Follia omicida a Lamezia Terme

Uccide la fidanzata e la sfigura. Avrebbe compiuto 27 anni Adelina Bruno quella notte, ma non c’è mai riuscita

di ilmetropolitano.it

Pubblicato mercoledì, 2 novembre 2011

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A cura di Fausta Canzoneri – www.ilmetropolitano.it
 
Avrebbe compiuto 27 anni Adelina Bruno quella notte, ma non c’è mai riuscita. Si è spenta tra odio e rabbia, tra le mani di un mostro, tra le mani sporche del suo sangue caldo, quelle stesse mani che sino a pochi momenti prima la accarezzavano e stringevano a sè.

È stato il suo ragazzo, Daniele Gatto 28 anni, a massacrarla. Erano usciti insieme per recarsi al centro commerciale “Due Mari”, e tornare poi in città, a Lamezia Terme. Si erano prima fermati alle porte della cittadina calabrese, vicino ad un uliveto, posto frequentato dai giovani nei momenti d’intimità, e si è scatenato l’orrore. Una discussione, un atteggiamento sbagliato, s’ipotizza lei volesse lasciarlo, la furia di un uomo, un uomo con un matrimonio alle spalle, con un figlio che l’ex moglie ha tenuto con sè.

La ragazza viene strangolata, soffocata, e poi con alcune canne appuntite le vengono perforate testa e gola, un atto dettato da rabbia cieca e vile. L’uomo torna a quel punto a casa, si lava, butta i vestiti insanguinati nella spazzatura e si reca a casa della ragazza, dal suocero, per mettere a punto la messa in scena ed andare alla stazione dei carabinieri di Sambiase, per denunciare la scomparsa della ragazza. Nel cuore della notte decide di ‘confessare’ il delitto ad uno zio sacerdote a Marcellinara, piccolo comune nella provincia di Catanzaro, che lo induce a costituirsi.

Così la mattina di lunedì, il ventottenne disoccupato si presenta in stazione con il suo avvocato, dichiarando agli investigatori di averla solamente picchiata ed abbandonata presso l’uliveto di via Montesanti, ma la scena che si presenta agli occhi degli inquirenti sembra uscita da un film horror. La ragazza era irriconoscibile, aveva il volto tumefatto, cosparso di sangue e di schizzi di materia cerebrale. La dinamica dell’intera vicenda non è ancora chiara ai carabinieri e al dirigente Antonio Borelli, che conduce le indagini al fianco dei magistrati mentre si aspettano notizie riguardanti l’autopsia per conoscere i dettagli dell’agghiacciante vicenda. Il ragazzo non appare, a quanto dichiarato da chi gli alcuni addetti alla sorveglianza, ‘affatto pentito’ dell’accaduto e viene sottoposto al continuo controllo da agenti delle forze dell’ordine.

È accusato di omicidio volontario aggravato dai motivi abbietti e dal vilipendio di cadavere.
 
L’intero paese è scosso dalle continue notizie di omicidi ed omicidi-suicidi nati da screzi e futili motivi all’interno di relazioni interpersonali di tipo sentimentale. La furia che si scatena nella mente di una personalità disturbata, di un carattere fragile e violento in un attimo di follia. Anche questa volta è una giovane donna a pagare le conseguenze di un atto estremamente brutale, efferato e crudele. Una donna con una vita davanti, ed esperienze da compiere di cui è stata privata per sempre.

Prevenire non è però affatto semplice, vista soprattutto l’immediatezza che porta ad atti di simile crudeltà. Ci si chiede dunque, come si possa amare qualcuno che vestito d’agnello si tramuta in un lupo in una notte di ordinaria follia.

Tag:  Lamezia Terme, omicidio, vilipendio di cadavere, Adelina Bruno

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