Piero Manzoni 1933-1963

Fino al 2 giugno si possono ammirare a Milano le opere di uno degli artisti più controversi del XX Secolo

di Marta Elena Casanova

Pubblicato giovedì, 27 marzo 2014

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Ha appena aperto al pubblico, presso Palazzo Reale a Milano, la rassegna Piero Manzoni 1933-1963, che spiega al visitatore questo artista, da subito definito Surrealista per le sue prime creazioni, presentate a Cremona nel 1956.

L'antologia, che fa parte della programmazione Primavera di Milano, è la più importante mai realizzata a Milano dalla morte dell'artista; promossa dal Comune di Milano-Cultura, Palazzo Reale e Skira Editore (che ha pubblicato il catalogo) e curata da Flaminio Gualdoni e Rosalia Pasqualino di Marineo in collaborazione con la Fondazione Piero Manzoni, presenta oltre 130 opere che raccontano in maniera completa il suo percorso artistico.

Manzoni ha fatto proprio di Milano la sua città, e qui ha lavorato durante un periodo di grande fervore come quello del secondo dopoguerra, morendo senza aver raggiunto i trent'anni.

Manzoni partiva dalla superficie del quadro, per manometterla e contaminarla, considerandola come area di libertà per andare alla scoperta delle immagini intese come "essere": negli anni si è confrontato sul concetto di opera come presenza concreta con altri artisti, come per esempio Yves Klein con i suoi monocromi, Alberto Burri e i sacchi di juta, Lucio Fontana e i fori sulla superficie e frammenti di vetro applicati alla tela.

Dai dipinti dai toni scuri, realizzati con impasti di olio, smalto e catrame senza titolo, Manzoni si è poi evoluto, e se ne ha dimostrazione in mostra a Palazzo Reale, e ha virato verso il bianco, i rilievi plastici e le ombre create tramite gesso spatolato, definendoli Achrome: quadri che si fanno oggetti, vuoti, desolati, vicini al "nulla". Puntava dunque molto al pensiero più che alla percezione della cosa in se stessa, all'astrazione puramente concettuale.

Sulla sostanza della carta, del legno e dello spazio, Manzoni ha basato gran parte della sua arte. Lo si può notare dal suo prendere spunto da opere come il Rotolo di pittura industriale di Pinot Gallizio (1958), basato sul principio dello svolgimento rotativo del supporto per la realizzazione continua di tele da vendere a metri, per realizzare il segno continuo di inchiostro sulla carta, applicabile a qualsiasi lunghezza, progressivo, sino a diventare una Linea. Ed è proprio questo il nome dell'opera realizzata poi dall'artista: una striscia di carta, conservata in un cilindro sigillato dall'etichetta che ne spiega il contenuto. Manzoni ne ha realizzate molte negli anni, sino alla Linea lunga 7200 mt, presente a Milano, contrassegnata da titolo, luogo, data, firma, e un'impronta digitale.

Tra le sale si possono anche ammirare i Corpi d'aria, nati nel 1960 e inizialmente conosciuti come Sculture pneumatiche. Si tratta di un palloncino gonfiabile sino ad 80 cm di diametro, un treppiedi come piedistallo e un tubicino per gonfiarlo. Il tutto inserito in una custodia in legno che dispone delle istruzioni per l'uso.  Il risultato è quello di una scultura essenziale, fatta d'aria, che vuole evocare l'immaterialità. Anche per i Corpi d'aria, come per le sue opere precedenti, si tratta di prodotti realizzati in serie.

Dello stesso periodo sono le Uova, presentate a Copenhagen nel giugno del '60. Queste opere consistono in uova sode contrassegnate dall'impronta digitale dello stesso Manzoni, come archetipo corporeo marcato dal segno d'identità: il compratore le può mangiare, entrando in questo modo in comunione con l'esistenza fisica stessa dell'artista e partecipando attivamente all'esperienza dell'autore e alla sua arte. Nel caso in cui l'uovo non venga ingerito, invece, secondo Piero Manzoni ci si trova di fronte ad un classico caso di feticismo, con qualcosa che ha molto a che fare con l'antico culto delle reliquie, che diviene in qualche modo Sacro. In questo tipo di arte Manzoni vede l'adesione dell'acquirente all'esistenza stessa dell'artista. E', per lui, in ogni caso, "comprare Manzoni"  e non "comprare UN Manzoni" .

Si passa poi, alle Opere vive, altrimenti conosciute come Sculture viventi. Le installazioni prevedevano in un primo tempo modelle posizionate su un piedistallo che riportava la firma di Manzoni, poi la base è diventata magica, ed è questa che si vede  oggi a Milano: una struttura in legno a tronco di piramide che simula il classico piedistallo da statua, con tanto di targa in ottone e  didascalia incisa "Piero Manzoni, Scultura vivente".

Si arriva poi alla famosa Merda d'artista, che prevede e continua la regola dell'autenticità dell'opera tramite certificato. L'idea è arrivata nel 1961, anno in cui Manzoni ne ha realizzato 90 scatole con tanto di etichetta in italiano, inglese, francese e tedesco, e la dicitura, appunto "Merda d'artista. Contenuto netto gr. 30 Conservata al naturale. Prodotta e inscatolata nel maggio 1961", sul coperchio Produced by precede la firma di Piero Manzoni, e sul fondo la scritta Made in Italy. C'è qui un'evidente ironia nel copiare il linguaggio delle conserve alimentari, con la volontà di attribuire all'oggetto aspetto merceologico: vendere escrementi è semplicemente l'estremizzazione di un pensiero già esplicitato da Manzoni sulla concretezza materiale del corpo e all'artisticità implicita in ogni atto dell'autore, ovvero, come già visto in precedenza, nelle sue reliquie. Punto di discussione è stato il prezzo pensato basandosi sulla parità merda/oro, circa 700 lire al grammo: chiara provocazione dell'artista nel combinare l'idea di merda e arte in un cortocircuito tanto pratico quanto mentale, lo svanire dell'idea di valore per dare spazio alla suggestione della reliquia, il pagamento di una merce/non merce di cui non si può accertare la natura ma solo accettarne la proclamata importanza in quanto arte.

Durante tutto il percorso sono infine presenti manifesti, documenti, cataloghi e lettere, che raccontano non solo Piero Manzoni ma anche il fervore degli anni '50 e '60, quando Milano si affermava come capitale culturale.


Piero Manzoni 1933-1963
Dal 26 marzo al 2 giugno 2014

Palazzo Reale - Piazza Duomo 12 – Milano
Orari: lunedì 14.30-19.30 da martedì a domenica 9.30-19.30 giovedì e sabato 9.30-22.30
Tag:  Piero Manzoni 1933-1963, Palazzo Reale, Primavera di Milano, Skira

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