Sì alla libertà: vota 4 NO al referendum del 12 e 13 giugno

Perché una vittoria del Sì ci imporrebbe ancora più imposizioni, divieti, limiti e costi

di Stefano Magni

Pubblicato venerdì, 10 giugno 2011

Rating: 1.7 Voti: 27
Vota:
Stampa Mail Bookmark Ingrandisci Rimpicciolisci
Primo e principale motivo per votare quattro volte NO: saremo tutti meno liberi se dovesse vincere la causa del SI. Già lo Stato ha troppo potere sulle nostre vite. Vogliamo che se ne prenda ancora di più? Allora, andiamo con ordine, referendum dopo referendum.

Partiamo dal più ostico: il legittimo impedimento. Ciascuno di noi, se è sotto processo, ha il dovere di comparire di fronte a un giudice. Ma ha il diritto di chiedere un rinvio dell’udienza se si verificano delle circostanze che ci impediscono di presenziare fisicamente in un aula di tribunale. Se siamo gravemente malati, tanto per dire. Deve essere però il giudice a decidere che cosa costituisce un legittimo impedimento. E nella giurisprudenza degli ultimi 60 anni, i giudici hanno sempre interpretato questo principio in modo estremamente restrittivo. Se appena appena possiamo camminare, anche se siamo in punto di morte, se soffriamo di dolori atroci che possono essere calmati con un analgesico, se abbiamo la febbre a 40 ma non siamo paralizzati in un letto, anche se svolgiamo una professione da cui dipende la vita di altri individui, il magistrato, stiamone certi, darà la priorità allo svolgimento del processo e ci obbligherà a presentarci in aula. Sono rari i casi in cui è riconosciuto il “legittimo impedimento”. La nuova legge 51 del 2010 estende un minimo questo scudo a vantaggio dell’imputato. Se il cittadino sotto processo è un politico e ricopre un’alta carica dello Stato, quale quella di Presidente del Consiglio, può chiedere il rinvio di un’udienza nel caso stia svolgendo attività essenziale al funzionamento del Governo del Paese. In pratica, finché un cittadino è a capo dell’esecutivo e deve decidere del destino dell’Italia, si considera che abbia, almeno, una buona giustificazione per poter chiedere un rinvio di un’udienza. E mi sembra ragionevole. Anzi, dico di più: spero che sia solo un primo passo. Lo stesso diritto dovrebbe essere riconosciuto anche ad altre professioni, oltre a quella di Presidente del Consiglio. Tutti coloro dalla cui opera dipendono la vita e il futuro di altri individui, dovrebbero godere dello stesso diritto. Iniziamo col difendere l’attività di un Presidente del Consiglio (che oggi è Berlusconi, domani potrebbe essere Bersani o Vendola, non importa la persona, ma il suo ruolo) dall’ingranaggio kafkiano della nostra magistratura. Ma poi impegniamoci a creare uno scudo anche per tutti gli altri cittadini, troppo spesso vittime di una giustizia ben poco garantista e rispettosa dell’individuo. Per cui iniziamo col votare questo primo NO.

L’acqua è un quesito su una materia banalmente tecnica, ma trasformata da certa propaganda in una lotta epocale. E’ una causa banalmente tecnica: con il decreto Ronchi, che si vorrebbe emendare, non è affatto prevista una privatizzazione dell’acqua, né della sua rete di distribuzione. Cambia solo una piccola cosa: la gestione delle reti idriche. Un ente locale potrà indire una gara di appalto per assegnarla a società private, che subentreranno nella gestione con i propri capitali. Cosa cambia per il consumatore? Pochissimo. Se non un miglioramento dell’efficienza del servizio. Infatti, oggi come oggi, nella rete idrica gestita dal pubblico, un terzo dell’acqua viene sprecato. Proprio nel senso di: perso per strada. Uno scialo che non ci possiamo permettere e che dei gestori privati (responsabili con i propri capitali e passibili di denuncia) non potrebbero permettersi. Come in tutti gli altri settori, la concorrenza può contribuire a migliorare la qualità e, nel medio-lungo periodo, anche a ridurre i prezzi. E proprio a proposito di prezzi, mente spudoratamente (o è un analfabeta in economia) chi afferma che oggi l’acqua è gratis e un domani costerà cara. L’acqua e la sua rete idrica costano. Costano eccome: paghiamo tutti noi cittadini con le tasse. E i risultati, come abbiamo visto (un terzo di acqua viene sprecata) non valgono il prezzo. La rete idrica necessita urgentemente di manutenzione. Lo Stato potrebbe effettuarla solo aumentando le tasse, perché, oggi come oggi, non è in grado di coprire il costo dell’operazione con le risorse a sua disposizione. Ben vengano, dunque, dei privati che ci mettono il loro capitale per garantirci un servizio migliore. La scelta sull’acqua è una scelta di libertà: libertà degli enti locali di affidare ai privati un servizio costoso e inefficiente, libertà dei privati di competere, libertà dei cittadini da un futuro aumento di tasse. Ai due referendum sull’acqua, dunque, meglio rispondere con due bei NO.

Infine, passiamo al quesito sulle centrali nucleari: una vittoria del Sì, bloccando la loro installazione, sarebbe semplicemente disastrosa per il nostro sviluppo. Una centrale atomica produce più energia di qualsiasi altro impianto sinora inventato. E’ vero, costruirne una costa tantissimo. Smantellarla anche. Ma vale la candela nei decenni (fino a 40 anni) del suo funzionamento. Provate a vedere che cosa pagano in bolletta i nostri cugini francesi e capirete il perché. Possono permettersi autostrade illuminate in tutta la loro lunghezza, riscaldamento e fornelli elettrici in tutti gli appartamenti, oltre a tutti gli elettrodomestici e le luci che vogliono. E pagano molto meno di quel che dobbiamo sborsare noi. Senza contare la riduzione dei rischi di lungo termine: noi dobbiamo importare gas e petrolio da Paesi che non sono propriamente “affidabili”. Che in molti casi sono “un pochettino” a rischio. Una rivoluzione in Nord Africa, un conflitto in un Paese produttore, un chiaro di luna di un autocrate, bastano per farci schizzare in alto tutte le bollette. Il nucleare ci libererebbe da tutte queste incognite. Inutile illuderci con le “energie rinnovabili”. Riempire le coste di pale eoliche, tappezzare una regione intera di pannelli solari, sfigurerebbe il territorio, ma non servirebbe a raggiungere la potenza di neppure una centrale nucleare. Inutile andare avanti con le energie tradizionali e poi lamentarci delle emissioni di Co2 nell'atmosfera. Una centrale nucleare è l’unica in grado di produrre grandi quantità di energia senza inquinare. E gli incidenti? E Fukushima? Dal Giappone, contrariamente a quel che si dice, ci è arrivata una lezione di grandissima affidabilità del nucleare. Pur di fronte a un terremoto di grado 9 nella scala Richter e a uno tsunami epocale, una sola centrale, vecchia di 40 anni (come non se ne producono più da un pezzo) è andata in avaria. E nonostante tutto, ha provocato 0 morti. In una catastrofe naturale che ha provocato circa 28mila vittima, l’apporto di questo singolo incidente nucleare è dunque: 0. Ci troviamo dunque di fronte al più sicuro degli impianti industriali. Al cui confronto anche una semplice fabbrica chimica (che pure accettiamo con tranquillità nelle nostre province) è più pericolosa. Meglio votare NO al quesito sul nucleare. Un NO contro la paura, per rimuovere un nuovo irrazionale divieto al nostro sviluppo. 
Tag:  referendum, No, centrali nucleari, acqua, reti idriche, privatizzazione, liberalizzazione, legittimo impedimento, Berlusconi, magistratura

Commenti

10-06-2011 - 10:57:33 - anonimo
fai ridere smettila
10-06-2011 - 10:58:21 - anonimo
è bello vedere che l'Italia sia un paese pieno di TESTE di C....
10-06-2011 - 11:02:06 - anonimo
ti informo che c'è un'energia prodotta dalle bio-masse .. niente pale eoliche, solo bruciare gli scarti dell'agricoltura .. legittimo impedimento sono sicuro che Bersani o Vendola non lo richiederebbero ..
10-06-2011 - 11:30:42 - luca
c'è un errore nel titolo dell'articolo? vota quattro NO??
10-06-2011 - 11:32:26 - Marianna
Coraggio, Stefano... grazie di questo articolo.
10-06-2011 - 11:33:03 - andrea
facciamo prima processare berlusconi e poi votiamo NO al legittimo impedimento...
10-06-2011 - 11:35:06 - andrea
Acqua: perché non puntiamo al miglioramento del servizio pubblico provando a diventare anche noi un paese civile invece di dire il pubblico fa schifo e quindi diamo tutto ai privati...
10-06-2011 - 11:36:17 - filipporiccio
Ottimo, sono pienamente d'accordo. Purtroppo sull'energia l'ignoranza e la propaganda "ambientalista" della lobby delle "rinnovabili" hanno stravinto. Per il resto si tratta di questioni tecniche a cui sono state date connotazioni politiche che non c'entrano nulla con gli effetti reali dei referendum...
10-06-2011 - 11:38:41 - andrea
Nucleare: "E nonostante tutto, ha provocato 0 morti."... ma è uno scherzo o cosa? un territorio per sempre inabitabile, effetti delle radiazioni che si perpetreranno per generazioni... "0 morti"... incredibile
10-06-2011 - 17:49:49 - Francesca
Bell'articolo, complimenti!
10-06-2011 - 19:52:28 - nic
Sul nucleare....http://www.repubblica.it/ambiente/2011/06/10/news/perch_voter_si_al_referendum_sul_nucleare-17463456/?ref=HREA-1
10-06-2011 - 19:58:07 - Paola
chissa' come mai i commenti negativi sono tutti anonimi...vigliacchi!
10-06-2011 - 19:58:39 - Gio P.
IO votero' si, ma complimenti a stefano per l'articolo!
10-06-2011 - 22:32:00 - giovanna
Paola, forse non ti sei resa conto ma ce ne sono anche non anonimi! Io non condivido le opinioni di Stefano e andrò a votare 4 si ma trovo coraggioso da parte di questo sito aver dato spazio tanto alle ragioni del no quanto a quelle del sì. Si chiama democrazia.
11-06-2011 - 19:32:09 - paterò
viva la democrazia. voterò nove sì a Milano, di cui 4 ai referendum, ma bravo Stefano, voce dissonante e dissacrante di MRS!
12-06-2011 - 09:57:02 - Ciuppolo
PAOLA, in effetti tu non sei anonima, con PAOLA sappiamo tutto di te, dal tuo indirizzo al codice fiscale.... mamma mia, l' intelligenza di un organismo monocellulare eh?
12-06-2011 - 10:04:36 - Ciuppolo
Stefano, ma tu vivi sul nostro stesso pianeta? La centrale di fukushima 0 morti??????? Senza contare il fatto che per chilometri nessuno ci potrà abitare più percentinaia di anni, i morti ci sono starti eccome... Il fatto che società private partecipino alla gestione dell' acqua non da alcuna garanzia che le cose funzionino meglio. Magari se ti informassi un minimo prima di scrivere boiate... prova ad andare a Latina, dove l' acqua è privatizzata e la gente non può usare l' acqua manco per darla al cane perchè è avvelenata... Per il legittimo impedimento non ho parole.... il fatto che un capo di stato debba essere trattato diversamente rispetto ai cittadini è già assurdo, ma che si avvalli una tale richiesta da parte di un pluri imputato... beh... si commenta da sola come cosa! La bolletta in francia
12-06-2011 - 13:27:44 - luca
affluenza alle 12: 11%, fantastico...come ai tempi del divorzio, dell'aborto, del nucleare... sul quale avevamo già detto SIIII, per dire no... quante volte glielo dobbiamo dire eh? speriamo che questa sia quella buona e ultima....
12-06-2011 - 16:54:29 - Amato
ma che vergogna leggere tutto questo elenco di bugie spacciato con moralità per democrazia, perpiacere...veramente qui si può solo ridere..
12-06-2011 - 22:02:52 - daniele
posso condividere i tuoi primi tre NO ma sul discorso nucleare......non posso che darti torto! credo che ti farebbe bene leggere qualche libro di TESLA. Saluti
13-06-2011 - 17:21:42 - luca
purtroppo... solo 57%... riproporrei il referendum perché non è chiaro chi ha vinto
15-06-2011 - 14:21:30 - Andrea Tonetti
Non mi nascondo e commento. Ognuno ha il diritto di esprimere la sua opinione come io ho il diritto di non essere d'accordo però una cosa è dire come la si pensa e un'altra è scrivere: votate no, meglio votare no, ecc. Avrei preferito ci fosse stato scritto: io voterò no. Ritengo che sia legittimo aver votato Sì o No. Ciò che non è stato legittimo è stato astenersi perché quando si tratta di raggiungere un quorum anche chi vota in modo diverso da me contribuisce al raggiungimento: chi non vota danneggia la democrazia e anche me. Poi si può discutere di tutto: gente che appare in aula con 40 di febbre o zero morti a Fukushima. Non si può mettere in discussione la libertà di dire la propria personale opinione.
17-06-2011 - 22:42:57 - Ciuppolo
Scrivere "zero morti a fukushima" non è dire la propria opizione, è dire una vaccata.
07-07-2012 - 12:57:38 - Marco
Ora mi sento meno solo,è bello sapere che c'è ancora qualcuno che non vive secondo l'odio e l'invidia e ragiona con la propria testa :)
Di' la tua


Le foto presenti sul sito di Mondo Rosa Shokking sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione,
non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate

Testata giornalistica registrata. Registrazione numero 379 del 17 giugno 2008 presso il Tribunale di Milano Direttore Responsabile Stefano Martignoni