Niente voto alle donne saudite

Il re Abdullah II si rimangia la promessa fatta all’inizio di questo mese

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Parola di re? Parola torna indree… si potrebbe rispondere in milanese. Re Abdullah II d’Arabia Saudita aveva promesso il voto alle donne all’inizio del mese. Noi ne avevamo dato notizia il 5 marzo. Già allora c’era di che esser diffidenti, perché non lo aveva promesso lui personalmente, con un discorso pubblico (che non può tenere, per motivi di salute, oltre che di etichetta), ma l’aveva fatto dire da un giornale di governo.

In questa promessa c’erano già dei limiti molto forti: le donne avrebbero potuto votare solo candidati uomini, perché a loro sarebbe rimasta chiusa la porta delle candidature. E avrebbero, comunque, votato organi elettivi comunali e un parlamento privi di poteri: l’Arabia Saudita è una monarchia assoluta. Ora però sono state indette le elezioni comunali, previste per il prossimo 23 aprile. E le donne? Non voteranno.

Da notare che questa consultazione avrebbe già dovuto tenersi un anno e mezzo fa, ma era stata rinviata più e più volte proprio per rimandare il dibattito sul voto femminile. Il re aveva promesso il voto alle donne perché temeva lo scoppio di una rivoluzione anche in casa sua, dopo quelle che hanno sconvolto i vicini Bahrein e Yemen. Ma, visto che la situazione, almeno in Arabia Saudita, ora appare normalizzata, anche la promessa di riforma è tornata indietro. Per un monarca assoluto è normale rimangiarsi la parola. Finché le donne saudite smetteranno di farsi prendere in giro.
Tag:  Re Abdullah II, Arabia Saudita, voto donne, monarchia assoluta

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