Modigliani, Soutine e gli artisti maledetti. In mostra a Palazzo Reale

Grazie a Jonas Netter possiamo oggi ammirare le opere dei grandi artisti di inizio '900, che diedero vita ad una vera rivoluzione cambiando per sempre i canoni dell'estetica. Dal 21 Febbraio 2013 a Milano

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Modigliani
Dopo il grande successo di Picasso, Palazzo Reale a Milano, Arthemisia Group e 24ORE Cultura si rimettono  in gioco con una nuova grande Mostra intitolata Modigliani, Soutine e gli artisti maledetti. La Collezione Netter.

La retrospettiva, che apre oggi, giovedì 21 Febbraio, è stata curata da Marc Restellini, e dona la grande opportunità di ammirare oltre 120 opere che per più di settant'anni sono rimaste "nascoste".

Jonas Netter, ebreo, fu un grande appassionato d'arte, e divenne un vero e proprio benefattore per molti di quegli artisti, allora definiti maledetti,  che a inizio '900 si ritrovarono in quel di Parigi, a Montparnasse, senza avere alcun sostentamento economico, come Utrillo, Hebuterne, Derain, Valadon, Soutine e, ovviamente, Modigliani. Tutti di diversa provenienza, ma anche loro tutti ebrei.


Derain
Oggi noi dobbiamo ringraziare Netter, personaggio schivo, di cui si è sempre saputo poco, ma che ha avuto grandissime intuizioni diventando un mecenate per molti artisti le cui opere, bisogna tenerne conto, al tempo venivano considerate orribili.

Vivere a Montparnasse all'inizio del secolo scorso significava venire in contatto non solo con pittori, ma anche con scrittori del calibro di Hemingway e Miller, intellettuali come Cocteau e rifugiati politici come Lenin e Trckij. Questi affascinanti personaggi si incontravano in trattorie, bettole e cantine, dove tiravano tardi conversando di politica e arte nel senso più completo del termine. Le condizioni di vita erano appunto misere nella maggior parte dei casi, ma il fuoco sacro e l'ispirazione che avevano dentro erano  più importante di tutto. Fu così che questi grandi artisti andarono avanti per la loro strada cambiando per sempre i canoni estetici dell'arte.


Soutine
Con i lavori di Soutine, Modigliani e gli altri, l'arte divenne autonoma dal soggetto ritratto, dalle tradizioni culturali e dei paesi di provenienza di ognuno di loro, dando vita a una vera e propria rivoluzione artistica.


Modigliani
Modigliani
nello specifico, nome illustre tra gli illustri di questa rassegna, fece molto scalpore all'epoca per via dei suoi volti femminili allungati, stilizzati e affusolati. Non tutti potevano comprendere la sua arte, come invece fece Netter, che ammirò molto i suoi lavori, come Elvire au col blanc ( 1917-18), Fillette en robe jaune ( 1917), Portrait de Zborowski (1916) e Portrait de Soutine (1916). E anche quando il pittore fu costretto a ritirarsi in Costa Azzurra per problemi di salute, Netter si rivelò indispensabile comprando all'italiano tante tele da permettergli il viaggio.



Hayden
Queste le parole di Restellini, grande studioso e conoscitore di Modigliani e dell'arte dell'epoca, per introdurre lo spettatore alla mostra: - Questi spiriti tormentati si esprimono in una pittura che si nutre di disperazione. In definitiva, la loro arte non è polacca, bulgara, russa, italiana o francese, ma assolutamente originale; semplicemente, è a Parigi che tutti hanno trovato i mezzi espressivi che meglio traducevano la visione, la sensualità e i sogni propri a ciascuno di loro. Quegli anni corrispondono a un periodo d'emancipazione e di fermento che ha pochi eguali, nella storia dell'arte. Ovunque in Europa era in corso una rivoluzione estetica, preludio a un'evoluzione dei costumi; ed è a Parigi, "l'unico luogo al mondo in cui la rivolta ha il diritto di cittadinanza", prima a Montmartre e poi a Montparnasse, che quegli artisti - tutti ebrei- si sono ritrovati per tentare la sorte -.



Modigliani, Soutine e gli altri artisti maledetti. La collezione Netter
PALAZZO REALE – Milano

Dal 21 Febbraio all'8 Settembre 2013
Orari: lunedì dalle 14.30 alle 19.30
martedì, mercoledì, venerdì e domenica dalle 9.30 alle 19.30
giovedì e sabato dalle 9.30 alle 22.30

 
Tag:  Modigliani, Soutine e gli altri artisti maledetti. La collezione Netter, mecenate, Palazzo Reale, Arthemisia Group, 24ORE Cultura, Montparnasse, rivoluzione artistica

Commenti

31-03-2013 - 11:29:17 - Diego Pirino
La mostra su Modigliani, in corso a Palazzo Reale, è un ottima occasione per entrare nel mondo interiore di questo grande artista. Che lo si conosca o meno, poco importa. Già dal primo impatto con le opere è visibile il turbamente esistenziale dell'artista e le difficoltà che hanno segnato la sua vita. La sua tecnica è un'evidente forma ibrida tra scultura e pittura: i contorni non definiti e spesso tentennanti fanno capire che non cercava volontariamente la rigidità delle linee, ma che fossero il risultato di una lunga ricerca. Anche il colore va a riempire le forme in modo piatto e deciso. Di riferimento per Modigliani c'è sicuramente Cezanne, col suo geometrismo, che mira a strutturare il quadro secondo determinate direttrici e un ordine prestabilito, che vuole imporre al nostro modo di percepire l'opera. Insomma che dire dire di più. Vale la pena visitare la mostra, anche solo per questi cenni che vi si possono cogliere e per entrare a contatto con l'intimità di un artista così singolare, ma di notevole spessore come Modigliani. A mio parere la mostra è ben curata e allestita con gusto e minuziosità. Un consiglio: "Non perdetela!"
04-04-2013 - 09:46:00 - La Redazione
Grazie Diego per il tuo interessante commento!
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