Quelli che: "Asia Bibi deve morire!"

Proteste in Pakistan contro la grazia alla cristiana condanna a morte per blasfemia

di Stefano Magni

Pubblicato martedi, 23 novembre 2010

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La famiglia di Asia Bibi in attesa di notizie
Grazia per Asia Bibi. La donna cristiana condannata a morte per blasfemia (senza prove) potrebbe tornare libera già oggi. Il governo pakistano lo chiede al presidente Asif Ali Zardari (vedovo di Benazir Bhutto, la storica premier donna del Pakistan), soprattutto dopo la forte pressione dell’opinione pubblica internazionale e l’appello personale del Papa. Zardari potrebbe già aver firmato la grazia, secondo indiscrezioni rimbalzate sui media internazionali. Ma le autorità del penitenziario dove è rinchiusa la Bibi hanno smentito la scarcerazione, in base a quanto scrive oggi il quotidiano The News. Ma intanto i rumors sulla scarcerazione hanno fatto esplodere la protesta degli islamici radicali. Per i quali Asia Bibi deve morire. Punto.

"Ho chiesto al presidente di non cedere alle pressioni straniere" ha detto al giornale Qari Hanif Jallundari, rappresentante della scuola coranica Deobandi. Quella, tanto per capire, che ha ispirato i Talebani. Jallundari avverte che potrebbero esserci "ripercussioni negative" alla decisione. Detto fuor di metafora, Asia Bibi potrebbe essere assassinata, come è già successo in almeno una trentina di casi analoghi precedenti: persone assolte dall’accusa di blasfemia e poi uccise da folle inferocite o da killer. Simili reazioni sono arrivate da associazioni sunnite moderate come quella della scuola Barelvi che ha annunciato dimostrazioni in tutto il Paese contro la concessione del perdono presidenziale che, secondo loro, Zardari avrebbe già concesso. Anche nel distretto di Sheikpura, dove la Bibi è detenuta dal giugno 2009, è salita la tensione dopo una notizia diffusa ieri da una televisione locale del suo rilascio e trasferimento in una "località segreta" per garantire la sua incolumità. I magistrati del tribunale di Nankana Sahib, che lo scorso 9 novembre ha comminato la pena capitale, sono scesi ieri in sciopero. Protestano contro il governatore del Punjab, Salman Taseer, che dopo una visita alla Bibi in carcere sabato, aveva detto che non sussisteva il caso di blasfemia.

A questo punto, la grazia non basterà a salvare la vita di Asia Bibi. Si dovrà darle l’asilo politico. Perché, per una donna cristiana in Pakistan, l’unica via di salvezza è la fuga. 


Tag:  Pakistan, Asia Bibi, Zardari, grazia, Talebani, sunniti, protesta, blasfemia

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