Arabia Saudita, dieci frustate per la donna che guida

Il re promette il voto femminile, ma nega alle saudite persino la libertà di stare al volante di un'auto

di Stefano Magni

Pubblicato martedi, 27 settembre 2011

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In Arabia Saudita si notano sempre dei brutti passi indietro dopo ogni passo avanti.

Il passo avanti risale a due giorni fa: re Abdullah ha promesso il voto alle donne nelle prossime elezioni del 2015. Lo aveva già ventilato per le consultazioni locali di quest’anno, ma poi aveva cambiato idea. Anche per “colpa” della Primavera araba - che sta intimorendo tutti i regimi mediorientali - la promessa, non ufficiale, era stata subito rimangiata e anche quest’anno le donne sono state tenute ben lontane dalle urne. Per il 2015 si vedrà. Il proclama è ufficiale.

Nella speranza che non cambi idea in questi quattro anni, in attesa del voto, oggi è arrivata la notizia del grande passo indietro: ricomincia, con estremo vigore, la persecuzione della polizia religiosa contro le donne che osano sfidare il divieto di guida. Infatti alle donne è tassativamente proibito condurre un’automobile. Oggi una donna è stata condannata alla fustigazione.

L’estate scorsa un gruppo di “dissidenti”, organizzate nell’associazione Women2Drive aveva organizzato un atto di disobbedienza civile: guidare e riprendersi, per poi diffondere i video su Internet. Ora la stessa associazione riferisce che la donna incriminata, identificata col solo nome di Shema, è stata condannata a 10 frustate per essere stata sorpresa al volante nella città di Jedda lo scorso luglio. Altre due sue compatriote sono sotto processo per lo stesso reato e tuttora in attesa di verdetto.
Tag:  women2drive, Arabia Saudita, Abdullah, donna al volante, diritti delle donne, suffragio femminile

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