Dove lo hijab è "cool"

L'arte del velo islamico creativo. In Gran Bretagna è possibile. Ma in Iran?

di Stefano Magni

Pubblicato sabato, 15 maggio 2010

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In Inghilterra, Paese ad altissima immigrazione islamica, sta nascendo una nuova moda. Le donne mixano, a volte con successo, stili e tendenze occidentali con il tradizionale velo islamico, lo hijab. Hanno già un soprannome: le chiamano “hijabiste”. Un’inglese di origine libanese, Jana Kossiabati, ha cercato di sistematizzare queste nuove tendenze, fondando un blog dedicato, Hijab Style. Che in poco tempo è riuscito ad imporsi nel mercato online con 2300 visite medie al giorno, anche da Africa e Medio Oriente, ospitando stylist anglo-musulmane come Sarah Elenany o Hana Tajima Simpson. In due anni e mezzo ha guadagnato tanta visibilità da aggiudicarsi anche un servizio dal seguitissimo sito della Bbc.  “I giovani islamici stanno cercando sempre di più mode che non li facciano sentire tagliati fuori dal resto del mondo”, spiega la Kossiabati.
Tutto questo è possibile. In Gran Bretagna. In Iran, al contrario, è politicamente impossibile concepire una fusione fra moda occidentale e velo islamico. La moda occidentale implica creatività, auto-affermazione individuale, fantasia. E’ un’attività “laica” per eccellenza, che sfugge a qualsiasi disciplina ideologica o religiosa. Lo “chador” (la versione iraniana del velo) è una vera e propria divisa rivoluzionaria, le cui caratteristiche sono dettate dallo Stato. E’ un simbolo di umiltà della donna nei confronto di Dio. Sotto Khamenei, il precedente presidente della Repubblica Islamica, oltre al colore nero erano state ammesse anche altre tinte. Sotto Ahmadinejad tutte le donne sono tornate obbligatoriamente a vestirsi di nero. Il ciuffo di capelli fuori dal velo non è stato più ammesso: negli anni scorsi, una violenta campagna di polizia, con fermi arresti e pestaggi, ha obbligato tutte le iraniane a conformarsi alle norme prescritte di buon costume. Adesso mi dicono che la pressione si è allentata e che il ciuffo di capelli fuori dal velo è quantomeno tollerato. Ma Jana Kossiabati non può comunque rivolgersi alle sue coetanee iraniane. Lì sarebbe considerata come una sovversiva.
 
Tag:  hijab, Jana Kossiabati, chador, Iran, velo islamico

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