L’attentato di Marrakech. 28 aprile 2011

Per non dimenticare…

di Valeria Merlini

Pubblicato venerdì, 13 maggio 2011

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Io il Café Argana di Marrakech lo conosco. Si trova nella piazza più famosa, la Djemaa El-Fna, quella in cui, tanto per intenderci, nel 1989 passeggiavano Diego Abatantuono & Co. in Marrakech Express. Oppure quella che, in tempi più recenti, viene attraversata da Nicolas Vaporidis in Last Minute Marocco.

Io il Cafè Argana di Marrakech lo conosco. Non riesco ancora a dire “lo conoscevo”. Perché la sua anima è sempre lì. Quel caffé lo conosco perché ci sono entrata (salvo poi uscirne subito, ma questi sono altri motivi non inerenti ora).

E ci sono stata a gennaio. La cosa mi mette i brividi, perché con tutta probabilità, chi stava tramando, già ne aveva deciso il destino. Solo 3 mesi prima.

Io il Café Argana di Marrakech lo conosco. E quando ho sentito cosa era successo non ci credevo. Ecco perché ho dovuto attendere per scriverne. Perché quello che girava vorticosamente in me era troppo. Meglio, come spesso accade, lasciar sedimentare la cosa. Come la polvere delle sue macerie. Che si è depositata. E ha segnato un nuovo inizio.

Io il Café Argana di Marrakech lo conosco. Perché io a Marrakech ci sono stata già due volte. La terza è in programma per novembre. Ora non so più se sarà possibile andarci. Ma la speranza ovviamente resta. Come la speranza dei sopravvissuti, di coloro che si sono salvati, di tutti quelli che in quel momento non si trovavano lì. È stata una strage. Un uomo ha deciso per coloro che al Cafè Argana sorseggiavano un drink o consumavano un pasto. Un’organizzazione ha deciso per quelle 18 vite.  

Io il Café Argana di Marrakech lo conosco. Perché lo scorso anno a Pasqua ero proprio lì, a Marrakech, in piazza Djemaa El-Fna. E passavo quasi ogni giorno di fianco al Cafè Argana. Il pensiero è andato a coloro che lì ci lavorano, a coloro che conosciamo e a cui siamo affezionati, a coloro che lì hanno deciso di aprire un Riad e dedicarsi, quindi all’ospitalità. Già, proprio quell’ospitalità che offre la città di Marrakech e che a qualcuno non sta bene…


Subito dopo l’attentato, quando si è saputo che di attentato si trattava, ho scritto a questi amici e qui le loro parole:

Touchées par l’événement tragique de jeudi 28 avril, nos pensées sont dédiées aux familles des victimes. On souhaite vous communiquer que la vie normale est lentement en train de revenir à la normalité, les habitants de Marrakech, les voyageurs et les touristes sont revenus sur la Place Jemaa el Fna. Ca c’est un signe que la société civile n‘a pas intention de succomber à des actes viles comme celui là. Le Ministère marocain du Tourisme, conjointement à l’Association des Maison d’Hôtes de Marrakech, est en train de coordonner les informations aux partenaires étranger. N’hésitez pas à nous contacter pour plus d’information. Giorgina et Massimo

(Toccati per i tragici avvenimento di giovedì 28 aprile, il nostro pensiero va ai familiari delle vittime. Ci fa inoltre piacere comunicarvi che la vita sta lentamente tornando alla normalità, e gli abitanti di Marrakech, i viaggiatori e i turisti sono ritornati sulla piazza Jemaa el Fna. Questo è il segnale che la società civile non vuole soccombere ad atti vili come questi. Il ministro marocchino del turismo, unitamente all’associazione albergatori di Marra, si prenderanno carico di coordinare le informazione verso i partner esteri. Non esitate a contattarci per altre informazioni. Giorgina e Massimo)
 

E qui allego una poesia, della scrittrice svizzera Annamaria Pianezzi-Marcacci, dedicata all’attentato di Marrakech.

 
Tag:  Marrakech, attentato, Café Argana, piazza Djemaa El-Fna, Annamaria Pianezzi-Marcacci

Commenti

13-11-2011 - 16:55:15 - il fiore arancione
a volte non basto io, il fiore, per nascondere la bruttezza... si vede l'altra metà del viso e si capisce tutto! la prossima volta...mettici una pianta rampicante !
21-11-2011 - 16:46:35 - ????????????
??? che vuol dire il messaggio sorpa?
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