Il mestiere delle armi

Si chiama Cristina uno degli Alpini feriti in Afghanistan

di Stefano Magni

Pubblicato lunedi, 17 maggio 2010

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Cristina Buonacucina
Due caduti - il sergente Massimiliano Ramadù e il caporale Luigi Pascazio - e due feriti nell’ultima imboscata subita dagli italiani nella base avanzata di Bala Murghab, in Afghanistan, questa mattina. Tra i due feriti, una è donna. Si chiama Cristina Buonacucina, di Foligno (Perugia), classe 1983, caporale nella Brigata Taurinense negli Alpini.

Le donne sono una novità per noi. L’Italia è l’ultimo (in ordine di tempo) Paese occidentale che ha concesso loro la possibilità di arruolarsi. Stando agli attuali standard del nostro esercito, “Il concetto guida è che il riconoscimento della diversità uomo-donna non deve tradursi né in un vantaggio né in una penalizzazione per le donne” - come si legge nel sito delle forze armate italiane - “Il criterio che viene adottato è basato sul raggiungimento degli standard fisici, culturali ed attitudinali previsti per un determinato incarico”. Ma, informalmente, alcuni le vedono ancora con sospetto. Appena 4 anni fa incontrai un gruppo di Alpini, donne e uomini, conversare non molto tranquillamente: le donne (2 contro 5 commilitoni maschi) avevano un bel daffare per difendersi su tutto: sul fatto che sapessero sparare bene come gli uomini, sul fatto che avessero lo stesso coraggio nell’affrontare missioni difficili, sulla loro resistenza fisica.

Sulla presenza delle donne-soldato in Afghanistan si era aperto anche un dibattito di altro tipo, tutto politico, nel 2009. Il ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna aveva infatti minacciato di ritirarle tutte, come segno di protesta contro la firma di Hamid Karzai su una nuova legge che, se approvata, avrebbe legalizzato lo stupro entro le mura domestiche. Alla fine le donne son rimaste. Anche per la loro volontà di dimostrare il loro valore. Cristina Buonancina, quando è stata ferita, era in primissima linea. Bala Murghab è l’avamposto più sperduto di tutta la regione di Herat, nel bel mezzo delle rotte dei narcotrafficanti, in un’area in cui la presenza dei Talebani è ancora molto forte. Di fronte al pericolo, la distinzione fra i due sessi perde di significato.
 
Tag:  Afghanistan, Bala Murghab, Cristina Buonacucina, Massimiliano Ramadù, Luigi Pascazio

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