Kathryn, Oscar, James e la rottura dei soliti schemi!

Kathryn Bigelow ce l’ha fatta, dopo una lunga carriera nella quale ha preso la strada meno percorsa dalla colleghe donne finalmente si e’ aggiudicata la statuetta.

di Elena Maria Manzini

Pubblicato giovedì, 29 aprile 2010

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Aveva ragione lei: Kathryn ha rotto gli schemi dal primo film che ha girato ed è riuscita a battere un record negativo che durava dalla fondazione dell’Academy. Nella notte fra il 7 e l’8 marzo 2010 durante la cerimonia degli Oscar al Kodak Theater di Los Angeles una delle più grandi artiste dei nostri tempi Barbra Straisand le ha porto la statuetta per la miglior regia dopo aver pronunciato le fatidiche parole: “Finalmente il momento è arrivato….una donna ha vinto l’Oscar in questa categoria!”
Prima di lei nessuna regista donna aveva mai vinto e solo 4 sono state le candidate la Bigelow, Sofia Coppola per “Lost in Traslation”, Jane Campion per “The Piano” e Lina Wertmuller per “Seven Beauties”. Sofia e Jane si sono dovute accontentare della statuetta come Miglior Sceneggiatura invece quest’anno la 58enne californiana ha chiuso in bellezza con in mano sia l’Oscar per la regia che quello per il Miglior Film.
Da sempre la chiamano la Lady di Ferro, che gioca nel parco gioghi dei maschietti senza aver chiesto il permesso. Bellissima, altissima potrebbe essere scambiata per una diva di Hollywood invece ha da subito mostrato interesse a dirigere film thriller e d’azione. Dopo un paio di prove di cui una molto interessante ovvero il film Blue Steel interpretato da Jamie Lee Curtis ha perfezionato la sua tecnica e ci ha regalato Point BreakStrange Days e The Hurt Locker. Questo ultimo film e’ sceneggiato dal suo attuale compagno, il giornalista Mark Boal, di parecchi anni più giovane di lei, che la sera degli Oscar ha vinto l’Oscar come migliore sceneggiatura originale.
Tutto questo in barba all’ex maritino di lei James Cameron e il suo magnifico Avatar. I loro due film non potrebbero essere più diversi. The Hurt Locker ha il raro potere di mostrare la vera vita dei soldati al fronte, senza sensazionalismi o paternalismi o giudizi velati e non, ti racconta una storia e lascia allo spettatore decidere cosa pensare. In più è stato girato con dodici milioni di dollari e con una camera mossa e un’immagine un po’ sgranata che richiama il documentario. Avatar ha cambiato la storia del cinema per il sublime e innovativo utilizzo del 3D,prende posizione sulla guerra mostrando come alternativa migliore la vita legata alla natura. E’ sono costato centinaia di milioni di dollari e il pubblico l’ha decisamente premiato considerando che e’ arrivato alla strabiliante cifra di 2 miliardi e mezzo di dollari di incasso. Due stili diversi, per due prodotti diametralmente opposti girati da due registi di grandissimo talento.
Kathryn ha vinto questa sfida, e si prepara alla prossima sempre affiancata da Mark Boal che ha firmato il suo prossimo progetto cinematografico “Triple Frontier” ambientato nella tormentatissima regione sudamericana dove si incontrano le frontiere di Brasile, Argentina e Paraguay da sempre in mano alle organizzazioni criminali.
Tag:  Katrhyn Bigelow, Oscar, prossimi progetti, James Cameron

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