Asia Bibi rischia di morire in carcere

In isolamento e in condizioni igieniche terribili, la donna cristiana pakistana, condannata a morte per blasfemia, ha contratto la varicella ed è in pericolo di vita

di Stefano Magni

Pubblicato giovedì, 7 aprile 2011

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Asia Bibi
Asia Bibi, una donna pakistana di 45 anni, di fede cristiana, madre di cinque figli, è stata condannata a morte per blasfemia alla fine dell’anno scorso.

Quando si era saputo della condanna si era nel pieno della campagna per salvare Sakineh Mohammadi Ashtiani, la donna iraniana condannata alla lapidazione, questa volta per un altro reato islamico, l’adulterio. I casi erano stati accomunati dai media e Asia Bibi era diventata per tutti la “Sakineh cristiana”. La diplomazia italiana si era mossa. La macchina dell’indignazione pubblica mobilitata. Il Pakistan aveva sospeso la sua condanna a morte. Ma due coraggiosi politici che volevano salvare Asia sono stati uccisi: prima Salman Taseer, governatore del Punjab, poi Shahbaz Bhatti, ministro delle minoranze. I loro assassini sono ora celebrati come degli eroi dalle moltitudini integraliste del Pakistan. Per tutti costoro, Asia Bibi è un simbolo del male. Chi la vuol salvare è un corruttore. Quella donna, secondo loro, deve morire. E’ ormai una questione di principio.

Ma da noi? Non se ne parla più. Chi sa che fine ha fatto Asia Bibi? Ne parla praticamente solo l’agenzia missionaria Asia News. “Asia Bibi è malata” – si legge sul lancio di oggi – “in cella di isolamento, e crescono le preoccupazioni per la sua vita. La cristiana condannata a morte per blasfemia su false prove è malata di varicella, e le condizioni igieniche in cui vive sono disastrose”.
 
La mobilitazione per la sua salvezza rischia di esser stata vana. Anche se non verrà uccisa da un boia, può andare incontro a una morte lenta, altrettanto innaturale, in una cella malsana, dimenticata da tutti
Tag:  Asia Bibi, Pakistan, blasfemia, isolamento, diritti umani, varicella, Sakineh, Iran

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