Preraffaelliti. L'utopia della bellezza

In mostra a Palazzo Chiablese, Torino, oltre settanta opere dei Preraffaelliti, che si ribellarono alla loro epoca per tornare a ispirarsi alla natura

di Marta Elena Casanova

Pubblicato venerdì, 25 aprile 2014

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Il 19 aprile a Palazzo Chiablese, Torino, ha aperto una splendida mostra che vede protagonisti i Preraffaelliti, dal titolo L'utopia della bellezza.

Direttamente dalla Tate di Londra, e dopo un tour mondiale, le opere esposte sono più di settanta, e di questo importante evento bisogna ringraziare il Comune di Torino-Assessorato alla Cultura, Turismo e Promozione, la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Piemonte e il Polo Reale di Torino, che lo hanno promosso e prodotto in collaborazione con 24ORE Cultura-Gruppo 24Ore e la Tate Britain col patrocinio del MiBACT-Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.

La storia dei Preraffaelliti ha avuto inizio nel Regno Unito grazie a John Everett Millais, Dante Gabriel Rossetti e William Holman Hunt, che si ribellarono al soffocante establishment dell'epoca per tornare all'ispirazione data dalla natura, dalla religione e dalla letteratura. La Confraternita, perché di questo si trattava, venne fondata ufficialmente nel 1848, e si pose come obiettivo quello di cambiare la società attraverso l'arte, ispirandosi agli ideali del primo Rinascimento.

Gli artisti, perciò, dipinsero i loro paesaggi en plein air, al fine di riprodurre in maniera più fedele possibile ogni minimo particolare, dal fiore al filo d'erba. Oltre al paesaggio uno dei temi più sentiti era quello della figura femminile, ritratta in maniera sensuale, senza censura. I colori erano quelli della natura, intensi, reali, grazie alla luce diretta e cristallina del sole.

Quelli dei Preraffaelliti sono dipinti che si ispirano a Dante, a Shakespeare, alle novelle del Medio Evo e alle storie della Bibbia, sempre di grande impatto emotivo.

Dopo un inizio strepitoso, con l'esposizione dell'Ofelia di Millais, tra le sezioni della mostra, molto interessante è quella che vede protagoniste le opere di soggetto religioso: i temi biblici riportati, e con loro i simbolismi dell'arte cattolica primitiva, generarono non poche accuse di oscuri messaggi religiosi a questi artisti, che per la verità non erano cattolici praticanti, ma anzi, osservavano la Bibbia come contenitore di storie letterarie e poetiche, più che temi teologici. Tra i lavori a questi temi ispirati si possono ammirare Ecce Ancilla Domini! di Rossetti, Gesù lava i piedi di Pietro di Ford Maddox Brown e La vigilia del Diluvio di William Bell Scott.

Ma lo sguardo dei Preraffaelliti si rivolse anche alle questioni sociali, e infatti, la terza sezione è dedicata al loro pensiero politico tradotto in opere volte a criticare la società industriale e un richiamo al passato dove l'industria non aveva ancora corrotto l'Inghilterra. Questi capolavori spiegano come gli artisti abbiano cercato di infondere la voglia di ritornare a un mondo più giusto, per salvarsi e sostenersi tra diverse classi sociali. Risveglio di coscienza di Hunt e Prendete Vostro figlio, Signore di Brownin sono esempi perfetti di queste idee.

Come detto prima, il paesaggio era un altro dei soggetti prediletti dalla Confraternita; dal 1850 Dante Gabriel Rossetti iniziò a lavorare con l'acquerello, creando una serie di composizioni colorate e colme di particolari dettagliati. Questi dipinti vennero presi a modello anche da artisti posteriori, nelle cosiddette arti decorative. Nella quarta sezione, che racconta di queste influenze, sono così esposti anche i quadri di Elizabeth Siddal, detta Lizzie, musa e poi moglie di Rossetti: i suoi lavori, realizzati tutti su piccola scala, indicano una personalità artistica distinta, influenzata ma mai dominata proprio da colui che divenne poi suo marito.

Rossetti tornò successivamente alla tecnica a olio, arrivando, nel 1859, a comporre sorprendenti opere che ritraggono donne sensuali ispirate a Tiziano e Veronese. A tal proposito si possono citare le sue Proserpina e Beata Beatrix.
La sezione finale di L'Utopia della bellezza racconta dell'influsso che l'arte preraffaellita ha avuto sui movimenti artistici successivi. Sia in Inghilterra che fuori, il lascito artistico derivò soprattutto da Rossetti, la cui sublimazione della figura femminile in un contesto drammatico, oltre ogni messaggio morale o letterario, fece grande impressione su Edward Burne-Jones e quindi sul Simbolismo europeo.


Preraffaelliti. L'Utopia della bellezza
Palazzo Chiablese - Torino
Dal 19 aprile al 13 luglio 2014
Orari: Lunedì 14.30-19.30/ Martedì, Mercoledì, Domenica 9.30-19.30/ Giovedì, Venerdì, Sabato 9.30- 22.30
Tag:  Preraffaelliti. L'Utopia della bellezza, Torino, Palazzo Chiablese, Dante Gabriel Rossetti, religione, questioni sociali, Rinascimento, Simbolismo

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