A Palazzo Reale Paul Cézanne, l’artista che modella la luce

In esposizione quaranta opere per ripercorrere la biografia dell’artista

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Se fosse possibile rivivere il momento esatto in cui l’artista, nel suo atelier, dà vita ad una nuova realtà, sarebbe come svelare il mistero della creazione.
La mostra concepita per Paul Cézanne ha esattamente questa finalità: sbirciando nella culla creativa dell’artista si percorrono le tonalità della sua biografia, lo scorrere biologico del tempo si intreccia all’evoluzione e maturità del pittore. Il tutto in quaranta opere, esposte a Palazzo Reale.
 
Grazie alla collaborazione e ai prestiti concessi dal Musée d’Orsay e ad altri famosi musei internazionali - tra cui  il Musée de l’Orangerie, il Petit Palais, la Tate, l’Hermitage, la National Gallery di Washington, il Musée Granet di Aix-en-Provence, l’Ateneum Art Museum di Helsinki, il Chrysler Museum of Art di Norkolk, il Princeton University Art Museum - l’iter dell’esposizione si muove sulle orme di Cezanne. Lui stesso con il «Portrait de l’artiste» invita lo spettatore ad iniziare il viaggio che vede come sfondo la Provenza, sua terra natia.
 
Dai primi lavori del 1860, il percorso si snoda in un’evoluzione creativa che spazia nella ricerca di soggetti e soluzioni compositive sempre nuove; seguendo la biografia di Cézanne, le tele conducono il visitatore tra dipinti murali, opere d’aprés, ritratti, paesaggi e nature morte, fino a concludere il viaggio agli albori del Novecento, con gli acquarelli di stampo paesaggistico.
 
Le opere in mostra sono gli occhi e il cuore dell’artista: se da una parte è possibile seguirne la cifra stilistica - dall’interpretazione geometrica della natura alle pennellate semplici d’intensità cromatica -, dall’altra quello che si spalanca di fronte allo spettatore è l’universo più intimo di Cézanne. Il profilo duro, a tratti arcigno, degli autoritratti in parte contrasta con la riproposizione dei luoghi dell’infanzia, dei protagonisti della memoria, del paesaggio di Aix-en-Provence, che ha fatto da sfondo alla formazione dell’artista.
 
Attraverso il lavoro nell’ Atelier du Midi e dal confronto con i grandi maestri - Rubens, Courbet, Delacroix, i fiorentini del Quattrocento e i coevi impressionisti - Cézanne porta all’estremo la sua ricerca diessenzialità e la sintesi tra colore e volume, sino a diventare punto di riferimento e scoglio imprescindibile per i successivi movimenti del Cubismo e Surrealismo.
 
Il progetto portato avanti dall’Assessorato alla Cultura di Milano con Palazzo Reale e Skira, che ha curato ogni aspetto della progettazione e organizzazione della mostra, si sviluppa nella stessa prospettiva dell’artista, quella della luce.
Spesso protagonista, essa «s'impasta nelle cose e nei colori», definisce il mondo reale nei suoi contrasti, nei riflessi che armonizzano la natura. La luce violenta filtrata dalle grandi vetrate dell’atelier e le sfumature impalpabili delle composizioni en plein air, sono state enfatizzate nell’esposizione a Palazzo Reale, in una ricostruzione espositiva dove gli elementi luminosi artificiali vengono messi al servizio dell’arte, ricreando un’ambientazione il più naturale possibile.
 
Così Emile Bernard, allievo di Cézanne, ero solito definire il maestro: «Più che un pittore, Cézanne era la pittura stessa divenuta vita. Non c’era un istante in cui egli vivesse al di fuori di essa: era come se, tra le dita, egli tenesse sempre il suo pennello».


In esposizione dal 20 ottobre 2011 al 26 febbraio 2012
Palazzo Reale, Milano
 

Pubblicazioni Skira in occasione della mostra:
Catalogo, Mi ricordo Cézanne  di Emile Bernard,
L’architettura di Cézanne di Vittorio Gregotti,
Le modelle di Paul di Cristina Cappa Legora
Cézanne di Skira Mini Art Book.
Tag:  Paul Cèzanne, Palazzo Reale, Assessorato alla Cultura, Skira, Emile Bernard, Aix-en-Provence

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