Arabia Saudita, il re promette il voto alle donne

Ma loro cosa se ne fanno? Potranno andare alle urne, ma non essere elette. E i loro diritti civili continueranno ad essere repressi.

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Novità impressionante dal Golfo Persico: le donne in Arabia Saudita avranno diritto di voto! Per ora si tratta di una promessa, neanche messa nero su bianco. Però è stata annunciata da re Abdullah, sovrano assoluto della monarchia saudita, secondo un articolo del quotidiano governativo Al Watan. Dunque una fonte più che attendibile.
Quindi la promessa dovrà essere mantenuta (o si dovrà fare di tutto per far vedere che è stata mantenuta), visto che ormai ne è a conoscenza tutto il mondo, compreso chi scrive. Alle donne era stato promesso il voto nelle elezioni locali del 2005, ma poi ne erano rimaste escluse. Ora si parla di un loro diritto a votare, ma non ancora di essere elette. La riforma cambierà relativamente l’assetto istituzionale del Paese, perché stiamo parlando di una monarchia assoluta in cui gli organi elettivi non hanno la forza di un parlamento, ma, al massimo, di enti consultivi. La notizia va dunque presa per quella che è: una mossa simbolica. Ma anche i simboli hanno la loro importanza.
Come mai, un un regno in cui le donne non possono neppure guidare, svolgere gli stessi lavori dei maschi, non hanno nemmeno il permesso di uscire di casa se non accompagnate da un familiare maschio, il diritto di voto acquisisce così tanta evidenza nel dibattito? Perché per l’11 marzo prossimo, le opposizioni che stanno emergendo nella società araba si stanno dando appuntamento per una “giornata della rabbia”, come è avvenuto all’inizio delle ribellioni in Tunisia, in Egitto e in Libia. Gli intellettuali liberali sauditi hanno lanciato un appello in rete in cui chiedono una costituzione, la riduzione del potere del re e la separazione dei poteri. Abdullah ha paura di una rivoluzione. E quindi deve fare concessioni. Il fato vuole che la prima di queste promesse riguardi proprio i diritti delle donne: evidentemente è il più sensibile dei problemi, per lo meno agli occhi dell’opinione pubblica internazionale.
Tag:  donne, voto, Arabia Saudita, Abdullah, rivoluzione, giornata della rabbia, liberalismo, 11 marzo, Al Watan

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