La voce delle Madri di Tienanmen

"Forse davvero essi attendono che noi ci consumiamo, che moriamo, così che il problema sparisca?"

di Stefano Magni

Pubblicato mercoledì, 2 giugno 2010

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Da ventun anni, ormai, il regime della Repubblica Popolare Cinese sta cancellando ogni memoria possibile del massacro di Piazza Tienanmen. Dall’aprile al giugno del 1989, un milione di studenti, funzionari, operai e contadini si riversarono nella piazza centrale di Pechino, di fronte alla ex “città proibita” imperiale per chiedere riforme democratiche. Fu l’unico grande movimento di massa filo-democratico nella storia della Repubblica Popolare. E fu represso nella notte fra il 3 e il 4 giugno dall’esercito.
Tutto questo, in Cina non deve essere mai esistito. Almeno a giudicare da Google cinese, dove non appare neppure un immagine di quanto è avvenuto. Per non parlare dei libri di storia ufficiali che, a mala pena, accennano a una “sommossa controrivoluzionaria”. Ad oggi, il governo di Pechino, più moderato rispetto a quello di Deng Xiaoping al potere nel 1989, ammette che Tienanmen fu un “male”, ma un “male minore”: un’azione di forza che ha consentito il benessere di oggi.
C’è però una categoria di persone che non vuole dimenticare e che non trova alcuna scusa, né alcuna giustificazione politica al massacro di 21 anni fa: le madri dei manifestanti che furono assassinati dall’esercito. Associatesi nelle “Madri di Tienanmen”, subiscono loro stesse una persecuzione continua: pedinate dalla polizia, sorvegliate, molto spesso condannate a pene detentive. Come avviene ogni anno, anche oggi, all’avvicinarsi dell’anniversario, le “Madri di Tienanmen” hanno mandato una lettera aperta al governo in cui chiedono di cambiare il titolo di infamia attribuito dallo Stato ai loro figli, da “controrivoluzionario” a “patriota”, oltre ad aprire un dibattito aperto e senza censura su quanto è avvenuto nel 1989.
Nella lettera delle “Madri di Tienanmen”, si legge che: “Le autorità comuniste dovrebbero ascoltare la nostra voce, eppure non c’è alcuna risposta… Forse che davvero essi attendono che noi ci consumiamo, che moriamo, così che il problema sparisca?”. 
Tag:  Tienanmen, Cina, Madri, Tienanmen, massacro

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