Alessandro Gallo con Metro alla 54° edizione della Biennale di Venezia

L'artista genovese in mostra con la scultura Metro, dove volti animali diventano emblema ed espressione dell’essere umano

di Marta Elena Casanova

Pubblicato martedi, 6 settembre 2011

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Quanto mai controversa la 54° Edizione della Biennale di Venezia. Il 2011 ha visto come curatore del Padiglione Italia Vittorio Sgarbi, che con originale criterio ha voluto che, ad indicare e scegliere per l’esposizione gli oltre 200 artisti con le loro opere, fossero intellettuali, scrittori, poeti: personalità importanti, ma non critici d’arte o addetti ai lavori, i quali sarebbero, a suo dire, fautori di un sistema autoreferenziale troppo chiuso.

Le disapprovazioni sono arrivate puntuali, puntando il dito verso la mancanza di un filo conduttore. Ma Sgarbi ha replicato parlando di un preciso intento, quello di creare un connubio tra le più alte forme d’arte.
Ed ecco nascere una mostra sorprendente, fatta di opere appartenenti agli artisti più promettenti e rilevanti degli ultimi dieci anni.
 
Tra loro, presentato da Giovanna Rotondi Terminiello (Presidente del Premio Rotondi e figlia di Pasquale, noto per aver impedito il trafugamento di importanti opere d’arte da parte di fascisti e nazisti), si fa notare Alessandro Gallo, genovese, classe 1974, con la scultura Metro.
 
Dopo aver iniziato gli studi in Giurisprudenza, nel 1997 Alessandro ha lasciato la città natale per trasferirsi a Londra, dove ha frequentato il St. Martin College of Art e il Chelsea College of Art.
 
L’interesse per il mondo animale, con la sua psicologia riconducibile a quella umana, è stato esternato sin dai primi lavori: acquerelli e fotografie in cui in mezzo ad ambienti cittadini spuntano sorprendentemente gli animali, inseriti digitalmente tra schemi realistici di luci, prospettive, dimensioni stravolte di una realtà che la mente dell’uomo non prevede nella sua routine quotidiana.
 
In seguito i suoi personaggi sono usciti dalla carta, per prendere corpo in tre dimensioni nelle più recenti sculture in ceramica - materiale prevalente nella produzione attuale - accrescendo il coinvolgimento in un mondo fatto di corpi umani dalla testa di animale.
 
Il perché lo dice lui. “Gli animali si spiegano da soli, creano dirette e immediate associazioni in chi li osserva. Alcuni hanno una storia culturale precisa. L’asino per esempio è cocciuto per antonomasia, l’aquila nobile, il maiale ingordo e lussurioso. Altri hanno comportamenti e istinti meno codificati ma altrettanto  emblematici. In qualche modo quindi li uso come caricature ironiche di noi stessi, espressioni visibili di caratteristiche interiori”.
 
In questo contesto nasce Metro, l’opera in mostra alla Biennale di Venezia.

La scultura, larga quasi 3 metri, rappresenta la Northern Line londinese. I vagoni sono stati realizzati con materiali misti, i 21 personaggi in ceramica e acrilici. Quale luogo migliore, per l’artista, di un vagone metropolitano per studiare i comportamenti e gli atteggiamenti umani e associarli alle più svariate forme animali? Ci si trova così davanti una rana pensierosa con tanto di  sacchetto della spesa, un coniglio tatuato con pantaloni militari che non sembra darsi pace, un’anatra avvolta nel suo impermeabile che si rifà il trucco e un camaleonte in tuta, forse solo apparentemente assonnato, ma in realtà sempre attentissimo.

Lo  specchio di una quotidianità in cui i anche i caratteri più lontani vengono loro malgrado in contatto.
Gallo non solo studia i volti (o musi!) dei suoi personaggi, ma li definisce con abbigliamenti particolareggiati. L’attenzione per la moda è arrivata in seguito a lavori prevalentemente monocromi e in bianco e nero. Il colore ha preso il sopravvento poiché, come ammette l’artista "Gli abiti e l’accostamento di tonalità scelte da una persona trasmettono molto di ciò che siamo e a volte sanno anche tradire debolezze che non possiamo nascondere."
 
Metro parte quindi  da una situazione assolutamente credibile. Questo rende ancora più grande la sorpresa di  trovarsi in un mondo antropomorfo, malinconico e divertente, solo apparentemente assurdo, in realtà più reale di quanto vorremmo ammettere.


Il SITO UFFICIALE di Alessandro Gallo

Per tutte le info sul Padiglione Italia alla Biennale d'Arte di Venezia
Tag:  Alessandro Gallo, Metro, Biennale d'arte di Venezia, Vittorio Sgarbi, mondo animale

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