Siria, il fantasma di Amina, la lesbica rapita

La blogger omosessuale sequestrata a Damasco, esiste o no? Se non ci fosse bisognerebbe inventarla

di Stefano Magni

Pubblicato sabato, 11 giugno 2011

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Non è Amina
All’EuroPride, la manifestazione di orgoglio gay tenutasi oggi a Roma, una lesbica era assente. Non solo e non tanto perché non era europea. Ma perché è stata rapita ed è scomparsa dal 6 giugno. Si chiama Amina, siriana. Ha aggiornato regolarmente il suo blog, “A Gay Girl in Damascus” fino al 5 giugno. Poi, il giorno dopo, leggiamo un post indirizzato agli amici di Amina, firmato da Rania O. Ismail, sua cugina, che annuncia la notizia del rapimento. Queste le ultime informazioni sulla sua attività: “Stamattina, approssimantivamente alle 6 ora di Damasco, Amina stave camminando nell’area della stazione degli autobus di Abasside, vicino alla Via Fares Khouri. Si stava recando a trovare una persona coinvolta con il locale Comitato di Coordinamento ed era accompagnata da un amico”.  Per comitato di coordinamento, come possiamo intuire, si intende un gruppo organizzatore delle manifestazioni contro il dittatore Bashar al Assad, che proseguono, nonostante la dura repressione militare, da due mesi.

Il mondo intero si è mobilitato per chiedere la liberazione di Amina. “Libertà per tutte le Amina” era lo slogan scandito dai manifestanti riuniti di fronte all’ambasciata siriana di Roma. Forse nemmeno il governo di Damasco ci potrà far qualcosa: i parenti della ragazza si dicono disperati (sempre stando al blog), perché non sanno nemmeno a quale dei 16 corpi di polizia, militari regolari e paramilitari rivolgersi per avere almeno qualche informazione. E’ stata diffusa anche una sua foto.

Dopo un solo giorno, però, è stato appurato che la foto era falsa. Non era affatto Amina, ma una ragazza che vive a Londra. Si chiama Jelena Lecic (dunque, non è neppure araba, tantomeno siriana). Ma Amina è mai esistita? Rania O. Ismail è veramente sua cugina? Il blog è stato veramente aggiornato in rete da Damasco? Per la stampa occidentale, Amina è diventata un fantasma. Potrebbe essere solo un episodio di disinformazione. Facile, per altro, considerando che la Siria ha bandito tutti i media dal suo territorio.

Nell’attesa di scoprire la verità, cosa ci possiamo augurare? Che Amina sia vera o finta? Se fosse vera, sarebbe una tragedia, ma anche un simbolo: una donna, gay, che si ribella contro Assad, sarebbe la dimostrazione palese che la protesta è laica e non islamista, come sostiene la propaganda di regime (ripetuta da più di un megafono dalle nostre parti). E se fosse finta? Sarebbe una tragedia in meno. Ma anche un’informazione in meno in quel buio mediatico creato dentro ai confini insanguinati della Siria. Rimarrebbe il simbolo. Una donna da prendere ad esempio. E che, se non ci fosse, varrebbe la pena di inventarla. 
Tag:  Amina, Siria, Assad, Damasco, lesbica, gay, rapimento, disinformazione, Jelena Lecic

Commenti

17-06-2011 - 15:44:16 - luca
Amina era una bufala... http://www.ilquotidianoitaliano.it/gallerie/2011/06/news/la-blogger-siriana-ha-ingannato-il-web-amina-era-tom-91933.html/
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