Scrivere ancora di Jobs

Ci ha cambiato davvero la vita?

di Luca Verducci

Pubblicato sabato, 8 ottobre 2011

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Scrivere di Jobs anche a soli due giorni dalla sua scomparsa, sa di obsoleto, di passato, di fuori tempo massimo talmente impressionante è stata la quantità di notizie e pagine e filmati sugli ultimi trentacinque anni di vita-miracoli-e-morte di quello che è stato definito dai più, colui che ha cambiato la vita della gente.  E se parlare di Steve Jobs dopo 48 ore dalla sua morte sa di stantio e fa gridare al fastidioso “e basta!”, è proprio per effetto di quello stritolamento del concetto di obsolescenza che la sua opera (perché, senza mezzi termini, di opera si tratta) ha di fatto generato.
 

Ma i prodotti della Apple hanno davvero cambiato la vita della gente?
 
Non starò a discutere di quanto gli i-P qualcosa (dal primo iPod e le “1.000 canzoni in tasca” di ormai un’era geologica digitale fa, all’ultimo iPhone4S) siano stati di volta in volta prodotti straordinariamente avanti a tutto quello che di vagamente simile si trovasse in quel momento sul mercato. E non starò a discutere di quanto mirabili siano sempre state forme e funzionalità di quei magnifici gadget di cui fare show off da una poltrona di business class il giorno dopo il loro lancio sul mercato.
 
Ma l’eredità che Jobs ci lascia, il motivo per cui la sua morte ha scatenato questa ridda di attenzione, è la formidabile forza impressa dal suo talento al tritacarne (a volte ingiustificabile e deleterio) dell’obsolescenza. Prodotti che, per ineguagliabile e meritato successo, trascinano dietro sé l’istantaneo olezzo di vecchio e la vorticosa ricerca del nuovo di un intero mercato. Del perfezionamento, del continuous improvement,  di ciò che pochi mesi prima era stato magari definito dallo stesso Jobs, in uno dei suoi messianici show di lancio, “amazing” o, a ragione, e scandendo le parole in una specie dimarketing-mantra, “magical & revolutionary”. Insomma, siamo di fronte a un banalissimo pilastro della dottrina consumistica più spinta e becera: l’induzione forsennata del bisogno. Convincere moltitudini di individui che la vita non ha davvero senso senza un really unbelievable iPad12 che probabilmente sì, ha un che di divino quanto a estetica e contenuto, nel mentre quella stessa moltitudine deve ancora smaltire i postumi di un’ubriacatura da iPad7 acquistato quando, poche settimane prima dopo un’estenuante coda notturna sotto la pioggia della fifth?
 
Ma così va il mondo creato da quei pochi capaci di crearlo. E di cambiarlo. E col quale dobbiamo, nostro malgrado, fare i maledetti conti; che a volte non tornano proprio.
Tag:  Steve Jobs, Apple, obsolescenza, consumismo, iPad

Commenti

08-10-2011 - 11:28:44 - Simone
Wrau. Basta con i bisogni creati ed i consumi indotti, e tutti dietro come pecoroni ad abboccare ed osannare. Mio padre non sa né chi sia Steve Jobs né cosa siano le sue creature. Eppure vi assicuro che campa divinamente.
08-10-2011 - 12:31:15 - Andrea
"così non tornai più a lavorare con li tenente Dan, però lui curava i miei soldi della Bubba Gump e me li fece investire in una specie di società di frutta, poi mi telefenò dicendo che non avevamo più il problema dei soldi e io dissi "meno male, una cosa in meno"
08-10-2011 - 12:51:51 - luca
a proposito di obsolescenza e bisogni indotti e prodotti che cambiano la vita... mio padre ha ancora una punto del 92 come macchina, dieci anni prima del primo iPod
08-10-2011 - 13:05:01 - S.
Simone (e Luca), quante volte al giorno mandi sms ai tuoi amici, ti connetti ad internet, chatti su skype o messanger, fai una foto col tuo telefonino e la mandi a qualcuno, riesci a verbalizzare un pensiero comunicandolo a chi è indirizzato senza aspettare di vedere questa persona, sei in mezzo al traffico e prenoti il film al cinema per non perdere il posto migliore, googoli il nome del ristorante per vedere se è aperto e se ti possono prenotare un tavolo anche se sei in mezzo ad una riunione di lavoro...e potrei continuare all'infinito. Io credo che sia in effetti sbagliato il consumismo smodato e sfrenato e che se non ci si da una regolata ci porti al tracollo socio finanziario. Ma credo anche che la tecnologia ci abbia semplificato la vita e ci abbia dato tante possibilità in più. Molte più di quelle che i nostri genitori avevano e che, per loro, continuano ad essere inutili e forse insensate. Credo anche che S.J. ( così come molti altri personaggi a noi sconosciuti ma non da meno) sia da ricordare non solo per i prodotti e la tecnologia che ha creato ma per l'uomo che era. Un uomo che ha creduto in se stesso, che non si è abbattuto di fronte alle sconfitte, che credeva nelle sue illuminazioni e le ha perseguite nonostante tutto creando un vero e proprio impero, creando un marchio, creando una community di persone. Questo, io credo, è raro e sostanzialmente la vera essenza di Steve Jobs. Ciò che in fondo dovremmo tutti imparare da lui. Lottare per i propri sogni e per ciò che si crede. Non fermarsi davanti a nulla. Credere sempre in se stessi. Grazie Steve Jobs.
08-10-2011 - 14:19:44 - luca
e vabbé ma lui era SJ... con il talento di SJ... si può credere in se stessi quanto si vuole e provarci fino in fondo, ma poi si arriva a un punto in cui si è costretti a fare i conti con il proprio talento, spesso nullo o ben poca cosa Quanto agli impatti della tecnologia sono abb d'accordo anche se non sono così convinto che prenotare un ristorante nel bel mezzo di una riunione sia davvero la svolta della vita... quanto piuttosto una stronzata. ma qui si parla d'altro, qui si parla dell'obsolescenza indotta che ti fa sentire un fesso se hai comprato un iPhone4 e non hai ancora in tasca l'iPhone4S... in questo in Apple sono i migliori con un mktg pazzesco. Ché nessuno fa la fila per un galaxy tab. Fare la fila per essere il primo ad avere l'iPad ha senso? Di questo si parla non del fatto che la tecnologia non ci dia una mano. Ovvio che ce la dà.
08-10-2011 - 15:02:45 - S.
Infatti il discorso non è: impegnati e diventerai come me ma credi in ciò che fai e combatti per i tuoi sogni. Se poi si realizzano tanto meglio. La sottile differenza tra un combattente e un rassegnato. Winners vs losers. L'obsolescenza esite per fare andare avanti il mercato e l'idiozia non è in chi te li offre ma in chi sente di essere una persona migliore ad avere in mano l'ultimo modello. Un problema nettamente diverso direi. é la legge: domanda offerta. se io non domando loro non offrono. Se offrono e io non abbocco tornano indietro. Se offrono in modo compulsivo è perchè ci son dei fessi che non si accontentano mai. Colpa dell'uovo o della gallina? Luca, la tecnologia....ovvio...ma tuo papà ha ancora una punto del 92.......
08-10-2011 - 15:49:22 - luca
Ci sono evidentemente milioni di abboccatori... Milioni
08-10-2011 - 18:37:15 - S.
Però porta una santa pazienza....fa comprare a tuo padre un'auto nuova che sarà sicuramente un pericolo ambulante...
09-10-2011 - 17:56:51 - Andrea
Se non avesse fatto costruire i suoi gadget in Cina a 2 soldi per rivenderli a 1.000 lo avrei decisamente stimato di più.
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