Margaret Woodward

La "benzinaia del cielo" che non poteva combattere, ora è la prima donna al comando della campagna aerea americana in Libia

di Stefano Magni

Pubblicato giovedì, 31 marzo 2011

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Come si chiama il generale americano al comando delle operazioni aeree sulla Libia? Margaret Woodward. E come suggerisce il nome, è una donna. E’ la prima volta nella storia militare degli Stati Uniti che un ufficiale in gonnella comanda un’intera campagna aerea.

La storia della Woodward ricorda molte altre vicende simili di minoranze (gli afro-americani, tanto per fare l’esempio più famoso) pronte ad ascendere ai massimi vertici militari una volta rimosse le barriere legali che impedivano loro l’accesso alla carriera. Quando la Woodward, classe 1960, è entrata nell’aviazione militare nel 1983, alle donne non era ancora permesso di pilotare aerei da combattimento. Laureata in ingegneria aerospaziale all’Arizona State University, specializzatasi al National War College di Washington, questa giovane e determinata ufficiale doveva limitarsi a far volare un T-38 da esercitazione per istruire i suoi colleghi maschi a padroneggiare i comandi dei ben più prestigiosi (e a lei negati) F-15 ed F-16.

“Ufficiale e gentiluomo” e “Top Gun”, i mitici film di quegli anni, ci mostrano un universo solo maschile. Le donne fanno da sfondo: l’istruttrice Kelly McGillis insegna ai futuri assi come combattere i sovietici. E seduce Tom Cruise. Ma non ci pensa nemmeno a sfidarlo in un duello aereo.

Bastava avere pazienza per un po’ di anni. Margaret Woodward l’ha avuta e ce l’ha fatta. Ma passando attraverso una lunghissima gavetta, accettando incarichi non molto prestigiosi per gli standard dell’aviazione militare. Nelle due guerre in cui ha combattuto - l’invasione di Panama del 1989 e il conflitto nel Kosovo nel 1999 - si è dovuta accontentare di missioni di rifornimento in volo: dare carburante agli aerei da combattimento, al comando di grossi (e lenti e per niente manovrabili) velivoli KC-135. Ma questa “benzinaia del cielo” non si è mai lamentata del suo incarico. Con un entusiasmo tutto americano (capace di trovare un valore anche nelle professioni più umili), sei anni fa dichiarava ai giornalisti del St. Petersburg Times: “Mi sorride il cuore ogni volta che vedo un KC-135. E’ la stessa sensazione che prova la gente quando vede una cara vecchia Chevrolet del 1957”. Di lì ai successivi dieci anni, si è fatta strada nel settore della logistica. Dal 2005 al 2007 ha comandato la 6a Aerobrigata di Mobilità Aerea, la più grande unità americana per il rifornimento in volo. Poi è passata al comando dell’89ma Aerobrigata di Trasporto, una sorta di servizio taxi per i vertici militari americani. Un ruolo che l’ha vista gestire situazioni non troppo facili: anche l’Air Force One, l’aereo presidenziale, dipendeva da lei.

Il prestigio acquisito nel rifornimento e nel trasporto l’ha portata al comando della 17ma Forza Aerea, di stanza in Germania, specializzata in interventi umanitari in Africa. Quell’assegnazione non è un caso. I pianificatori dell’Africa Command statunitensi avevano previsto una gamma di interventi umanitari per il continente nero. Compiti per i quali è necessaria soprattutto una grande esperienza nel campo della logistica. Margaret Woodward era la persona più indicata per questo tipo di missione “di pace”. Solo che... quando si è trattato di menar le mani contro il regime di Gheddafi in Libia, era proprio lei “l’uomo” al comando della forza aerea americana più prossima all’area di intervento. Adesso, non solo può condurre missioni di combattimento: è lei a dirigerle.
 
Tag:  Margaret Woodward, Libia, Gheddafi, generale americano, combattimento

Commenti

31-03-2011 - 17:29:31 - micadonnapercaso
Bell'articolo, dimostrazione che anche le donne sono in grado, eccome, sempre e in ogni campo. Commenti antimilitaristi a parte...
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