Difesa della pornografia

Chi guarda un video porno, quando vota chiede di censurarlo

di Stefano Magni

Pubblicato sabato, 1 maggio 2010

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La pornografia ha fatto violentemente irruzione nei salotti buoni della politica. Se ne parla in prime time. Tra i nemici del nuovo malcostume si nota una strana alleanza fra femministe progressiste e vecchi conservatori. Nadine Strossen, ex direttrice della Aclu (American Civil Liberty Union) aveva già contestato questa insolita convergenza di proibizionismi “Sostenuti da conservatori culturali e religiosi e femministe radicali” in “Defending Pornography” (In difesa della pornografia), un testo che dimostra come: “Difendere i diritti di libertà di espressione sessuale, è essenziale per la difesa dei diritti delle donne”. La Strossen contesta alle femministe pro-censura che: “Lungi dal promuovere l’eguaglianza, la soppressione della libera espressione sessuale, mina l’eguaglianza di genere di fronte alle legge”.
Con una serie di esempi, tratti dalla sua lunga esperienza di attivista dei diritti umani, Nadine Strossen dimostra come i nemici dei diritti delle donne (e dei gay) invochino molto spesso e volentieri leggi contro la pornografia, specialmente su Internet, per chiudere siti, imporre il ritiro dal mercato di libri, chiedere la chiusura di associazioni che si occupano attivamente della difesa dei diritti delle donne e dei gay. Qualsiasi informazione che riguardi il corpo e la sessualità, per quanto seria sia, può cadere nella vaga categoria della “pornografia” e finire sotto la scure della censura.
Nadine Strossen mette il dito nella piaga, mostrando, cifre alla mano, quanto il pubblico sia tollerante nei confronti della pornografia (“Il mercato in più rapida crescita nell’economia americana moderna”) quando è nella veste del consumatore e quanto sia altrettanto intollerante quando è in quella dell’elettore. Qualsiasi fruitore di film e siti pornografici, nel momento in cui parla in pubblico, è immediatamente pronto a schierarsi dalla parte del censore, nel nome della protezione dei bambini o di una qualsivoglia pubblica decenza. I politici, non solo nostri, hanno qualcosa da dichiarare in merito?
 

Tag:  pornografia, Nadine Strossen, Aclu, siti porno, diritti delle donne

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