Nikka Dimroci

Una giovane fotografa piacentina che attraverso i suoi scatti vuole trasmettere una visione rinnovata della realtà

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Photos Courtesy of Nikka Dimroci
Nikka ha alle spalle diverse esposizioni in Italia e oltre oceano, ha fondato il brand “Love by Nikka Dimroci” grazie al quale realizza servizi fotografici di diverso genere e ha offerto il suo contributo artistico a favore di iniziative sociali.

«[...] Amo realizzare reportage e ritrarre soggetti non convenzionali, come ad esempio gli emarginati, le donne incinte, i “freaks”. I miei ritratti, preferibilmente non in posa, tendono ad assumere un occhio critico e cercano di dare visibilità anche a coloro ai quali, solitamente, non viene concesso molto spazio».

Questo è il modus operandi di Nikka Dimroci, una giovane fotografa piacentina di origini greche: le sue fotografie colpiscono proprio perché lontane da logiche conformistiche e diverse dalle immagini stereotipate da copertina a cui siamo abituati.
Attraverso la sua macchina fotografica, Nikka cerca di riscoprire personaggi, situazioni e ambienti considerati troppo spesso “scontati” o “quotidiani”, riempiendoli di luce nuova: ciò che resta  all'osservatore è assimilare il risultato con occhi diversi. 
Nikka si ispira inevitabilmente ai grandi della fotografia, senza però tralasciare una costante ricerca personale e unica: questo le ha permesso di realizzare diverse esposizioni a Piacenza, a Milano, a Roma e a New York.


Abbiamo avuto il piacere di incontrare Nikka Dimroci e ci siamo fatti raccontare da lei il suo approccio al mondo della fotografia.

Ciao Nikka, partiamo subito dalla tua grande passione per la fotografia: qual è il percorso accademico e lavorativo grazie al quale hai avuto modo di realizzarti in questo settore?
Ho sviluppato la passione per la fotografia, e dapprima per il mondo dell'immagine, frequentando il liceo artistico a Piacenza: all'inizio, però, non ero proiettata verso questo settore, anzi, credevo di volermi concentrare più che altro sullo studio della storia dell'arte. Infatti, dopo il diploma,  mi sono iscritta al “Dams” di Bologna.
Il mio sogno era quello di insegnare questa disciplina, di vivere sulle immagini e di trasmettere agli altri questa immensa passione. Solo in un secondo momento, dalle immagini stesse è scaturita la mia preferenza per la fotografia: un'arte vicina a chiunque, semplice, accessibile a tutti.

Quando hai capito che da grande avresti voluto fare la fotografa?
Dopo aver scoperto questa passione mai avrei creduto di poterla trasformare in una vera e propria professione; me ne sono resa conto quando, dopo diverse esperienze di stage che non mi garantivano prospettive né mi entusiasmavano granché, ho deciso di cambiare rotta e affiancare, come assistente, fotografi professionisti. All'inizio ho provato quasi per gioco, ma giorno dopo giorno mi sono appassionata a tal punto che ho capito di voler intraprendere quella strada... Credo di aver fatto la scelta giusta.

Qual è la tua concezione di "fotografia"?
Per me “fotografia” è la magia di fermare un istante per sempre e far rivivere quel momento ogni volta che quell'immagine ritorna sotto ai nostri occhi.
Fare fotografia è, per me, la capacità di emozionare l'osservatore: chi scrive un libro cerca di trasmettere emozioni con le parole; io, invece, cerco di fare la stessa cosa con le immagini.
Il mio obiettivo, infatti, è permettere all'osservatore di crearsi una visione propria di quello che stava succedendo in quel fatidico istante immortalato, dandogli gli strumenti per potersi creare una storia “mentale” intorno a quella situazione, a quell'evento, a quel personaggio ritratti.

Come applichi questa concezione nella tua professione? Di cosa ti occupi esattamente?
Cerco di applicare questa visione nella creazioni delle immagini, in modo costante, ogni volta che mi presto a lavorare, sia che si tratti di fotografie di matrimoni, di fotografie di moda o ricerche personali.  E' un approccio visivo molto preciso, un gioco di cui non mi stancherei mai.
Nella mia attività cerco di spaziare il più possibile: amo realizzare reportage e ritrarre soggetti non convenzionali, come ad esempio gli emarginati, le donne incinte, i “freaks”. I miei ritratti, preferibilmente non in posa, tendono ad assumere un occhio critico e cercano di dare visibilità anche a chi, solitamente, non viene concesso molto spazio.
Parte della mia carriera, però, è occupata dai servizi per i matrimoni (dalla preparazione degli sposi, alla celebrazione, fino ai festeggiamenti conclusivi), per la moda e anche per lo sport. Infine, cerco di conciliare la fotografia con un'altra mia grande passione, quella per la musica.

In realtà tu hai due siti personali, molto diversi tra loro: puoi spiegare ai nostri lettori come mai hai operato questa scelta?
Ho voluto differenziare i mie lavori sia per scelte professionali, sia per scelte personali. Nel mio modo di vedere le cose, infatti, coesistono due realtà ben distinte: la prima, che contempla valori più “tradizionali” come la famiglia, le relazioni sentimentali forti e l'amicizia e che ho voluto collocare nel sito biancoLove by Nikka Dimroci”; la seconda, invece, è relativa alla visione dell'onirico, del fantastico, del cupo, che ho racchiuso nel sito neroNikka Dimroci”.
Sono due mondi paralleli che esistono indipendentemente l'uno dall'altro, come l'amore sacro e l'amore profano... Insomma, un'idea un po' romantica della vita in generale.

Quali sono i tuoi riferimenti nel mondo della fotografia? C'è un personaggio a cui ti ispiri particolarmente?
Ci sono tanti maestri a cui mi ispiro; il confronto con i grandi c'è sempre, per diletto, per necessità, per stima. Tra i “miei grandi” cito Henri Cartier-Bresson, Diane Arbus, Piergiorgio Branzi,  Robert Mapplethorpe, Helmut Newton e Nan Goldin.

Spesso riesci a conciliare la tua professione (e la tua passione) con l'impegno sociale: quali sono i progetti a cui ti sei dedicata?
Penso che l'impegno nel sociale sia per tutti una cosa importantissima, dalle piccole cose che si possono fare ogni giorno alle grandi.
Credo anche che l'arte debba essere libera e non legata a un vincolo politico o a questioni economiche: preferisco aderire a forme di socialità grazie alle quali le mie immagini possano diventare un veicolo per la sensibilizzazione e la ricerca.
Ho collaborato con associazioni per la tutela dei diritti delle donne, dal “Telefono Rosa” di Piacenza, ad associazioni per la ricerca e la prevenzione del tumore al seno.
Lo scorso novembre ho collaborato con la squadra di rugby “Lyons Piacenza” di Serie A per la campagna “Movember” che tenta di far crescere la consapevolezza e i fondi per la lotta contro il tumore alla prostata e per la quale ho realizzato una serie di ritratti, nonché un catalogo fotografico con il ricavato devoluto all'AIRC.
A maggio, invece, darò il mio contributo per un'altra asta benefica per l'AIL a Roma, incentrata sulla fotografia.

I tuoi lavori sono stati esposti a Milano, a Roma, a Piacenza e a New York: ma quanto è difficile realmente farsi notare e ottenere dei risultati in questo settore?
Penso che ora sia molto difficile avere successo in questo settore. Purtroppo siamo davvero inondati da immagini di scarsa qualità che invadono la nostra vita attraverso la televisione, internet e la pubblicità. Questo è quello a cui siamo abituati ed è una realtà (superficiale) ben consolidata:  quello che ricerco io, però, tende ad andare oltre a tutto questo caos iconografico.
Vorrei che le mie fotografie venissero ricordate per aver dato emozione e vorrei evitare che venissero assorbite passivamente, “senza filtro”.
 
Cara Nikka, concludiamo l'intervista con le tue aspettative per il futuro: hai progetti in cantiere?
I miei progetti per il futuro? Vorrei vivere serenamente con le persone che amo, trascorrendo il maggior tempo possibile con la macchina fotografica in mano; vorrei creare delle fotografie in grado di testimoniare il mio passaggio su questo mondo.
Se ho qualcosa che bolle in pentola? Chissà... Lo scoprirete seguendo i miei siti e i miei lavori!

 
Nikka Dimroci:
Tag:  Nikka Dimroci, Love by Nikka Dimroci, fotografia, esposizioni, impegno sociale, Lyons Piacenza

Commenti

14-04-2012 - 09:24:18 - Mammannalisa
Brava Nikka, vai avanti cosi' con tanto amore
26-06-2012 - 15:44:55 - Anonymus
Brava Nikka!! Da su un punto non sono dacordo con la fraze "...... Nikka Dimroci, una giovane fotografa piacentina di origini greche.....", non e vero....che sia di origine grecha....chiedete-lo a lei...
28-06-2012 - 12:51:52 - La Redazione
Nel dubbio abbiamo chiesto a Nikka, la quale ci ha confermato che è nata e cresciuta a Piacenza, e che è italiana. Ma ha origini greche, come attesta il cognome, in quanto suo nonno era per metà greco :-) La Redazione
29-06-2012 - 23:26:54 - Anonymus
Senza dubbio che è italiana! Mentre il cognome non attesta la origine greca. .... "e Nikka Dimroci, nata in Italia con un albero genealogico che va dall’Albania alla Grecia," PS: il cognome attesta piu o meglio una origine latina
30-06-2012 - 08:34:00 - La Redazione
Ti ringraziamo Anonymus, per le ulteriori precisazioni. Noi, ovviamente, ci rifacciamo a quanto rilasciato e successivamente ribadito (e spiegato) dalla nostra ospite intervistata. Grazie ancora per l'attenzione e buona giornata. La Redazione
30-06-2012 - 09:45:18 - Anonymus
Grazie a voi, e buona giornata!!
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