Mondo Rosa Shokking incontra Vera Montanari

Nell’era di Twitter e Facebook, il direttore di Grazia si racconta, da quel suo caratterino un po’ permaloso all’amore incondizionato per Milano

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Vera Montanari, giornalista e orgogliosa milanese, smette per un attimo i panni del direttore d’assalto per lasciarsi andare in una chiacchierata con la redazione di Mondo Rosa Shokking.
Dagli esordi all’era dei social network, Vera racconta la sua esperienza nel settore editoriale, tra tweet e post che stanno rivoluzionando la sua professione. E per chi è in procinto di vivere l’estate e partire finalmente per le vacanze, ecco qualche consiglio sui must della stagione.       

Per prima cosa una breve presentazione: come ti descriveresti secondo lo stile di Mondo Rosa Shokking, riassumendo pregi e difetti?
Sono molto efficiente, determinata, organizzata. Mi piace lavorare e soprattutto gestire cose e persone. Sono permalosa e anche un po’ umorale.

Giornalista e direttore, com’è iniziato il tuo percorso nel settore?
Ho cominciato in una radio privata, una vita fa, quando stavano nascendo le prime radio cosiddette “libere”. Poi ho fatto la free lance, collaborando con varie testate. Infine sono entrata come praticante in un giornale e da lì è cominciato tutto…

Ho letto in un’intervista che da piccola desideravi diventare una ballerina: se potessi tornare indietro, meglio le scarpette rosa o le sfide a colpi di penna?
Ho fatto, da bambina, un po’ di anni di danza classica, ma non volevo diventare una ballerina. Non sono un tipo “fisico”, sono più di testa: quindi meglio il giornalismo, per me.

Da addetta ai lavori, qual è il futuro dell’editoria al femminile e per il pubblico femminile?
Questa è davvero una domanda da un milione di dollari… Non so come sarà il futuro, perché tutto sta cambiando così velocemente. Però so che le donne amano i giornali, come tramite con il mondo. Ci piace proprio quel clima della chiacchiera tra amiche, che discutono di tutto, dalla moda alla politica. Se poi questa avverrà ancora per decenni sulla carta stampata, online o attraverso altri media che arriveranno, non lo so.

Sempre più testate hanno collegamenti diretti a Facebook e Twitter. Quanto conta, in particolare nel settore dell’editoria e dell’informazione, saper utilizzare questi nuovi strumenti?
Moltissimo. Come per ciascuna di noi. Sono i nuovi modi del comunicare ed è ovvio che i giornali devono tenerne conto. E viverli come uno strumento in più per avere relazioni, contatti con le proprie lettrici.

Anche tu possiedi un profilo su entrambi i social network: quali sono i commenti o i contributi più originali che ti è capitato di ricevere?
Molti, a livello tale che faccio fatica a ricordarmene. Per esempio, una volta ho dichiarato di voler iniziare una dieta e ho chiesto contributi ai miei amici di Facebook. Sono stata coperta di idee, commenti, consigli… Alcuni anche molto spiritosi, come quello di una ragazza che mi ha detto che per cominciare dovevo imparare un piccolo esercizio da fare con la testa, da destra a sinistra, tutte le volte che mi avessero offerto qualcosa da mangiare…

Milano si ama o si odia, e tu, nata proprio in questa città, la vivi per lavoro e per piacere. Cosa offre ai suoi visitatori la metropoli meneghina?
Io sono una di quelle che la ama e quindi trovo che offra di tutto: shopping favoloso, bellezze architettoniche, buoni musei, ottimi ristoranti.

Quando serve una pausa dalla città, dove ti rifugi?
Ho una casa in Toscana, in mezzo agli ulivi, dove ti senti davvero fuori dal mondo.

La tua professione ti permette di incontrare ogni giorno persone diverse, conoscere storie e prospettive differenti. Qual è l’intervista più interessante che hai realizzato e un personaggio che ti è rimasto particolarmente impresso?
A Grazia abbiamo inventato un format che funziona molto bene e che piace tanto anche a noi che lo facciamo. Si chiama “l’intervista collettiva”: la persona ci viene a trovare e viene intervistata dall’intera redazione di attualità, gestita da me. In questo caso è davvero imbarazzante scegliere, perché abbiamo fatto decine e decine di interviste e sempre con gente interessantissima. Tutte, per esempio, siamo state sedotte dal professor Veronesi. Ma anche da Luca Zingaretti o da Antonio Albanese. Ornella Vanoni ha cantato per noi, durante l’intervista, ed è stata irresistibile. Claudia Gerini ci ha fatto la coatta romana. Zucchero, invece, siamo andati a trovarlo in camerino… Insomma faccio fatica a decidere.

Il libro - oltre alla rivista! -  da tenere assolutamente sul comodino?
Io sono un’accanita lettrice e quindi per me il libro non esiste, perché ragiono solo in termini di libri, al plurale. Sul comodino ne ho sempre almeno tre. Uno è quello che non si può non leggere perché ne parlano tutti. Per esempio adesso “50 sfumature di Grigio”. Il secondo è sempre un giallo, perché li adoro - in questo momento sono presa dall’onda nordica, dagli svedesi ai norvegesi – e, infine, almeno un classico da rileggere. Ad esempio io ho appena riletto Anna Karenina.   

L’estate è ormai arrivata, con i suoi must e i tormentoni: in poche parole, dove andare, cosa indossare e sulle note di quale canzone?
Nonostante mi occupi da tanti anni di moda e mode, in realtà, sono poco modaiola. Quindi penso che la gente debba andare dove sta bene, indossando quello che le pare - ecco magari, se fossi un uomo, eviterei la canottiera, che proprio non sopporto - e con il proprio i-Pod. Viva la libertà!

Un consiglio alle lettrici di Mondo Rosa Shokking?
Lo sapete, vero, che essere donne è una fortuna? Non scordatevelo mai! Un bacio a tutte!
Tag:  Vera Montanari, giornalista, direttore, Grazia, Milano, social network

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