LA VILLE DANS LE MIROIR | La città nello specchio

Presentazione della mostra a cura di Nicoletta Pecile

di Carlotta Pistone

Pubblicato lunedi, 17 gennaio 2011

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Lo stereotipo che indica Torino come città “grigia” è ormai solo più un retaggio del passato, frutto del luogo comune che stringe il capoluogo piemontese tra le briglie di un precedente storico fatto di lamiere e macchine industriali. Oggi Torino è capitale della cultura, della creatività a tutto tondo, pulsante di fermento e laboriosa attività artistica e questo la porta a superare brillantemente i limiti di una un erronea quanto gravosa, falsa pubblicità.

Per chi però nel capoluogo piemontese è nato e cresciuto, certe atmosfere di abbandonata attesa , come quelle di alcuni pomeriggi autunnali, il cui l’umidità riveste come una garza sottile tutto il paesaggio annegandolo in un lento defluire di sensazioni legate agli aspetti più malinconici e nostalgici dell’esistere, quelle stesse figure di nobile e decadente languore, penetrano nell’anima, si insinuano fra i pensieri e finiscono per costituire quel corollario di immagini e quel tessuto di emozioni che facilmente si riconoscono nei quadri di Marco Longo.
 
Tutto ciò però è solo apparenza: quello che troviamo negli scorci romantici dell’artista torinese supera gli scampoli di un ambiente urbano depredato delle componenti meno rimarchevoli all’occhio comune ( l’asfalto sporco, le pozzanghere, il ciglio di un strada mascherato d’acqua) e diventa la lirica attraverso cui si esprime uno speciale modo di osservare la realtà .
 
Anche se le sensazioni iniziali possono facilmente deviare verso sentimenti di melanconica tristezza, quello che siamo invitati a fare è di guardare dentro, oltre, come in uno specchio che fa da ponte per una Verità parallela, e di cogliere quell’ensemble di vibrazioni, colori, sfumature, piccole e animate pennellate che rendono la forza vivace del quadro, che sembra, solo sembra, mantenere il silenzio, adagiato così com’è nel lento respiro di una giornata uggiosa.

Calarsi nella realtà “altra” in cui Longo si muove , in cui la concretezza si perde nell’oscillazione del riflesso e regala i suoi confini alla fantasia di chi osserva. Cogliere quell’universo di nuances che si mescolano preziose, ripercorrendo attraverso tutte le intensità dei grigi una scala cromatica più ampia, fatta anche di bruni, seppie, gradazioni dell’azzurro che sfiorano il tono penetrante del blu cobalto, in un’armonia di colori elegante, discreta, di coinvolgente riserbo.

Con maestria Longo gioca con il sentimentalismo afferrandone la vitalità intima e profonda che si nasconde con il contegno di una dama d’altri tempi dietro la mestizia di un scorcio suburbano innaffiato di pioggia, ma che si aggrappa e si stringe con strenua forza allo sguardo distratto di un passante per non precipitare nel vuoto baratro della sua indifferenza.
 
La città vive, fervida, al di là delle atmosfere che la contraddistinguono, e Longo, che la conosce da sempre, diventa il suo interlocutore privilegiato: attraverso la sua sensibilità chiede, trova risposte, in un continuo gioco di rimandi estetici. Attraverso un dialogo confidenziale ed un po’ sognante mette a confronto l’essenza di un Uomo con quella dell’ambiente in cui vive, ci presenta la realtà urbana attraverso flash di immagini i cui confini si sciolgono nel bianco dell’evento epifanico, si innamora di particolari trascurati e condivide ciò che vede, fiero di essere l’antitesi di quel Narciso , che perdendosi nella pochezza del suo solo proprio aspetto, tralascia tutto il resto e di questa povertà egoistica, alla fine, ne muore.
 
Tag:  La ville dans le miroir, La città nello specchio, Marco Longo, La contemporanea Narciso, Torino

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