Berenice Abbot: monografia di un’artista

Dal fascino di New York alla scienza, i lavori più belli della fotografa statunitense alla Galleria Sozzani di Milano

Stampa Mail Bookmark Ingrandisci Rimpicciolisci
La fotografia non potrà mai crescere fino a quando imiterà le altre arti visive.
Deve camminare da sola; deve essere se stessa”.
                                                                                                                       Berenice Abbott


Berenice Abbott, una delle artiste americane più influenti del XX secolo, è una delle personalità che hanno fatto più propria la filosofia di vita appena citata, dedicando la propria esistenza alla fotografia. Devozione e immaginazione senza limiti, con queste caratteristiche Berenice è partita da Springfield nell’Ohio, per approdare a Parigi dove, nel 1923, presso lo studio di Man Ray, ha dato il via alla sua brillante carriera artistica.

Così la Galleria Carla Sozzani, fino al 6 gennaio 2014, dedica proprio a questa brillante fotografa una monografica con una selezione di opere in grado di svelare la ricchezza del suo lavoro, sviluppatosi nel campo della ritrattistica, del panorama urbano e della fotografia scientifica.

Ma cos’ha rappresentato la fotografia per questa poliedrica artista?

Come lei stessa ha più volte affermato “È o dovrebbe essere un documento significativo, una pungente dichiarazione, che può essere descritto con un termine molto semplice: selettività ". Ecco che allora, in opposizione a personalità come Alfred Stieglitz, di vocazione pittorica, le immagini di Berenice Abbott sono precise rappresentazioni del mondo reale - visibile e invisibile – realizzate con esattezza e precisione scientifica.

La produzione di Bernice è ampia, variegata, ma ogni scatto si muove all’insegna del realismo, luoghi, volti, racconti parlano di un mondo concreto, anche se immortalato attraverso l’obiettivo.

Questa la vera filosofia dell’artista, da quando nel 1926 apre il suo studio di fotografia e inizia ad ritrarre personalità del calibro di James Joyce, Marcel Duchamp, Jean Cocteau, Max Ernst, proseguendo poi con una delle serie più note, la fortunatissima Changing New York, documentario di una metropoli in evoluzionedopo la Grande Depressione.

Se New York con i suoi contrasti, i cambiamenti veloci, è stata una Musa ispiratrice, per la Abbott la scintilla arriva anche dai fenomeni scientifici, tanto che nel 1939, come photo-editor della rivista Science Illustrated, conduce una serie di ricerche e sviluppa nuovi apparecchi fotografici e metodi di illuminazione, realizzando per il Massachusetts Institute of Technology una serie di illustrazioni sui principi della meccanica e della luce, rifacendosi alla tecnica del rayogramma di Man Ray.


Berenice Abbott
10 novembre 2013 - 6 gennaio 2014
Galleria Carla Sozzani, Milano
Tag:  Berenice Abbott, galleria Carla Sozzani, Man Ray, fotografia, Changing New York, Science Illustrated

Commenti

Di' la tua


Le foto presenti sul sito di Mondo Rosa Shokking sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione,
non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate

Testata giornalistica registrata. Registrazione numero 379 del 17 giugno 2008 presso il Tribunale di Milano Direttore Responsabile Stefano Martignoni