Premier, gay, sposata

Johanna Sigurdardottir e le nuove frontiere dei diritti civili in Islanda

di Stefano Magni

Pubblicato mercoledì, 30 giugno 2010

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Johanna Sigurdardottir

Quasi quasi mi faccio una legge per sposarmi. E legge fu. In Islanda si può, anche perché, con 302mila abitanti, il rapporto tra cittadino e rappresentante è quello di una democrazia diretta, nel senso letterale del termine. E così, passata la norma che legalizza i matrimoni gay, la premier Johanna Sigurdardottir si è già sposata domenica “di fronte a Dio e al popolo” con un’altra donna Jonina Leosdottir, scrittrice.

Johanna Sigurdardottir, socialdemocratica e molto progressista sui temi delle libertà personali, ha vinto le elezioni contro i conservatori dopo la grande crisi finanziaria del 2008. Ex hostess e leader sindacale, soprannominata “Santa Johanna” perché incaricata di far miracoli per salvare il Paese dall’abisso economico, ha sostenuto la nuova legge che parifica i diritti di omosessuali ed eterosessuali in fatto di matrimonio. I partecipanti del Gay Pride, che si terrà a Reykjavik ad agosto, avranno insomma di che festeggiare.

Benché la legge sia nuova, i diritti dei gay, anche nel matrimonio, sono rispettati da un pezzo in Islanda, indipendentemente dal colore del governo. Basti pensare allo stesso caso della “Santa Johanna”: era già unita civilmente a Jonina Leosdottir da 8 anni. Nessuno ha mai messo in discussione la sua elezione e poi il suo ruolo di premier in base alla sua inclinazione sessuale. Anzi, il suo indice di approvazione è il più alto di tutti i premier europei: sui 302mila cittadini islandesi, risulta che più di 250mila la ammirano.
 


Tag:  Islanda, Johanna Sigurdardottir, nozze gay, diritti civili, democrazia diretta

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