Luci e ombre della Brand New Gallery: Martin Kobe e Jason Gringler

Riparte la stagione espositiva della galleria milanese, in un viaggio tra i ready made dell’Occidente e atmosfere oniriche

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Martin Kobe, 2011
Due artisti all’esordio italiano aprono la nuova stagione della Brand New Gallery milanese.

Martin Kobee Jason Gringler, entrambi al debutto con la prima personale italiana, nello spazio espositivo si contendono gli spettatori: le loro opere, affiancate, sono come il giorno e la notte. Luci calde e avvolgenti per Kobe, che infonde nello spazio espositivo un’atmosfera tra il surreale e l’onirico, contrapposta all’installazione di Gringler, più stridente, provocatoria.

Nato a Dresda nel 1973, Martin Kobe espone a Milano con una monografica dal titolo Dystown, dove le architetture rappresentano un punto di partenza per la realizzazione di tele in bilico tra realtà e finzione.
I colori, le forme sono omaggi e citazioni di personalità di spicco del panorama artistico, il tutto condensato nella visione di sintesi di un uomo profondamente plasmato dalla propria realtà storica e sociale.
Da Piranesi alla Bauhaus, richiami alle sfumature impressioniste e ancora paesaggi interrotti mutuati dalla metafisica, Kobe è tutto questo, surreale nelle sue composizioni che fluttuano nel vuoto, dove la razionalità delle architetture viene inghiottita, verso un’astrazione surreale

Agli antipodi si colloca il canadese Jason Gringler, classe 1978, che con la sua Black Mass fa propri gli spazi della galleria meneghina, mediante un’installazione monumentale.
La struttura dal nome Untitled (Biography / Second Version) è una griglia di specchi frammentati  che fanno da tramite tra l’Io e la realtà circostante: il risultato è un’immagine distorta, geometrica e intimidatoria, che cattura l’attenzione dell’osservatore, chiamato a soffermarsi con più a attenzione sui dettagli, sulle parti riflesse, in questo gioco di fratture creative.
Attraverso quella che l’artista stesso definisce un’estetica della violenza, l’installazione non porta solo al compimento di un percorso individuale, ma rimanda anche – attraverso citazioni materiche e cromatiche – al paesaggio urbano di Brooklyn, sede dell’atelier postmoderno di Gringler.
Dalla creazione al processo distruttivo, le forme d’introspezione si mescolano e creano attrito su quei materiali industriali - plexiglas, specchi, acrilico e vernice spray - che avvolgono l’opera in una atmosfera inquietante, quasi soffocante, nella quale l’ispirazione metropolitana sembra schiacciare lo spettatore.

La rassegna gioca con questi equilibri di leggerezza e oppressione, elevando i due artisti a due facce della stessa medaglia e, tra l’estasi cromatica di Kobe e i ready made di Gringler prodotti dalla civiltà industrializzata occidentale, il percorso espositivo diventa una costante scoperta, un volteggio di sensazioni imprevedibili.  

  

Martin Kobe - “Dystown”  e Jason Gringler - “Black Mass”
27 settembre -  31 ottobre
Tag:  Brand New Gallery, Milano, mostra arte, Jason Gringler, Martin Kobe

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