Steve McCurry. Oltre lo sguardo

I nobili appartamenti della Villa Reale di Monza ospitano una mostra che passa in rassegna la produzione fotografica del grande artista

di Chiara Caretoni

Pubblicato martedi, 27 gennaio 2015

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Steve McCurry, Ritratto di un ragazzo della tribù Suri, Omo Valley, Ethiopia, 2013
Se volessimo dare un titolo all’amore che lega questo artista alla macchina fotografica, sarebbe... Steve McCurry e la fotografia: una passione viscerale lunga trent’anni. Quella di McCurry, infatti, è una vita trascorsa tra rullini e pellicole, vissuta all’insegna del furore documentaristico e dell’ardore che caratterizza i più grandi fotoreporter di tutti i tempi.


Steve McCurry che parla con un uomo della tribù Surma,
Omo Valley, Ethiopia, 2012
A sancire questa profonda relazione tra uomo e arte troviamo un trasporto emotivo fuori dal comune e una frenetica voglia di raccontare volti, storie e Paesi diversi attraverso l’uso esclusivo di immagini.  

Galeotto fu un viaggio in India che l’artista intraprese all’inizio della sua carriera: qui poté finalmente dare libero sfogo al proprio talento e comprendere, una volta per tutte, che la fotografia lo avrebbe accompagnato per il resto della sua vita. Prima di allora McCurry era un fotografo freelance che collaborava con un giornale americano a tiratura locale; mai avrebbe immaginato che, dì lì a poco, si sarebbe trasformato in una leggenda della fotografia contemporanea.
 

Steve McCurry, Bambini della tribù Kara che guardano attraverso
le finestre, Omo Valley, Ethiopia, 2013
Dopo quel viaggio in India, ne seguirono molti altri attraverso i sei continenti e i rispettivi Paesi: dal Pakistan alla Birmania, dall’Afghanistan al Brasile, dal Giappone alla Cambogia (solo per citarne alcuni). Da quel momento McCurry non ha mai smesso di ricercare angoli di terra, sguardi, etnie, abitudini, culture, emozioni da valorizzare, immortalare e trasmettere in tutto il mondo. Un patrimonio artistico di inestimabile valore che lo ha consacrato a icona di quella che oggi viene considerata l’ottava arte.
 

Steve McCurry, Un uomo anziano della tribù Rabari,
Rajasthan, 2010
Per questo motivo, Civita e SudEst57 hanno deciso di omaggiare il grande artista con la mostra Steve McCurry. Oltre lo sguardo, un progetto che passa in rassegna buona parte della sua produzione fotografica. Oltre 150 opere, tra le quali anche il celebre ritratto di Sharbat Gula (più noto come “Ragazza afghana”),  che racchiudono un complesso universo di esperienze e assumono quasi una dimensione metafisica.

La rassegna, allestita all’interno degli appartamenti della Villa Reale di Monza e disponibile fino al 6 aprile 2015, intende raccontare le avventure di McCurry sfruttando anche una corposa documentazione presentata sottoforma di video-interviste.

A colpire sono soprattutto i volti ritratti, segnati dalla vecchiaia, dalla sofferenza e dalla povertà. Profonde rughe solcano i visi di cambogiani, afghani e birmani; colori vivaci e accesi caratterizzano le loro vesti  e i loro copricapi; i loro occhi, grandi e profondi, emanano una luce che arriva fino al cuore. Le emozioni che rilasciano quei capolavori entrano dentro nell’anima e non si cancellano più.


Steve McCurry. Oltre lo sguardo
Villa Reale
Viale Brianza 1, Monza
Fino al 6 aprile 2015
Per informazioni: infosudest57.com
Tag:  Steve McCurry, Oltre lo sguardo, Villa Reale, Monza, fotografia, fotoreporter

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