Afghanistan, le donne rischiano di pagare il prezzo della pace

Hillary Clinton incontra una delegazione di donne afgane. "Non vi abbandoneremo", questo è il messaggio

di Stefano Magni

Pubblicato venerdì, 14 maggio 2010

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Il 29 maggio prossimo sarà una giornata storica per l’Afghanistan, perché si riunirà la Jirga (assemblea) della Pace, il primo tentativo di cooptare nel governo quegli elementi dei Talebani che accettano di deporre le armi e sottoscrivono i principi costituzionali fondamentali. Si tratta di un passo fondamentale verso la fine della lunga guerra civile afgana, iniziata nel 2001 immediatamente dopo la deposizione del regime talebano.

I Talebani, come è noto, non riconoscono alcun diritto alle donne, costrette, sotto il loro dominio a rimanere nelle loro case, a non praticare alcun tipo di attività personale e lavorativa e a uscire solo dietro autorizzazione di un tutore legale maschio della loro famiglia. E comunque coperte interamente da un burqa. Ovunque dominino i guerriglieri talebani e filo-talebani, nel Sud e nell’Est del Paese, queste regole sono tuttora imposte. Dove non dominano, le formazioni terroriste fedeli al vecchio regime uccidono e intimidiscono le studentesse (la cui unica colpa è quella di andare a scuola) anche ricorrendo a bombe tossiche lanciate nelle aule.

Cosa comporterà la “redenzione” dei Talebani nella nuova Jirga della Pace? Il timore è condiviso, a quanto risulta, anche dal segretario di Stato americano Hillary Clinton, che incontrando il presidente afgano Hamid Karzai, gli ha ricordato che: “Ogni riconciliazione fra il governo e i Talebani non deve portare a una riduzione dei diritti delle donne”. La Clinton ha anche voluto parlare direttamente alle donne del governo di Kabul, fra cui Amina Afzali (ministro del Lavoro e degli Affari Sociali) e Suraya Dalil (ministro della Salute). La Clinton ha promesso loro più aiuti finanziari a progetti per l’educazione delle donne, la maternità e la protezione dalla violenza, oltre che per sostenere il loro accesso nell’agricoltura e nell’imprenditoria. E’ solo “wishful thinking”? Forse. Ma già il fatto che ci siano donne ministro afgane che trattano con il segretario di Stato Usa a Washington può essere letto come un miracolo. 
Tag:  Afghanistan, Talebani, burqa, Hillary Clinton, diritti delle donne

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