Caso Avetrana: la memoria di Sara Scazzi scavalcata dai suoi assassini

La tv dei talkshow. Dalla realtà alla fiction

di Fabia Tonazzi

Pubblicato sabato, 9 aprile 2011

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Il caso di Sara Scazzi o caso Avetrana è diventato una vera e propria soap opera in questi mesi.
La televisione e in particolare i talk show hanno trasformato un omicidio in una sorta di Grande fratello noir.


Sabrina Misseri
L’arena
, Pomeriggio5, Porta a porta, L’Italia sul 2 e I fatti vostri, sono solo alcuni  dei programmi più conosciuti che hanno usato le informazioni trasmesse dai telegiornali per spettacolarizzare questa vicenda e senza fornire un vero e proprio spunto di riflessione per gli italiani.
Gli scenari di discussione sono spesso privi di ritegno e rispetto nei confronti degli stessi protagonisti coinvolti nell’omicidio e soprattutto, ciò che è ancor più grave, è che la maggior parte degli italiani invece di gridare allo scandalo di vicende del genere si è quasi anestetizzata. La stessa Sabrina, come accadde diversi anni fa per il caso Amanda Knox, non è esaminata asetticamente come se fosse un’imputata dalla tv generalista, ma è descritta come una povera innocente protagonista di un brutto malinteso.
 
La trasmissione I fatti vostri ha analizzato la vicenda in modo così meticoloso da inserire in ogni puntata, uno spazio di alcuni minuti dedicato agli aggiornamenti in corso, realizzato grazie alla collaborazione con il giornalista Salvatore Catapano del Tg3 della regione Puglia.

Cosima Misseri
Domenica 3 aprile 2011 invece, la trasmissione L’Arena ha intervistato Cosima Serrano, la madre di Sabrina, con l’intenzione di smentire l’idea che la maggior parte degli italiani si è fatta di lei: una donna forte, calcolatrice, che sta facendo di tutto per scagionare la figlia dal delitto.
L’intervista mostra una donna dimessa, dalla voce flebile e dall’aspetto segnato dal dolore provato per tutti gli eventi successi da poco.
La stessa intervista è stata poi riproposta in altri programmi su altre reti televisive, per continuare a dibattere sull’innocenza di Sabrina, sulla colpevolezza di Michele Misseri, sollevando ulteriori ipotesi e idee contrastanti rispetto alle precedenti.
 
Care lettrici e lettori di Mondo Rosa Shokking, vi invito a esprimere le vostre idee su quanto scritto perché vorrei il vostro parere sul caso Sara Scazzi.
Solo io provo ribrezzo per questo mondo che racconta tutto e il contrario di tutto pur di intrattenere davanti a sé il pubblico, i telespettatori e alzare l’audience? O sono vittima della mia stessa sensibilità, che mi impedisce di conoscere dettagli scabrosi necessari per il mio futuro di cittadina del mondo?
 

Michele Misseri
Come è stata chiamata da Nichi Vendola nel suo ultimo discorso, la televisione è “la  fabbrica del fango” capace di manipolare, confondere e illudere, ma soprattutto di infrangere le regole della decenza e della morale quando si sofferma troppo meticolosamente su dettagli, particolari e respiri che il singolo cittadino compie.
Sara è stata uccisa ma non si parla della sua morte come di un evento che dovrebbe suggerire alle famiglie di curare i propri rapporti con i parenti e non.  Ci si sofferma su cosa ha detto Sabrina, su cosa ha detto Michele, su cosa ha detto la madre di Sara.
 
Sembra che Sara sia stata dimenticata molto più in fretta di sua cugina, di sua madre o di suo zio, continuamente sotto i riflettori di stampa e tv.
Personalmente non ritengo giusto che si parli tanto e male di questo caso o che si tratti con leggerezza la morte di una ragazza di quindici anni spettacolarizzando un evento così drammatico.
 
Quanta attenzione rivolta a Sabrina da parte dei mezzi mediatici!
Quanti di voi pensando al caso Sara Scazzi ricordano il volto di Sara  e quante invece ricordano il volto di Sabrina, Michele o Cosima? Riflettiamo su un punto  focale della comunicazione: tanto più si parla di chi ha provocato un omicidio, tanto più si valorizza la cultura della violenza e del pettegolezzo, tanto meno l’opinione pubblica imparerà ad educarsi alla memoria, a focalizzarsi sulle vittime che hanno fatto la storia, sul senso delle cose.


Dalla trasmissione L'Arena
Un assassino è oggi alla pari di un vip, l’attenzione a lui rivolta dal mondo mediatico è talmente grande che ci si dimentica i reati che ha commesso. 
La stessa Luciana Littizzetto in una puntata di Che tempo che fa dello scorso ottobre  ha messo in evidenza l’estenuante dibattito sul caso Avetrana che i talkshow e telegiornali italiani hanno creato, al punto da suscitare il suo ribrezzo per l’argomento.
Luciana Littizzetto denuncia anche il modo di fare giornalismo affermando «la stessa cosa fanno i Tg: adesso i telegiornali o parlano di disgrazie o parlano di cagate, non c’è più la via di mezzo. [...] le notizie normali di politica e società non esistono più!»
 
In una situazione economico-politica, sociale e culturale come la nostra, giustamente, cos’altro può dire o fare un attore, un presentatore, un comico per difendere la propria dignità e il decoro della propria nazione se non denunciare apertamente quando le cose funzionano male?
Chi meglio della Littizzetto poteva riassumere brevemente un pensiero così complesso nel quale gli stessi giornalisti hanno difficoltà nell’esprimersi per paura di perdere il posto?
Guardiamo come si è trasformato il giornalismo oggi, i paparazzi ormai non si contano più e i servizi seri che affrontano tematiche costruttive, che vanno oltre il puro gossip hanno poca visibilità.
Meglio buttarla sul ridere, proprio come ci suggerisce di agire la Littizzetto!
 
Le serie televisive straniere hanno invaso i nostri schermi. Ebbene, se il caso Sara Scazzi fosse una fiction sarebbe sicuramente una puntata di Ghost Whisperer. Probabilmente solo così saremmo certi sull’identità del suo assassino!
Tag:  Avetrana, Sara Scazzi, talk show, spettacolarizzazione mediatica, cronaca nera

Commenti

09-04-2011 - 13:51:00 - anna
Bravissima Fabia, hai fatto un'analisi attenta e precisa del circo mediatico che fin dalle prime ore ha circondato la vicenda della povera Sara. Mi sorge spontaneo aggiungere una considerazione. La tragedia di Sara non è purtroppo l'unica ancora impunita ad aver colpito l'Italia nei mesi scorsi. Un'altra fanciulla è morta a Brembate - Yara Gambirasio - eppure in questo caso il suo nome porta alle nostre menti l'immagine di una ragazzina con l'apparecchio per i denti che sorride felice. Nessuno dei suoi parenti, nè i genitori, nè i fratelli.. questo perchè la famiglia Gambirasio fin dalle prime ore dopo la scomparsa di Yara ha scelto di mantenere il riserbo.. un dignitoso silenzio ha avvolto da subito la vicenda di Brembate, mentre il circo mediatico intorno alla povera Sara è stato creato e fortemente voluto dai famigliari. La stessa cugina (che qualora dovesse rivelarsi colpevole sapeva fin da subito che fine avesse fatto Sara) non si è risparmiata lacrime e sceneggiate davanti alle telecamere quasi volesse utilizzare la tragedia che aveva colpito la sua famiglia per ottenere i famosi "15 minuti di notorietà". E' vero il mondo dei media non guarda in faccia nessuno ed è pronto a cavalcare notizie e scandali in funzione dell'audience.. ma per poterlo fare hanno bisogno della complicità dei diretti interessati. Quella complicità che la famiglia Gambirasio ha negato mentre la famiglia Scazzi non si è fatta alcuna remora e ha concesso a braccia aperte.
11-04-2011 - 20:36:38 - fabia
si ^^ il mio articolo punta proprio a delineare alcuni aspetti di questa tragica vicenda, nella speranza che la pubblica opinione possa bannare ed impedire che tanto clamore possa rivolgersi verso gli assassini... Il mondo sta diventando un Grande fratello ininterrotto...peccato che nessuno si accorga che le morti e gli omicidi sono reali...
13-03-2013 - 11:15:42 - Giancarlo Chiriaco
Io penso che non bisogna fare una specie di morale ma cercare di riflettere ed imparare che nelle vita ciascuno deve essere responsabile delle proprie azioni con un buon esempio senza escludere i consigli che ci vogliono!
21-04-2013 - 22:16:34 - michele
il delitto e stato un delitto di gelosia,di sabrina perche gelosa dela bellezza di sara,la madre perche vuole proteggere la figlia,e michele perche vuole proteggere moglie e figlia.tutti e tre sono colpevoli,per un delitto come questo ci vorrebbe la pena di morte,hanno stroncato una giovane vita,e devono morire.ma anche michele,e il piu colpevole,dovrebbero morire,solo cosi sara potra avere giustizia e riposare in pace.se esiste un dio non deve permettere che certe belve continuino a vivere,
21-04-2013 - 22:21:17 - michele
le belve di avetrana dovrebbero subire la stessa sorte di sara,non continuare a vivere ,dovrebbero passare le stesse sofferenze di sara,e gli avvocati dovrebbero vergognarsi a difendere simili belve.
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