I Nudi di Toni Zarpellon per scoprire l’arte dell’invisibile

Dal 23 febbraio allo Spazio Bevacqua Panigai una monografica dedicata all’artista delle Cave di Rubbio

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«Si è molto discusso sul come ormai siamo immersi in una quantità di immagini ottenute meccanicamente e si conveniva sul fatto che la presunta perfezione e sdolcinata piacevolezza ostentata si traducono in messaggi privi di vita: una necrosi visiva che blocca l'immaginazione creativa che chiude la mente dentro un recinto di passività e di alienanti condizionamenti. Ho sempre pensato che l'arte abbia il compito di rendere visibile l'invisibile: essa non è una sorta di allucinazione privata, ma una delle forme più alte per conoscere sé stessi a le realtà del mondo di cui facciamo parte».
Toni Zarpellon

 

 

L’arte è un universo parallelo eppure così tangibile, nelle sue forme – nelle dissertazioni metafisiche sul ruolo – l’uomo cerca di riprodurre la realtà che lo circonda, rappresenta ciò che vede, ciò che più gli è caro oppure vola lontano con la fantasia, e attraverso simboli e segni apparentemente irriconoscibili esprime un’interiorità che trova in questo canale espressivo una via di fuga.

 

Molti sono artisti, solo alcuni diventano leggende. Come Toni Zarpellon, originario di Bassano del Grappa, figura di spicco dell’arte contemporanea. 
 

I suoi lavori, molti dei quali legati a un luogo ben preciso, le Cave di Rubbio, hanno reso celebre questo paesino sull'altopiano di Asiago: con il progetto della Cava, visto da più di 400.000 visitatori provenienti da tutto il mondo, Toni Zarpellon ha portato avanti una vera e propria sfida con l’ambiente stesso, degradato e abbandonato dall’uomo dopo un uso sconsiderato, riqualificandolo e dando a esso un nuovo colore e calore. 


Le opere dell’artista sono eclettiche, complete, in grado di porsi come emblemi di ricerca artistica e insieme di indagine psicologica: la forma espressiva di Zarpellon è un medium per l’indagine antropologica, la creatività è solo una delle modalità più immediate per porsi interrogativi come ad esempio: "COSA VUOL DIRE ESSERCI?". 
 

Come afferma Zarpellon: "L'arte ha il compito di rendere visibile l'invisibile. Essa non è una sorta di allucinazione privata, ma una delle forme più alte per conoscere se stessi e la realtà del mondo di cui facciamo parte." 

Nell’ottica di poter ammirare la personalità di questo composito personaggio, lo spazio Bevacqua Panigai ha dedicato a Toni Zarpellon una personale, in apertura il 23 febbraio, dal titolo Nudi, comprensiva dei più bei lavori a olio dell’artista.

Quindici opere riscoprono un linguaggio essenziale, raccogliendo colori caldi e freddi, luminosi e smorzati, identici a quelli che l’occhio normalmente scorge, e rappresentano il continuum dei quesiti posti dall’artista, che a ogni rassegna, a ogni opera tenta di risolvere i conflitti dell’individuo, dell’esistenza stessa e, perché no, anche dell’Arte, nel momento in cui il corpo di una modella si trasfigura diventando Opera.




Nudi, Olio su tela – Toni Zarpellon
Sabato 23 febbraio - 17 marzo 2013
SPAZIO BEVACQUA PANIGAI - TREVISO

Tag:  Spazio Bevacqua Panigai, Toni Zarpellon, nudi, arte, pittura, Cave di Rubbio

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