Femminicidio

Due omicidi, uno per gelosia e l'altro per separazione, in meno di 12 ore

di Stefano Magni

Pubblicato martedi, 11 maggio 2010

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Altri due “femminicidi” in Italia, nell'arco di 12 ore. A Gela (Sicilia) una guardia giurata di 25 anni ha ucciso ieri sera la moglie di 21 ed è fuggito con la figlia di due anni. Il metronotte, al culmine di una lite, ha sparato 5 colpi con la sua pistola d'ordinanza poi si e' allontanato con la figlia, a bordo della sua Fiat Uno. E' stato intercettato dopo qualche ora dalla polizia, mentre vagava per Gela con la figlioletta, che è stata affidata ai nonni. Il movente? E' "passionale": l'uomo era geloso della moglie.

A Collegno, un posticino idilliaco nel torinese, un uomo, nel pieno di un colloquio per la separazione, ha ucciso con trenta coltellate la moglie. Il tutto di fronte allo sguardo terrorizzato di un assistente sociale, negli uffici di un consultorio che da due anni seguiva la loro causa. I testimoni oculari affermano che la violenza sia scoppiata all’improvviso, dopo quello che pareva “un colloquio tranquillo come tanti altri, la discussione era tranquilla”. Nemmeno un urlo. Nemmeno un rumore sospetto. Nessuno, fuori da quella stanza, ha sospettato quel che stava avvenendo. Dopo l’omicidio, il marito, 38 anni, non ha opposto resistenza: è rimasto nell’ufficio del consultorio e ha atteso l’arrivo dei Carabinieri che lo hanno arrestato. I suoi due figli sono rimasti improvvisamente orfani.

Le notizie di questa mattina, sono state giustamente paragonate alla mattanza nel Mantovano (Lombardia), di appena due settimane fa, quando, il 25 aprile, un autotrasportatore, Omar Bianchera, ha ucciso la sua ex moglie, vicina di casa e un agricoltore con cui aveva conti in sospeso. Anche in quel caso la catena di delitti che ha trasformato un uomo incensurato in un serial killer è stata innescata da una lite seguita al divorzio.

E una un altro fatto di sangue che ritorna alla mente, finito fortunatamente senza morti, è un tentato duplice omicidio a Levone (Piemonte) dove il 25 aprile un uomo, dopo un lungo stalking ai danni di una ragazza, ha fatto irruzione nella casa di un’amica che cercava di proteggerla e ha dato fuoco sia a lei che all’amica. Le due donne sono sopravvissute. L’uomo (pluri-pregiudicato, con 26 condanne alle spalle) aveva dichiarato esplicitamente la sua intenzione: “Se non sei mia, non sarai di nessuno”. E’ questa la frase che spiega tanti “femminicidi”, più di mille analisi sociologiche.  


Tag:  femminicidio, Collegno, Gela, separazione, gelosia

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