L’8 marzo ricordiamo le streghe condannate a morte (ancora oggi)

Il Chicc di Manchester pubblica un diario su un processo alle streghe di 4 secoli fa. Ma il problema è ancora attuale, nel mondo non industrializzato.

di Stefano Magni

Pubblicato martedi, 8 marzo 2011

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L’8 marzo è la giornata della donna e dei suoi diritti. L’8 marzo 1908 un incendio in una fabbrica di New York provocò la morte di 129 operaie. Tre anni dopo veniva celebrata per la prima volta la Giornata Internazionale della Donna.
Visto che si tratta di una celebrazione storica, è bene ricordare cosa fosse la condizione della donna nel passato e cosa è oggi. Quanti diritti avevano le donne nel 1908? Non avevano diritto al voto in quasi nessuna democrazia, fatta eccezione per alcune isole (Isole Cook, Isola di Man, Pitcairn) e per due dominion britannici: Nuova Zelanda e Australia. Il mondo in cui è nata la consapevolezza dei diritti femminili era comunque pronto a recepire il messaggio. Tanto è vero che il suffragio femminile e il riconoscimento di pari diritti civili alle donne si è diffuso,a macchia d’olio, in tutto il mondo industrializzato in appena tre decenni. Grazie all’industrializzazione la donna ha potuto accedere al lavoro indipendente (non dettato da un padre/padrone contadino), a una fonte di guadagno indipendente e di lì a una cultura che le ha permesso di rivendicare propri diritti.

La società in cui la donna non ha diritti e non è neppure consapevole di averli è quella pre-industriale. Ed è per questo utilissima l’iniziativa del CHICC (Center for Heritage Imaging and Collection Care) di Manchester che ha digitalizzato e messo online un diario di un processo di massa alle streghe, risalente all’Inghilterra del XVII Secolo. Si tratta del registro tenuto da un puritano, Nehemiah Wallington, sul processo tenutosi a Chelmsford, a 30 donne accusate di stregoneria. E’ un utile squarcio sugli orrori del passato europeo. Un passato neppure troppo distante da noi. “Molte delle accusate confessano volontariamente e senza alcuna forzatura o coercizione di avere stipulato patti col Diavolo” - si legge in un passo del diario (il linguaggio è attualizzato, ndr) - “Alcuni cristiani sono stati uccisi per loro tramite”. Di una delle imputate, Rebecca West, si legge senza alcun pudore che: “E’ stata torturata in modo così estremo da non farla resistere oltre”. Sotto tortura ha confessato di essere andata a letto col Diavolo. Di 30 donne processate, ben 14 sono state impiccate.
I cultori della storia moderna e medioevale europea amano ricordare che, a riprova della maggior civiltà delle corti religiose, almeno venivano intentati dei processi. Mentre, in altri casi, gli accusati venivano uccisi sommariamente. Le cacce e i processi alle streghe, nell’Europa protestante e nel Nord America appena colonizzato, sono però il sintomo più evidente di una società bigotta, maschilista e fondata sul sospetto. Dove a una donna bastava un comportamento non ortodosso o qualche stravaganza per essere condannata alla pena capitale, all’impiccagione se era fortunata, al rogo o alla tortura fino alla morte se era sfortunata, a seconda della clemenza del boia.
Il nostro mondo è lontano mille miglia da quella realtà di 400-e-passa anni fa. Ma fuori dal nostro privilegiato emisfero industrializzato, i processi alle streghe e i sospetti sulla donna sopravvivono ancora nel XXI Secolo. In Arabia Saudita vengono comminate ogni anno dozzine di condanne a morte per stregoneria. Il caso più celebre riguarda un astrologo televisivo, ma nella maggior parte dei casi sono le donne ad essere colpite, come una cartomante siriana processata l’anno scorso. L’accusa di stregoneria è ancora comune nelle società tribali in Africa e, in alcuni casi, anche nell’America Latina: ad Haiti una caccia a streghe e stregoni è partita anche in questi mesi, all’indomani dello scoppio dell’epidemia di colera.
Facciamo dunque benissimo a celebrare le conquiste sociali e civili della donna nella nostra società aperta, dunque. Ma dobbiamo essere consapevoli che la festa della donna è ora più utile per rendere consapevoli miliardi di donne che vivono senza alcun diritto al di fuori del mondo industrializzato.

Link al documento originale. http://chiccmanchester.wordpress.com/
Tag:  8 marzo, donne, streghe, incendio, chicc manchester

Commenti

29-02-2012 - 17:06:01 - silvia
mi sento oltremodo indignata! voglio dire,siamo nel XXI secolo e ancora così tante donne(e non solo) devono soffrire perchè accusate di stregoneria, che anche se in diverse forme effetivamente esiste(le wicca,per esempio)non è un buon motivo per condannare qualcuno amorte!
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