Women Fashion Power: la mostra sulla moda a cura di Zaha Hadid

Al Design Museum di Londra vanno in scena gli abiti di Haute Couture indossati negli ultimi 150 anni dalle donne

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Fino al 26 aprile 2015 al Design Museum di Londra saranno esposti gli abiti dell’Haute Couture indossati dalle donne negli ultimi 150 anni. La mostra, dal titolo Women Fashion Power, vuole così dare rilevanza a due elementi che sono strettamente connessi fra loro: il mondo delle donne e quello della moda caratterizzati dalle forme, dai desideri e dalle ambizioni.
 
Un’esposizione che è stata curata dall’architetto e designer iracheno naturalizzato britannico Zaha Hadid, la prima donna ad aver ricevuto l’autorevole Premio Pritzker nel 2004 e il Premio Stirling nel 2010 e nel 2011 per lo stile tipicamente futurista dato ai suoi edifici che si distinguono per la multipla prospettiva e la geometria frammentata.
 
Diversi sono i media partner di grande autorevolezza come Harpers’s Bazaar, la celebre rivista di moda fondata nel 1867, The Telegraph, La rosa, azienda leader nella produzione dei manichini e Sony.
 
Ma qual è la particolarità che caratterizza questa mostra? Zaha Hadid ha progettato e allestito l’esposizione con l'obbiettivo di esporre ventisei figure femminili che hanno rivoluzionato il mondo, ma anche interviste e ricostruzioni multimediali. Si tratta quindi di un viaggio nel quale si ripercorrono gli anni che hanno dato un’impronta indelebile sulla società occidentale. Ognuna di loro, infatti, ha dato vita a uno stile personale facilmente riconoscibile utile per distinguersi perfino nell’ambito del lavoro. La mostra, perciò, compie un excursus tematico nel quale si analizzeranno i diversi sviluppi della moda diventando così sinonimo dei cambiamenti socioculturali: dalla Milano del 1985, periodo in cui sulle passerelle spuntano le spalline e i pantaloni a vita alta, alla Parigi del 1990, in cui predomina il tailleur, fino alla New York del 2000, un periodo decisivo nel quale le donne capiscono che non è importante vestirsi con abiti maschili per inserirsi nel lavoro, bensì rivalutano le forme degli abiti prettamente femminili.
 

Vivienne Westwood
I capi esposti appartengono così sia alle donne che hanno dettato la moda, come Coco Chanel e Vivienne Westwood, sia alle donne della politica, come Margaret Thatcher e Hillary Clinton, e della musica come Skin, leader del gruppo inglese Skunk Anansie. In un’unica esposizione ci saranno quindi abiti di donne che non potrebbero essere più diverse fra loro, in quanto hanno avuto approcci diversi con il pubblico.
 
Se è vero, come ha affermato Roland Barthes, che «ogni nuova moda è rifiuto di ereditare, è sovvertimento contro l’oppressione della vecchia moda; la moda si vive come un diritto, il diritto naturale del presente sul passato», allora si può capire il motivo della selezione degli abiti presentati al Design Museum.
 
Il passato e il presente danno quindi origine a questo evento dedicato alla storia della moda e alle donne che, come suggerisce la stessa mostra, hanno usato la moda come un importante strumento di autoaffermazione per costruire su di loro una certa reputazione, attirare l’attenzione e far valere la propria autorità.
Tag:  donna, moda, Londra, Design Museum, Zaha Hadid

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