Arabia Saudita, abusi sulle infermiere filippine

Trenta operatrici sanitarie rientrano in patria. E denunciano l'agenzia che avrebbe dovuto tutelarle da datori-sfruttatori di lavoro

di Stefano Magni

Pubblicato sabato, 5 giugno 2010

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L’emigrazione, talvolta, si trasforma in un inferno. Specie per le donne che, dal Sud Est asiatico cercano lavoro in Arabia Saudita, dove la facilità di trovare un impiego attira sempre più emigranti dall’Asia orientale. Basta andare su Internet per trovare una serie infinita di richieste “urgenti” di infermiere da parte delle agenzie di Riyad. Anche se poi, più che un lavoro, le emigranti trovano un vero e proprio campo di concentramento. L’ultima vicenda in ordine di tempo riguarda una compagnia ospedaliera, la Annasbah, i cui dirigenti sottopongono le infermiere filippine alle loro dipendenze a orari di lavoro impossibili e abusi sessuali. Quel che è ancora più grave è la complicità dell’amministrazione dei lavoratori filippini, la Overseas Workers Employement Administration (Owwa), che avrebbe dovuto tutelare i loro diritti.

Lo riporta oggi l’agenzia missionaria AsiaNews, citando la testimonianza di una delle vittime degli abusi, Eppie Bellama: “Invece di aiutarci, l’Amministrazione dei lavoratori esteri filippini di Riyadh ha prolungato la nostra agonia lasciandoci nelle mani dei nostri sfruttatori, e ora sta facendo lo stesso con le nostre compagne rimaste in Arabia Saudita”. Infatti, 30 donne sono riuscite a tornare in patria, pagando il biglietto di tasca loro. Ma altre 30 sono ancora nelle mani dei loro “datori di lavoro”. In gennaio, 88 infermiere avevano intrapreso uno sciopero della fame contro Owwa, perché l’amministrazione non aveva permesso a una loro collega malata di rientrare in patria.

Insieme alle altre infermiere ritornate nelle Filippine, Eppie Bellama ha stilato in questi giorni una lista di accuse rivolte a Nestor Burayag, responsabile dell’ufficio di assistenza dell’Owwa in Arabia Saudita. E’ ritenuto colpevole di aver ritardato il rimpatrio, non aver fornito assistenza medica e alimentare alle infermiere ammalate, non aver pagato il biglietto di ritorno, che avrebbe dovuto essere rimborsato dalla Annasbah.
 


Tag:  infermiere filippine, Arabia Saudita, emigrazione, sfruttamento, abusi sessuali

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