un'autrice di Sketch Comedy che vive il dietro le quinte della televisione italiana.

di Elena Maria Manzini

Pubblicato sabato, 1 maggio 2010

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Lucia Minati ha un grande dono: riesce a farci ridere attraverso gli altri. Infatti, essendo un’autrice di sketch comedy, il suo lavoro consiste nell’inventare situazioni che ci divertano in 6 minuti a suon di battute. Lucia ha scritto per due stagioni di “Camera Caffè”, per “Radio Sex” e da cinque anni, insieme al suo socio Giovanni, è capo autrice della serie “Quelli dell’Intervallo” serie trasmessa dal Disney Channel che ha ottenuto talmente tanto successo da essere esportata in ben 15 paesi fra cui gli Stati Uniti. E se vi dico che prima di cominciare a scrivere ha studiato “Economia e Commercio” alla Bocconi e ha lavorato in ufficio per 5 anni, immagino che sarete curiosissimi di sapere come ha cambiato vita e da dove trae la sua ispirazione comica.

Come sei passata dall’Economia alla Scrittura?
Dopo essermi laureata, ho cominciato a lavorare per l’ufficio marketing di una grande azienda, ma nel tempo libero ho scritto e pubblicato un libro che s’intitola “www.vogliocambiarevita.basta”. Narra la storia di un ragazzo che, stufo della vita lavorativa in Italia, dopo colloqui inutili, porte in faccia e prospettive di stage non pagati decide di andare a vivere all’estero. Si rivolge all’agenzia (immaginaria) “Solo Andata” per affittare casa propria e con i soldi dell’affitto si trasferisce in Tailandia e apre un barettino sulla spiaggia.

Era il tuo sogno nel cassetto? 
Direi di sì e tuttora non è una possibilità che escludo. Sarebbe un cambio di vita radicale, sicuramente approvato da mio marito!

Al tempo, però, hai intrapreso un’avventura diversa: lavorare a Camera Caffè..
Tramite un amico ho saputo che cominciava la versione italiana del format e, pur non essendo del settore, mi sono proposta mandando delle sceneggiature. Poi, altro che avventura, scrivendo per due serie di Camera Caffè, ho fatto un anno di militare! Si lavorava in redazione circa 7 giorni su 7 dalle 11 del mattino alle 2 di notte. Quando ci siamo ribellati abbiamo ottenuto un solo giorno libero durante la settimana perché nel week end il nostro capo autore lavorava meglio. Devo dire però che ho imparato tantissimo.

Dopo il “militare” sei stata “reclutata” per scrivere una sketch comedy su Disney Channel, “Quelli dell’Intervallo”. E’ più difficile fare ridere i ragazzini?
Decisamente sì. Se ci pensi Zelig e Camera Caffè fanno ridere utilizzando mezzi poco adatti per i ragazzi: parolacce, situazioni estreme, puzzette…. La Disney invece, tramite l’ufficio di compliance, s’impegna a censurare tutto ciò che possa essere diseducativo e imitabile. In questo modo assicurano ai genitori di poter lasciare i loro figli davanti alla televisione senza che vengano diseducati. Perciò, spesso dobbiamo spingere molto sul surreale per fare ridere e per punire uno dei protagonisti e mandarlo in presidenza una volta ci siamo inventati l’escamotage di un’invasione degli alieni.
  
Lucia e Brusco Lino, un nuovo presonaggio della serie
Tu lavori con un co-sceneggiatore. Come vi viene l’ispirazione?
Prendiamo spunto da qualsiasi cosa abbiamo vissuto o letto. Purtroppo non c’e’ un metodo, il terrore della pagina bianca esiste sempre. Ci vuole sempre molta fantasia e a forza di allenarla vengono idee folli, come la puntata che abbiamo scritto sui Tamagochi 

Quali sono le puntate che hai scritto di cui vai più fiera?
Di “Quelli dell’Intervallo” ho ideato una puntata in cui Secchia si addormentava e sognava di essere a scuola nella preistoria. Hanno speso tantissimo per la scenografia ma è venuta molto bene. Durante “Camera Caffè” mi sono molto affezionata ai personaggi di Silvano e Patty. Per loro ho scritto una puntata “L’erba di Patty” dove ignari di tutto coltivavano una pianta di marijuana che gli aveva lasciato una collega. Vado fiera anche della puntata “Quiz di Natale” in cui Amadeus presenta un quiz nell’azienda e Paolo Bitta lo fa penare.

Bellissime queste puntate! E quale serie o film avresti voluto scrivere?
La serie “Scrubs” e uno qualsiasi dei film di Ben Stiller. Per esempio “Ti presento i miei”

Il lato del tuo lavoro che ti piace di più e quello che ti piace di meno.
Adoro creare da zero personaggi e situazioni perché posso immaginarmi un nuovo mondo che piano piano prende forma. Ciò che mi piace di meno sono sicuramente le relazioni pubbliche. So che chi riesce a vendersi meglio ha più opportunità sul lavoro, ma io preferisco stare a casa a lavorare sul mio computer.

Se una nostra lettrice volesse fare il tuo lavoro cosa consiglieresti?
Io consiglio di contattare direttamente le produzioni, perché se si vuole fare gli autori nell’ambito televisivo ci si deve proporre. Per la mia esperienza, c’e’ molta apertura verso le nuove leve: più autori ci sono, più si crea una varietà di ironia e di comicità. Vi avverto che purtroppo c’e’ anche molta leggerezza nell’allontanare i giovani autori.

Ora qualche domanda RosaShokking.
Tre aggettivi per definirti.

Ironica, pigra e razionale.

Carriera o famiglia?
Se fossi obbligata famiglia.

Ufficio o freelance?
Freelance tutta la vita.

Svelaci un tuo segreto.
Mi sono sposata in segreto! La mia famiglia e tutti i miei amici si sono talmente arrabbiati che non terrò mai più un segreto in vita mia.

Cosa ti imbarazza?
(dopo una lunga pausa) Mi imbarazza non saper rispondere ad una domanda come questa. Sono una sceneggiatrice: dovrei avere la battuta pronta!
Tag:  Lucia Minati, Autrice, Camera Caffè, Quelli dell'Intervallo

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