Ricche, vincenti, "cattive": ecco le candidate negli Usa

Nelle elezioni primarie americane si consolida un nuovo tipo di candidato donna

di Stefano Magni

Pubblicato mercoledì, 9 giugno 2010

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Nikki Haley

Donna, ricca, libertaria, vincente... “cattiva”. E’ questo il ritratto della vincitrice-tipo delle ultime primarie americane. Si è votato ieri in 11 stati degli Usa per selezionare i candidati alle prossime elezioni di medio termine, che si terranno a novembre, per il rinnovo di gran parte del Congresso.

La maggioranza dei candidati scelti dai cittadini di California, Iowa, Maine, Montana, Nevada, New Jersey, North Dakota, South Carolina, South Dakota, Virginia e Arkansas è costituita da donne. Ma donne atipiche rispetto allo stereotipo della “politicamente impegnata”: non ostentano vittimismo, ma esercitano tutta la loro potenza, retorica ed economica, per vincere. In California, Meg Whitman, è stata selezionata come candidata governatrice del Partito Repubblicano (dovrà dunque correre contro il veterano Democratico Jerry Brown per sostituire Arnold Schwarzenegger). Sarà all’altezza del fisicamente imponente e politicamente ingombrante “governator”, visto che mira a rilevare il suo posto? Meg Whitman ha tutti i numeri per esserlo: è boss del gigante informatico eBay, il sito delle aste online. E’ ultra-miliardaria: solo per la sua campagna nelle primarie ha speso di tasca sua 70 milioni di dollari. Se dovesse vincere, sarà la prima governatrice conservatrice donna del “Golden State”. Sempre in California, è Carly Fiorina la candidata prescelta per la corsa al Senato del Partito Repubblicano. Anche lei proviene dal mondo del business. Dopo essere stata vicepresidente della At&T, era ai vertici della Hewlett Packard fino al 2005. Memorabile il suo discorso di addio alla compagnia: “La peggior cosa che mi potessi immaginare è avvenuta: ho perso il mio lavoro e l’ho perso pubblicamente, con una giornata campale ripresa dai media di tutto il mondo. E quindi? Sono ancora qui. Sono in pace e la mia anima è intatta”. E ora, dopo essersi ricostruita la carriera, se le elezioni le andranno bene, sarà anche al Senato. Sfiderà un’altra donna, la senatrice democratica Barbara Boxer, passata alla storia nel 1992 per essere appena la seconda senatrice donna ed ebrea. La Boxer è ora un’ultra-veterana della politica. Progressista e verde, si è distinta per la promozione del diritto all’aborto: nel 2004 è stata autrice del Freedom of Choice Act, che prevede fondi pubblici per gli ospedali che fanno abortire donne vittime di violenze sessuali. Sempre nel campo dei Democratici, in Arkansas è stata riconfermata la candidatura della senatrice Blanche Lincoln. Membro della sinistra più moderata, nel 2006 aveva rinunciato alla sua candidatura perché era in maternità. Anche lei ha un record storico da vantare: nel 1998, quando era stata eletta per la prima volta, era la prima donna senatrice espressa dall’elettorato dell’Arkansas.

E’ in altri stati, però, che avanzano i candidati-donna più inconsueti per il nostro immaginario collettivo. In Nevada ha vinto le primarie del Partito Repubblicano la libertaria (liberista, si direbbe da noi) Sharron Angle, che è espressione diretta del Tea Party, il movimento sorto dalla società civile che vuole la riduzione delle tasse, lotta contro lo strapotere statale e prende a modello i romanzi di Ayn Rand per arrivare a una società fondata sul libero mercato. Delle sue stesse idee è Nikki Haley, eletta alle primarie del Partito Repubblicano della South Carolina per la corsa al posto di governatore. Ora attende il secondo turno per la conferma. Se ce la dovesse fare, nello stato del Sud sarebbe la prima candidata donna al posto di governatore.  


Tag:  primarie, candidate, partito repubblicano, partito democratico, tea party

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