C’è un giudice a Dhaka

Arrestati i membri di un tribunale islamico del Bangladesh. Avevano condannato una ragazzina di 14 anni ad essere ammazzata di frustate

di Stefano Magni

Pubblicato giovedì, 3 febbraio 2011

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Non è rimasta impunita la condanna a 80 frustate, comminata a una ragazzina di 14 anni, da un tribunale islamico in un villaggio del distretto di Shariatpur, Bangladesh.
La vittima, Hena Begum, era stata accusata dal suo villaggio di aver avuto una relazione con un uomo sposato. E’ stata prima picchiata dai familiari del suo presunto amante. Poi condannata dalla locale corte islamica a 80 frustate. La ragazza non ha retto alla tortura: ricoverata in ospedale, è morta sei giorni dopo. La polizia deve ancora accertare se sia morta per i colpi ricevuti o per altre cause. Di sicuro il supplizio non le ha fatto bene. Il padre, invece di ottenere giustizia, è stato a sua volta condannato dalla corte locale a pagare una multa di 50mila taka (circa 600 euro, tantissimi in rapporto al potere d’acquisto locale) per l’adulterio di sua figlia. “Che razza di giustizia è mai questa” - lamenta l’uomo, Dorbesh Khan - “Mia figlia è stata frustata a morte nel nome della giustizia. Se ci fosse stato un tribunale giusto, ora sarebbe ancora viva”.
Ma a quanto pare c’è un giudice anche a Dhaka. E i responsabili della crudele condanna, quattordici persone, compreso un insegnante della locale scuola coranica, sono stati arrestati. Ora, però, si attende di sapere quale sarà il verdetto nei loro confronti. Quello di Hena Begum non è un caso unico. A dicembre una donna di 40 anni è morta nel distretto di Rajshahi dopo essere stata frustata in pubblico. Attivisti per i diritti umani del Bangladesh affermano che, ogni anno, decine di condanne religiose vengono emesse dalle corti locali. Il Bangladesh è dunque uno di quei casi in cui è la società tradizionale ad essere più realista del re. La persecuzione vera, nei confronti delle donne, non arriva tanto dallo Stato (come in Iran), quanto dai villaggi, dai loro tribunali consuetudinari, dai vicini di casa, dai propri insegnanti e parenti. E’ una repressione dal volto familiare. Che non per questo è un volto più umano.
 
Tag:  Bangladesh, Dhaka, Hena Begum, adulterio, frustate, condanne religiose, villaggi

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