Medardo Rosso. La luce e la materia

Sperimentazione, ricerca, modernità. Sono gli aspetti che hanno reso Medardo Rosso un artista davvero unico e di richiamo internazionale. La GAM di Milano gli dedica oggi una mostra, per approfondire al meglio il suo lavoro

di Marta Elena Casanova

Pubblicato mercoledì, 18 febbraio 2015

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Interpretazione personale della materia, visione moderna e sperimentazione tecnica e poetica. Stiamo parlando di Medardo Rosso, artista di richiamo internazionale, a cui la GAM, Galleria d'Arte Moderna di Milano, dedica oggi una mostra dal titolo La luce e la materia.

Alle quindici opere presenti in maniera permanente nella Galleria milanese, infatti, sino al 31 maggio 2015 si aggiunge una significativa selezione di lavori provenienti dal Museo Rosso di Barzio, dal GNAM di Roma, dalla Galleria d'Arte Moderna di Palazzo Pitti, dalla GAM di Torino, e ancora dalla Galleria Internazionale d'Arte di Venezia e da MART di Rovereto. In più, altre sculture arrivano da Parigi, Dresda e Budapest.

Milano offre perciò, a più di trent'anni dall'ultima rassegna in città, un'ampia visione sia dei soggetti affrontati dall'artista sia della sua personale evoluzione interpretativa e della sua passione per la tecnica fotografica.

Il percorso si svolge per senso tematico che inizia con quattro delle opere più importanti e significative degli esordi dello scultore, tutte realizzate a Milano: il Birichino, opera comparsa nelle sale di Brera nel 1882, il Sagrestano, del 1883 come La ruffiana, rappresentazione che rasenta la forma caricaturale, e Portinaria, creata tra il 1890 e il 1905.

La seconda sezione riporta allo spettatore due temi fondamentali come la sperimentazione della materia, grazie all'uso inconfondibile di gesso, cera e bronzo, e il processo creativo di Medardo Rosso, che va per sottrazioni sino al raggiungimento di un'incredibile modernità. Sono qui esposte opere straordinarie e inquietanti come Rieuse, Henry Rouart, L'uomo che legge, Bambina ridente, che evidenzia un forte legame con la tradizione rinascimentale, Bambino ebreo, Aetas Aurea e Bookmaker, dove si denota una stretta vicinanza con l'opera di Degas.

Tra le sale della GAM fa inoltre capolino la davvero straordinaria, Madame X, risalente al 1896, unico soggetto arrivato a noi in una sola versione: prestito dalla Galleria Internazionale d'Arte Moderna di Ca' Pesaro, sembra dialogare con le due versioni rispettivamente in cera e in  bronzo dell'Enfant Malade, che fa parte della fase decisamente più sperimentale dell'artista.

L'ultima sala vede l'esposizione di Ecce puer del 1906, e Madame Noblet, soggetto declinato in quattro varianti in un arco di tempo che va dal 1897 agli anni '20.

A incorniciare le vibranti sculture, dove i contorni definiti si ribellano facendo spazio al movimento, alcuni lavori fotografici, che non hanno solo valore documentaristico, ma in questo caso soprattutto di ricerca, equivalente della continua rielaborazione delle sculture, occasione di lavoro su materia e luce, svincolato dal confronto col vero: Rosso ha fotografato le sue opere e i suoi disegni per intervenire poi con viraggi, ingrandimenti, collages, tracce di materia pittorica, sino all'accettazione dell'intervento del caso e talvolta dell'errore.

La rassegna, promossa dal Comune di Milano - Cultura, organizzata dalla Galleria d'Arte Moderna di Milano e da 24ORE Cultura - Gruppo 24ORE e a cura di Paola Zatti, sarà accompagnata da una serie di incontri in collaborazione con il CIMA, Center for Italian Modern Art, di  New York.


Medardo Rosso. La luce e la materia
GAM Galleria d'Arte Moderna, Milano
Da 18 febbraio al 31 maggio 2015
Orari: lunedì 14.30-19.30, martedì, mercoledì, venerdì, sabato, domenica 9.30- 19.30, giovedì 9.30-22.30
Catalogo: 24ORE Cultura
Tag:  Medardo Rosso. La luce e la materia, GAM, mostra a Milano, Scultura, monografica, Madame X

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