Contrordine: Sakineh non è salva

La nuova beffa di Teheran sulla pelle di una donna condannata alla lapidazione

di Stefano Magni

Pubblicato venerdì, 10 dicembre 2010

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Chi ha letto la notizia su questo sito della liberazione di Sakineh Mohammadi Ashtiani, la donna iraniana condannata alla lapidazione per adulterio, non ha avuto un'allucinazione. Era questa la notizia rilanciata da tutte le agenzie ieri notte. Sakineh Mohammadi Ashtiani ed il figlio Sajad "sono a casa loro a Tabriz" nel Nord ovest dell'Iran, secondo quanto riferiva alle agenzie Taher Dyafarizd, membro della sezione italiana del Comitato antilapidazione e responsabile dell'organizzazione Neda Days. L'attivista ha anche riferito anche che i due sono stati visti nel giardino di casa.
 
A volte anche le storie più drammatiche hanno un lieto fine. Pensavano gli illusi, compreso chi scrive. Nei mesi scorsi le autorità iraniane avevano detto che la condanna alla lapidazione per adulterio era stata sospesa, ma che era  in corso il processo alla donna per l'accusa di avere partecipato all'uccisione del marito. E in realtà, quando la tragica realtà è emersa veramente, il finto ritorno a casa di Sakineh è parte dell'indagine della magistratura. Si tratta di un incidente probatorio. La donna deve ricostruire la dinamica dell'uccisione del marito.

Per la liberazione di Sakineh, nei mesi scorsi c'è stata una grande mobilitazione internazionale. L’Italia (assieme alla Francia) è sempre stata in prima fila, in Europa, per chiedere la salvezza della donna iraniana. ''E' una bella giornata per i diritti umani'', questo il primo commento del ministro degli Esteri Franco Frattini alla notizia della liberazione di Sakineh. ''Abbiamo appreso con gioia la notizia che il Comitato Internazionale contro la lapidazione ha dato e che stiamo verificando, per scrupolo, direttamente'', ha detto Frattini. ''La liberazione di Sakineh - cui le autorità iraniane sono giunte dopo i diversi appelli del governo italiano e della comunità internazionale è una decisione -" ha osservato ancora il ministro "che merita il forte plauso e la soddisfazione di tutti''. Ora queste frasi restano a testimonianza delle illusioni che il regime di Teheran, con tutta la sua capacità manipolatoria sui media riesce a creare.
 
Non solo non è una bella giornata per i diritti umani, ma al danno si unisce la beffa: quella di una nuova "confessione" filmata dalla Tv iraniana a casa di Sakineh

Resta a testimonianza di questa breve illusione anche la frasa scritta alla fine del mio articolo sulla presunta (poi smentita) liberazione di Sakineh: "Grazie all'opinione pubblica e alla campagna stampa, siamo finalmente riusciti a "ficcare il naso" in un regime totalitario e a impedire almeno un suo atto di barbarie". No, invece, la Repubblica Islamica sta solo giocando con la nostra opinione pubblica e con le nostre campagne stampa. Sa dove siamo sensibili e ci prende gusto. La menzogna è parte integrante dei regimi totalitari.
Tag:  Iran, Sakineh, lapidazione, adulterio, Frattini, grazia, media, opinione pubblica

Commenti

10-12-2010 - 09:21:00 - Gaia
Finalmente una buona notizia! Grazie per averci tenuti informati fin dall'inizio, passo dopo passo, su questa inquietante vicenda che, fortunatamente, sembra essersi conclusa bene
10-12-2010 - 12:12:00 - Carlotta
Purtroppo nessuna buona notizia...
10-12-2010 - 12:58:18 - Giulia
Troppo bello per essere vero, infatti era una menzogna.. una menzogna fatta rimbalzare con successo attraverso tutti gli organi di stampa mondiali, telegiornali e testate giornalistiche. Dovremmo essere abituati, ma in questo caso la notizia di questa crudele bufala lascia un terribile amaro in bocca!!
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