La personale di Shirin Neshat al PAC di Milano

Gli occhi velati di Allah. Il femminile oltre il chador

di Francesca Tommasi

Pubblicato martedi, 11 gennaio 2011

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Shirin Neshat - Autoritratto
Attraverso un progetto espositivo iniziato con le mostre della collezione Al Sabath, Milano prosegue il suo itinerario culturale ai confini di una realtà ancora tutta da scoprire e questa volta lo fa mediante una delle voci più autorevoli della cultura islamica, Shirin Neshat.
 
Già premiata all’ultima mostra cinematografica di Venezia con il Leone d’Argento per la realizzazione del cortometraggio “Women Without Men”, l’artista iraniana presenta per la prima volta a Milano una personale esposizione di lavori inediti, un’affascinante panoramica di opere che osservano lo spettatore attraverso le ombre del chador.
 
 
In un momento così particolare nel quale culture e, prima di tutto, persone sono chiamate ad un continuo confronto all’insegna del dialogo, le fotografie di Shirin invocano invece il silenzio. Non quel sentimento di indifferenza e disinteresse, ma al contrario un silenzio che vuole essere ascoltato, in cui si percepisce il desiderio di riportare il sereno per valicare il turbinio di contestazioni, discriminazione, giochi di potere.
 
Ad una prima rapida occhiata gli scatti riportano ad una realtà sociale ben identificabile: i volti di donna affiancati da armi sembrano rivelare una mal celata volontà di denuncia nei confronti di quei principi di fondamentalismo religioso che intaccano e disgregano l’essenza di intere nazioni. Eppure l’artista decide di compiere un passo ulteriore, oltrepassa il primo grado di senso dell’immagine per regalarci una percezione nuova.
 
Nella serie di immagini intitolata “Women of Allah” sono visibili frammenti di volti, occhi, mani sui quali prendono vita morbidi versi Farsi di poetesse iraniane: il velo copre l’integrità della persona, lo sguardo viene interrotto da una barriera culturale ancora incompresa.
 
Ma alle fondamenta delle sue installazioni, Shirin Neshat, non pone un intento polemico, tutt’altro. Nell’immagine riaffiora una tradizione che è altra rispetto a quella occidentale e subito se ne spoglia. I simboli di intollerabile violenza perdono il loro significato contingente e vengono utilizzati per rappresentare l’aspetto militante dell’Io femminile, in una raffigurazione della donna che oscilla tra eleganza e tenacia.
 
La presenza del chador si pone come barriera per la comprensione e l’accesso all’integrità della persona, ma nello stesso tempo emerge la forza attrattiva di quei frammenti di vita accessibili, l’intensità di uno sguardo, il movimento sinuoso delle mani, il temperamento risoluto che si esprime attraverso labbra silenziose.
 
L’artista si eleva nell’indagine del femminile moderno, lo esplora nel sua componente più viscerale, attraverso una delle categorie meno note e nello stesso tempo più discusse del panorama contemporaneo: quella della donna islamica.
A dimostrazione che il velo è comunque un semplice pezzo di stoffa, non un limite, bensì uno strumento per guardare oltre.
 
 
Shirin Neshat
In esposizione fino al 28 febbraio 2011 presso il PAC - Padiglione d’Arte Contemporanea, Milano
 
Tag:  Shirin Neshat, Women of Allah, chador, Iran, PAC, fotografia

Commenti

29-01-2011 - 15:04:44 - Neda
Shirin Neshat in esposizione fino al 28 febbraio 2011 presso il PAC - Padiglione d’Arte Contemporanea, Milano ??????????????????????????????????????? Ma cosa state dicendo?!!!! La mostra comincia oggi il 29 al Palazzo Reale! http://www.comune.milano.it/webcity/portale/palreale.nsf/vinEvidenza/DSEV-8DENCT
07-07-2011 - 13:51:58 - giovanna Barnoffi
ci sono ancora troppe donne che guardano il mondo solo da una fessura ma sono ancora di più gli uomini che guardano le donne come se fossero solo una fessura. Giovanna Barnoffi
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