Fun Cool Design, creare fa tendenza

Quando anche il dissenso presenta delle contraddizioni

di Francesca Tommasi

Pubblicato venerdì, 11 febbraio 2011

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Cos’è il design oggi? Ecco il primo grande interrogativo posto dall’esposizione creativa Fun Cool Design, curata da Oliviero Toscani.
Affascinati dall’esoticità del termine, oggi qualunque oggetto può essere fregiato dell’onorificenza di pezzo di design, è sufficiente che la sua forma estetica rimandi alla tendenza del momento o che nel suo astratto (e indecifrabile) ruolo semantico abbia una parvenza di Oltre, in una profondità concettualistica il più delle volte solo presunta.

Il prodotto concepito come arredo, nella sua funzionalità e con la specifica intenzione di divenire elemento razionale per uso e consumo dell’acquirente, diventa forma senza contenuto, sfugge alla comprensione dei più, si riduce a oggetto ingombrante, un ibrido tra arte e quotidianità.
Questa la sorte della creatura ed è la medesima del suo artefice, il Designer appunto, che da filosofo e pensatore super partes perde l’aureola e per celebrare nuovi valori: Vendita, Marketing, Moda.

Insomma, l’armonia del banale.

Si ha quasi l’impressione che il design contemporaneo sia una sorta di Neoclassicismo d’altri tempi, il recupero dell’intenzione - strumento, simbolo, ideale - che nella realizzazione materica si svuota perdendo ogni significato.
Da qui allora prende avvio la contestazione insita nell’esposizione “Funcool”, dall’intento dissacrante già presente nella denominazione della mostra: un tentativo di far emergere il lato meno intrigante della professione e il desiderio di polemizzare contro quel design mediocre e futile.

Un nobile intento che lascia però un senso di perplessità: probabilmente con le migliori intenzioni, ma la provocazione sfrutta esattamente tutti i media che contesta, servendosi del canone modaiolo e pubblicitario per farsi luce. Un magazine con una brillante prima pagina sulla “deformazione del senso”, scatti di tutto rispetto che ricordano molto la fotografia d’alta moda. E le creazioni, naturalmente: protestare contro il design, facendo design. Nell’era dell’opposizione a tutti i costi, anche il dissenso diventa una forma di tendenza, essere “contro” è quasi un dogma.

L’interrogativo (e la perplessità) rimangono: era veramente necessario affollare ulteriormente il panorama artistico per poi mandarlo, cortesemente, a funcool?     

Joe Velluto (JVLT)
Triennale Design Museum, Milano
In esposizione fino al 28 febbraio 2011
  
Tag:  Joe Velluto, Oliviero Toscani, Fun Cool Design, Triennale Design Museum

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