Una ragazza rom vittima del “razzismo alla rovescia”

Diciannovenne rom sequestrata in un campo nomadi di Barletta: frequentava un uomo estraneo alla comunità

di Stefano Magni

Pubblicato martedi, 25 maggio 2010

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Barletta, una ragazza rom, diciannovenne, è stata segregata in una baracca di un campo nomadi della città pugliese, solo perché frequentava un uomo di 30 anni estraneo alla comunità. La vicenda si è conclusa oggi con l’arresto della madre e della sorella di lei, che ora dovranno rispondere davanti a un giudice delle accuse di sequestro di persona e maltrattamenti.

I Rom sono spesso vittime di razzismo e l’attenzione dell’opinione pubblica è richiamata, dalle organizzazioni in difesa dei diritti umani, soprattutto per difenderli dalla discriminazione. E’ una causa giusta, considerando che, storicamente, sono stati perseguitati dal nazismo (che cercò di eliminare fisicamente la loro etnia nei campi di sterminio) e tuttora sono vittime di razzismo, soprattutto nei Paesi dell’Est europeo (dove sono più numerosi), ma anche nelle nostre democrazie occidentali.

Si trascura, però, il razzismo “alla rovescia” all’interno delle comunità Rom, che non accettano alcun contatto con i cittadini dei Paesi in cui si insediano, anche nel campo degli affetti personali. La ragazza diciannovenne, sequestrata dai suoi familiari e poi salvata dalle nostre forze dell’ordine, è un caso esemplare di questo fenomeno troppo spesso dimenticato: alle donne del campo è infatti proibito avere relazioni con uomini che non appartengano alla comunità rom.

Anche questo è un caso di razzismo: come chiamarlo altrimenti?  


Tag:  Rom, Barletta, razzismo, sequestro di persona, etnie

Commenti

16-12-2010 - 16:19:41 - mary96sexy cool
secondo me e uno dei principali gruppi etnici della popolazione che si prosume essere rumeni o salvi
16-12-2010 - 16:21:30 - GIADA A MEJO DE TT
sisisisisisisisi e vero ai proprio ragione RAZZISMO "ALLA ROVESCIA" ALL'INTERNO DELLE COMUNITA ROM
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