Politici, giornalisti e gente comune. Porta a Porta “insegna”

Il modello da non seguire se vuoi essere straniero nella tua Nazione

Stampa Mail Bookmark Ingrandisci Rimpicciolisci
La puntata del 5 aprile 2011 di Porta a Porta affronta una serie di tematiche di rilievo come il problema immigrazione e riforma della giustizia (o in modo più specifico il caso Ruby) che costituiscono attualmente l’oggetto di discussione di politici e giornalisti.
 
Aldilà del risaputo schieramento politico di Bruno Vespa e degli evidenti ideali politici dei rispettivi ospiti da lui invitati, quali Maria Stella Gelmini - Ministro dell’istruzione e ricerca -, Andrea Orlando - Partito Democratico -, Giuseppe Coccio - Futuro e libertà -, Maurizio Paniz - Pdl Commissione Giustizia -, ciò che desta scalpore è il modo di Bruno Vespa di porsi nei riguardi dei suoi ospiti e a sua volta il modo di interagire dei suoi ospiti, gli uni con gli altri, durante la puntata.
 
Discutendo sulla famosa telefonata che Berlusconi compie in questura emerge che Ruby rubacuori è l’ipotetica nipote di Mubarack.
La Gelmini sembra voler difendere a tutti i costi l’azione del presidente, ma di fronte alla domanda postale da Andrea Orlando che le chiede : «Se Ruby fosse stata la nipote di Mubarck aveva diritto di rubare?», la sua risposta non si dimostra esauriente.  
La Gelmini non risponde in modo chiaro e netto ma si arrampica sugli specchi ribattendo con un’altra domanda a dir poco scioccante: «Chi non ha mai fatto una telefonata di interessamento nei confronti di Tizio o Caio ogni tanto in questura?»
Orlando risponde: «Le telefonate in questura io non le ho mai fatte, se lei le ha fatte si sta autodenunciando».
 
Non c’è che dire, queste affermazioni mi sconvolgono come persona e come donna perché oggi, nel 2011, apprendere da un talkshow televisivo che persino il ministro dell’istruzione, una Donna, accetta situazioni di questo tipo, oltrepassando qualsiasi ideologia politica e religiosa, mi suscita ribrezzo.
Bruno Vespa interviene raramente durante il dibattito tra la Gelmini e Orlando, lasciando che sia Giuseppe Coccio a pizzicare la Gelmini dicendo: «Non usiamo questi toni accesi o riprendiamo il clima di tensione dell’aula».
 
Poco dopo a  Porta a Porta arrivano Maurizio Belpietro, direttore di Libero, e Ritanna Armeni, giornalista e scrittrice, la quale afferma che il caso Ruby è strettamente un caso politico.
 
Il dibattito si fa più acceso e il gesticolare di mani e il parlarsi sopra degli ospiti cresce, Bruno Vespa sembra serafico, pacifico e indifferente ai “complimenti” e alle insinuazioni che gli ospiti si scambiano. Tuttavia non si può passare sopra all’esclamazione della Armeni quando sbotta dicendo alla Gelmini : «Ma io li leggo i giornali e lei che è ministro dell’istruzione dovrebbe esserne fiera!»
 
In questo clima di finto confronto, verso il termine della puntata, dopo una lunga riposta di Orlando rivolta a Maurizio Belpietro, quasi infastidito dal tempo che Orlando ha impiegato nel rispondere, Bruno Vespa esclama: «Più brevi questi interventi!».
 
E la puntata assume toni piuttosto bizzarri quando lo stesso Vespa, invece di interrompere le osservazioni della Armeni, ci parla sopra. L’audio della giornalista vien ridotto, ma si avverte una fastidiosa contrapposizione di voci mentre il conduttore e “padrone di casa” sta suggellando la fine della puntata. L’ultimo ad avere la parola è Orlando, che invoca una disperata preghiera affinchè il Parlamento non venga nuovamente paralizzato dalle vicende del processo Ruby a causa del Presidente del consiglio.
Inimitabile il gesticolare finale di Bruno Vespa che sorride alle telecamere incitando i telespettatori a seguirlo nella puntata della sera seguente.
 
Qual è il punto care lettrici e lettori?
Sicuramente non mi scandalizza la perdita di classe e di bon ton di giornalisti e politici nei talk show televisivi, ma mi terrorizza l’idea che persone adulte, dalle professioni tra le più distinte, e per di più caratterizzate dalla grande visibilità in tv o nel mondo dei media, rappresentino l’unico modello di riferimento per noi giovani, uomini e donne, bambini, adolescenti, adulti e anziani.
Dove andremo a finire?
 
Vi ricordate un tempo, quando a scuola i bambini di fronte alle marachelle commesse venivano puniti a suon di bacchettate sulle mani dai maestri, o relegati in un angolo col cappello da somaro? O quando nei film del dopo guerra anche gli sproloqui proferiti dagli attori, era resi nel modo più divertente possibile?
All’epoca, la società per quanto povera, non tecnologicamente avanzata e tragicamente sorridente di fronte alle proprie rovine da ricostruire, aveva almeno il pudore di trasmettere il valore della decenza, dell’educazione e del buon gusto.
 
Ebbene si, cari lettori, non esiste più il buon gusto di comunicare con educazione le proprie idee, di vivere in modo civile senza voler prevaricare gli altri, si è persa quella capacità di saper parlare senza offendere e di imporsi dimostrando con i fatti il proprio operato.
Che si parli di Berlusconi, di Vespa o di Ruby è evidente che siamo in un Paese allo sbando: che tu sia un politico, un giornalista, una soubrette o un povero cittadino poco importa, sarai assorbito anche tu dalla morale amorale di questa Nazione. 


Alcuni estratti della puntata di Porta a Porta da You Tube
http://www.youtube.com/watch?v=yz2LJf48Z8E&feature=related
Tag:  Giornalisti, Porta a Porta, attualità, talk show, Maria Stella Gelmini, Ruby rubacuori

Commenti

Di' la tua


Le foto presenti sul sito di Mondo Rosa Shokking sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione,
non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate

Testata giornalistica registrata. Registrazione numero 379 del 17 giugno 2008 presso il Tribunale di Milano Direttore Responsabile Stefano Martignoni