Sabine Herold

Una ragazza contro lo statalismo e la rigidità sindacale

di Stefano Magni

Pubblicato lunedi, 14 giugno 2010

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In Francia, una donna ha sfidato sia la sinistra che la destra. E nel 2003, senza avere alle spalle una macchina organizzativa partitica o sindacale, è riuscita ad attrarre nelle piazze di Parigi ben 80mila persone. Questa donna, allora, aveva appena 22 anni. Non stiamo parlando di Giovanna d’Arco (anche se molti, allora, l’hanno paragonata alla “pulzella d’Orleans”), ma di Sabine Herold, esponente più radicale del liberalismo francese.

In un Paese bloccato da sindacati, corporazioni e protezionismo, che esclude giovani e immigrati dal mondo del lavoro, come in Italia e forse più che in Italia, l’alternativa liberale è difficile da percorrere. Eppure, dopo l’ennesimo sciopero (contro la riforma delle pensioni, in quell’occasione), Sabine Herold ha indetto una contro-manifestazione, che è diventata in poco tempo un movimento di massa, una marcia degli 80mila. Nessuno conosceva ancora questa ragazza, nata a Reims nel 1981, laureata in scienze politiche, diplomata con un master in economia alla Hec di Parigi, poi fondatrice del Think Tank “Liberté Cherie” (letteralmente: Libertà, oh cara!). Eppure le sue parole d’ordine hanno fatto subito presa: no agli scioperi, sì alle riforme. Sì alla riforma delle pensioni, in quell’occasione, ma anche sì alla riforma del welfare, dell’agricoltura più protetta d’Europa (che penalizza anche i piccoli agricoltori francesi, oltre che gli stranieri), sì alla liberalizzazione completa dell’economia e del mercato del lavoro. La Herold non era nuova all’esperienza di agit prop. Aveva già partecipato a manifestazioni in una realtà molto più rischiosa della Francia: a Hong Kong, contro il tentativo cinese di imporre leggi totalitarie a una società ancora libera.

Per le sue idee sull’economia, è stata spesso accostata a Margaret Thatcher, la “lady di ferro” britannica. Però, sebbene si identifichi nel programma economico dei conservatori anglo-sassoni, nel panorama francese non è una conservatrice. In un’intervista del 2006 diceva, riassumendo la sua filosofia politica liberale: “I conservatori di destra, alla fine, dicono le stesse cose dei conservatori di sinistra. Secondo loro i poveri, gli esclusi, gli svantaggiati devono essere ‘adottati’ dalla società. (...) Immancabilmente propongono di gettare del denaro sui problemi sociali, credendo di risolverli. Rifiutano di vedere che la soluzione è in ognuno di noi e che, benché sia un bene aiutare in caso di crisi, non si deve negare quella responsabilità individuale che fa di un uomo un uomo”. E proseguiva dicendo che: “Questa falsa solidarietà rende lo Stato onnipotente. E rafforza il potere di coloro che prendono le decisioni e impongono le loro leggi”. Non ha una visione conservatrice neppure sulla famiglia, come affermava nella stessa intervista: “Una persona o più persone che si prendono cura di un bambino, sono la culla della libertà. Non intendo la famiglia in senso chiuso: una ragazza madre è già una famiglia”.

Pochi, tuttavia, sentono parlare di Sabine Herold, dopo il suo exploit del 2003. Soprattutto da quando, nel 2006, è entrata in politica con il partito Alternative Liberale. Probabilmente, agli occhi dei francesi, ha cessato di essere una donna sola contro il potere ed è diventata la leader di un piccolo partito che mira al potere. O forse, semplicemente, in Francia le idee della libertà individuale, non sono così amate come sembra. 
Tag:  Sabine Herold, Alternative Liberale, Liberté Cherie, Francia, marcia degli 80mila

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