Tamara De Lempicka. Sino al 30 agosto a Torino

Palazzo Chiablese ospita più di ottanta opere di una donna che ha sempre conservato modernità e trasgressività, portando la sua personalità nei suoi dipinti e lo spettatore nella sua vita

di Marta Elena Casanova

Pubblicato venerdì, 20 marzo 2015

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Nasce nel 1898 da una ricca famiglia di Varsavia, conosce bellezza e spregiudicatezza, conserva nel tempo un'incredibile modernità viaggiando a Firenze, Venezia, Roma. Incontra Marinetti, e con lui decide di voler bruciare il Museo parigino del Louvre, frequenta feste omosessuali e non nega mai nulla al suo erotismo, si ritrova costretta a fuggire dalla rivoluzione bolscevica prima e dalle persecuzioni naziste in Europa poi, per ricrearsi una nuova esistenza in America. Lei è Tamara De Lempicka, artista incredibile, sempre attuale, i cui dipinti sono in grado di provocare davvero grandi suggestioni.

Fino al 30 agosto sarà possibile imparare molto della sua storia e della sua arte a Torino, nelle sale di Palazzo Chiablese. La rassegna, che porta il suo nome, promossa dal Comune di Torino- Assessorato alla Cultura, dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e dal Polo Reale di Torino e prodotta da 24 ORE Cultura- Gruppo 24 Ore e Arthemisia Group, vede oltre ottanta opere in allestimento, a cominciare dalla Ragazza in verde, prestito eccezionale del Pompidou di Parigi, che apre la sezione I mondi di Tamara De Lempicka, vera esplorazione attraverso tutte le case in cui ha vissuto tra il 1916 e il 1980 e la sua stessa vita, messe in relazione con la sua evoluzione artistica, dagli acquerelli del periodo russo alla ritrattistica degli anni '20 sino al periodo passato a Beverly Hills e a quello Newyorkese degli anni '40.

Il percorso, curato da Gioia Mori, porta lo spettatore a spiare nell'intimità di Tamara, nei mondi culturali in cui si è immersa e ha fatto parte, facendo affiorare inediti rapporti, come ad esempio quello tra il dipinto Strada nella notte e le fotografie di Kertész e Brassai, che rendono lo stesso stupore dei rifugiati dall'Europa dell'Est nella città delle luci, luogo d'elezione.

Attraverso le sale si arriva ad ammirare il suo virtuosismo tecnico, visibile in particolar modo nelle nature morte, primo genere in cui Tamara De Lempicka si è cimentata sin dall'adolescenza e che ha raggiunto livelli altissimi negli anni quaranta.

Tornando alla sua vita e ai dipinti ad essa particolarmente legati, la terza sezione si intitola The Artist's daughter, e presenta le opere dedicate alla figlia Kizette, con la quale ha avuto un rapporto non sempre facile. Il suo attaccamento a lei è stato sviscerato più nella sua arte che nella quotidianità. Tra questi dipinti da citare sono Kizette al balcone e La comunicanda.

Ma Tamara è ancora tanto, tanto altro. Donna dalle infinite sfumature, è riuscita a portarle tutte nei suoi lavori, come il rapporto con la moda, nato nel 1921, quando ha iniziato a fare  l'illustratrice di alcune note riviste. Sono riconoscibili qui opere come Le confidenze del 1928, o La sciarpa blu del 1930, sino allo straordinario Ritratto di Madame Perrot con calle realizzato tra il 1931 e il 1932. Ed è qui che lo spettatore vede anche una splendida selezione di immagini fotografiche che vedono proprio l'artista protagonista. Tamara De Lempicka è stata anche indossatrice. Bella, sicuramente, ma soprattutto di un fascino che non può lasciare indifferenti, di un'eleganza sublime.

In mostra non mancano ovviamente uomini e donne, e infatti nell'ultima sezione, intitolata Scandalosa Tamara, a essere affrontato è il tema della coppia: da quella eterosessuale ripresa dal Bacio di Hayez, a quella lesbica, messa in relazione con fotografie di Bressai e Harlingue sui locali per sole donne dell'epoca.

E tra i nudi, realizzati con delicata attenzione riservata alle persone da lei stessa amate, come Nudo maschile, La sottoveste rosa, La bella Rafaela e Nudo con edifici, la produzione che lascia maggiorente sorpresi è quella dedicata alla pittura "devozionale".

Già, perché quest'artista dalla trasgressiva condotta che non lascerebbe pensare ad un avvicinamento alla religione, ha invece dedicato un periodo proprio a Madonne e Santi, dalla Vergine con bambino del 1931 alla Vergine blu del '34 sino al suo  dipinto preferito, La madre superiora, normalmente visibile al Museo di Nantes.

In questo viaggio insieme a Tamara, morta nel 1980, si può davvero vedere tutto della sua vita che si rispecchia nel suo lavoro, nel suo tratto unico e inconfondibile, nelle sue donne che sembrano al contempo irraggiungibili e incredibilmente  reali, terrene, portatrici di un complesso vissuto, cariche di esperienze e soprattutto, proprio come lei, nel bene e nel male, fuori dagli schemi.

Tamara De Lempicka
Palazzo Chiablese - Torino
Dal 19 marzo al 30 agosto 2015
Tag:  Tamara De Lempicka, mostra, Torino, Palazzo Chiablese, Gioia Mori

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