Più Ruby per tutti

Vizi privati, pubblici divieti. La summa di un’Italia che non sa come rapportarsi col sesso

di Stefano Magni

Pubblicato giovedì, 20 gennaio 2011

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Il popolo più conosciuto al mondo per il suo rapporto disinvolto con il sesso, si scandalizza perché il suo premier fa sesso in modo troppo disinvolto. Il partito del premier, il più duro contro la libertà sessuale, fa quadrato attorno a lui: perché un uomo che fa sesso entro le mura di casa sua deve essere difeso nella sua privacy. Questo è il caso Ruby. Non serve una parola di più.
Ma siccome è (e sarà ancora per molto) sulle prime pagine dei giornali, merita una piccola riflessione.
 
Cosa avrebbe scoperto la magistratura, tramite intercettazioni? Che nella vita privata del premier si svolgono regolarmente festini a base di belle ragazze. Non è detto che si faccia sesso. Dalle conversazioni pubblicate finora si dice solo che "se ne vedono di ogni”, ma non si parla esplicitamente di rapporti sessuali. C’è qualcosa di illecito in tutto questo? Fin qui è solo una questione di cattivo gusto. Ci sono ipotesi di reato, però. Prostituzione: le ragazze avrebbero fatto sesso in cambio di denaro, molto denaro. E’ tutto ancora da dimostrare, perché le prove mancano, almeno finora. Se dovessero esserci, si potrebbe parlare di prostituzione. Ma la prostituzione è reato? No. E’ reato lo sfruttamento della prostituzione e il suo “favoreggiamento”. Nelle intercettazioni emergono diversi “agenti” (sia maschi che femmine) che avrebbero introdotto le ragazze al premier. Ma in nessun caso si può parlare di schiavisti. Fino a prova contraria, nessuna di queste ragazze appare “costretta” a partecipare a feste (di cattivo gusto) col premier del loro Paese. Non pare nemmeno che lo abbiano fatto all’insaputa dei loro familiari. Vediamo magari ragazze pronte a tutto, anche a far fruttare qualcosa di diverso dalla loro testa, per riuscire a far carriera. Ma non certo delle disperate sfruttate, picchiate, costrette a prostituirsi. Nessuna di loro ha mai denunciato Berlusconi, né alcun intermediario. Dunque erano consenzienti. Adulte, oltre che consenzienti? Almeno una di loro no: Ruby, al secolo Karima, siciliana di origine marocchina. Ma non è in grado di intendere e di volere? Da quel che dice appare molto determinata. Parla volentieri della fortuna e dell’immagine che si sta costruendo grazie a questo scandalo: "Mi pagano per parlare. Mi pagano per tacere. Sono diventata ricca". Riuscireste a distinguerla da una maggiorenne vaccinata? A giudicare dall’aspetto, no. A giudicare da come parla e ragiona, nemmeno. Possiamo definirla una povera minorenne sfruttata? Ragionevolmente no. E poi, ricordiamolo: non ha mai detto di aver fatto sesso, né con Berlusconi, né con altri. Ma se dovesse essere dimostrato il contrario? Sarebbe reato. Lo dice la legge, una norma firmata da Berlusconi e passata in Parlamento con i voti del suo partito. La settimana scorsa. Favoreggiamento della prostituzione minorile, secondo comma dell'articolo 600 bis: "Chiunque compia atti sessuali con un minore di età compresa tra i 14 e i 18 anni, in cambio di denaro o di altra utilità economica, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa non inferiore a euro 5.164". Insomma, fare sesso con una ragazza a cui mancano pochi mesi alla maggiore età è reato, se viene fatto in cambio di soldi. E’ giudicato immorale. E’ punito dalla legge. Anche se c’è il consenso da entrambe le parti, anche se non c’è stata alcuna violenza da nessuna delle parti.

Se fosse dichiarato colpevole, Berlusconi verrebbe punito dalla sua stessa legge. Verrebbe trovato lui stesso reo di un vizio che ha voluto proibire a tutti gli italiani. Vizi privati, pubblici divieti: anche questa è Italia. 
Tag:  Berlusconi, Ruby, prostituzione, minorenni, festini, privacy, favoreggiamento

Commenti

22-01-2011 - 20:54:00 - paterò
attendiamo sentenza, dunque.
23-01-2011 - 15:44:51 - Ma il vero problema non è il s
Il problema vero non è che Berlusconi paga ragazze per fare sesso, ma che confonde e mescola il suo ruolo di capo del governo con i suoi vizi privati, e questo rende vulnerabile e ricattabile il ruolo pubblico che ricopre. E' stato lui a confondere i due piani - ed è per questo che adesso non può appellarsi alla privacy - non solo offrendo a queste ragazze (ed è una vergogna!) incarichi politici, ma addirittura spingendosi ad una inammissibile intromissione quella famosa sera in cui ha telefonato a Milano per far liberare Ruby.
24-01-2011 - 14:21:57 - Nena
Caro Stefano, in effetti concordo con il commento sopra al mio.. Il reato legato al favoreggiamento della prostituzione minorile, se verrà giudicato tale prima che qualche legge "ad personam" abbassi la maggior età a 16 anni, passa in secondo piano di fronte all'abuso di potere commesso la notte in cui alzando il telefono ha fatto pressione, usando il suo ruolo politico e mentendo, affinchè venisse rilasciata dalla questura di Milano una prostituta minorenne arrestata per furto e venisse affidata alle cure di Nicol Minetti, che invece di prendersene cura ha pensato bene di accompagnarla a casa di un'altra prostituta. Il caso Ruby è questo!!! Diciamoci la verità in qualunque altro paese civile una mossa del genere, una volta smascherata, avrebbe portato ad una crisi di governo e alle sacrosante dimissioni del presidente del consiglio. In un paese civile, non in Italia, purtroppo.
24-01-2011 - 14:50:09 - gio'
la privacy decade qualora sussista l'ipotesi di un reato!! Fare sesso con una minorenne, consenziente o meno, è reato, quindi Berlusconi ha commesso un reato tale da far decadere il suo diritto alla privacy. Se così non fosse la privacy dovrebbe essere invocata anche da un assassino che commetta il delitto all'interno delle mura domestiche o di uno spacciatore che spacci in casa sua, ma non prendiamoci in giro... il caso ruby non ha nulla a che vedere con la violazione della privacy ma con il fatto che in questa repubblica delle banane il premier è convinto di poter fare e applicare le leggi secondo le sue necessità... cerchiamo di essere onesti e dire le cose come stanno, altrimenti qualunque riflessione appare superficiale e ridicola.
24-01-2011 - 16:53:00 - Anna Battaini
Ciao Stefano. Non mi risulta che quello italiano sia "Il popolo più conosciuto al mondo per il suo rapporto disinvolto con il sesso" semmai siamo uno di quelli più bacchettoni. Gli svedesi vantano tale primato, non certo noi. Non condivido, ma immagino che te lo aspettassi, quanto scrivi nella tua riflessione. Sono più incline ad appoggiare quanto emerge dai commenti degli altri lettori. Hai infatti totalmente omesso il punto fondamentale del problema, che non sta nel fatto che un uomo anziano e, a parer mio, anche un filo patetico, gratifichi il suo ego intrattenendosi in pratiche più o meno lecite con delle ragazze ben più giovani di lui.. come hai giustamente sottolineato l'unico caso in cui avrebbe infranto la legge sarebbe quello di Ruby, le altre ragazze erano tutte maggiorenni. Il problema sta nel fatto che il presidente del consiglio ha approfittato della sua carica politica per far scarcerare una persona, spingendosi fino al punto di mentire sull'identità della persona stessa per giustificare la sua ingerenza in qualcosa che esulava dalle sue competenze.. Questo è grave Stefano, non che abbia organizzato dei festini più o meno hard!! Questo è ciò su cui bisognerebbe riflettere. Annina
26-01-2011 - 22:59:14 - anonimo
Un uomo deve avere il coraggio di affrontare il giudizio senza se e senza ma altrimenti lascia un forte dubbio che nessuna ricchezza può cancellare
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