Aung San Suu Kyi è veramente libera?

Scarcerata dopo 15 anni di arresti domiciliari. Ma sarà vero?

di Stefano Magni

Pubblicato domenica, 14 novembre 2010

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Birmania. Aung San Suu Kyi, di cui abbiamo già scritto in questa rubrica, è finalmente diventata una donna libera, dopo 15 anni di prigionia politica quasi continuativa. Dobbiamo essere contenti? Mica tanto. Siamo sicuramente felici per lei adesso, perché finalmente non è più costretta fra le quattro mura di casa sua. Non siamo molto convinti della sua sorte nei prossimi giorni, settimane, mesi, anni, perché il momento scelto dal regime per la sua scarcerazione e le modalità della sua futura libertà vigilata non potevano essere peggiori.

La “dama” (come la chiamano in Birmania) non sarà libera davvero. Non lo sarà dal punto di vista politico, perché non potrà riorganizzare né guidare il suo partito, la Lega Nazionale per la Democrazia, sciolto d'autorità lo scorso settembre dalla giunta militare. E non sarà nemmeno libera da un punto di vista civile, perché il regime ha prescritto una serie di restrizioni sui suoi movimenti, volte ad evitare che possa riprendere la sua attività politica.

Il regime militare birmano ha già scarcerato due volte Aung San Suu Kyi, per poi arrestarla di nuovo. E’ possibile che lo faccia ancora, perché le circostanze non sono mai cambiate: la Birmania, nonostante le “elezioni” del 7 novembre scorso è e resta una dittatura, che non tollera opposizioni vere. Anche quella parvenza di democrazia concessa dai militari si rivela sempre per quello che è: un’apparenza.

Anche nel 1995 la leader democratica fu liberata solo per vedersi negare ogni diritto politico. Lanciò un appello al regime per la democratizzazione del Paese, nel 1998, che passò completamente inosservato. Poi, nel 2000, ritornò in cella, nel 2002 fu rilasciata dopo aver condotto trattative segrete con la giunta al potere per raggiungere un compromesso. Ma appena un anno dopo fu arrestata di nuovo.

Ora Aung San Suu Kyi può tornare libera. In fin dei conti non può più far nulla. Anzi: può perfino risultare utile ai militari. La sua scarcerazione, infatti, dovrebbe servire a disinnescare la maggior polemica internazionale. E la leader dell'opposizione, nelle intenzioni del regime, dovrebbe anche legittimare i suoi persecutori. 
 
Tag:  Aung San Suu Kyi, Birmania, democrazia, dittatura

Commenti

24-12-2010 - 08:31:51 - paterò
Ora che l'hanno resa innocua, l'hanno liberata...
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