Lei e le altre. Una mostra tutta al femminile firmata RCS

Dall’angelo del focolare all’epoca del velinismo

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Lei e le altrepotrebbe essere semplicisticamente considerata come mostra, in realtà è il racconto di una rivoluzione.
 
In una rassegna che ripercorre i periodici femminili e di attualità del gruppo RCS, dagli anni Trenta ad oggi, ci si imbatte nel cambiamento di un’epoca, nell’emancipazione graduale del gentili sesso, ma soprattutto in un vero e proprio azzardo editoriale.
 
Se tutta la letteratura in rosa - da quella libraria ai fotoromanzi, passando per le copertine patinate - sorge come materia d’evasione, è Angelo Rizzoli a lanciare una sfida­: alla donna si chiede di sognare, ma le si concede anche il diritto all’informazione, si rompe il tabù dell’attualità, interviste e reportage aprono lo spiraglio di nuove prospettive.
 
Così, dagli esordi con la pubblicazione diLEI fino ad Amica, Annabella e poi ancora con l'Europeo, Oggi, Max, Novella, Cinema Illustrazione, l’angelo del focolare spicca il volo verso la secessione del femminismo, la discussione dei temi scottanti della contemporaneità, gridando dalle copertine dei rotocalchi.
 
L’esposizione, curata da Maria Luisa Frisa, è un sovrapporsi costante di miti e icone dell’immaginario femminile, un percorso di continuità e distanza nelle tracce della memoria: dal generale al particolare, l’obiettivo del fotografo cattura in copertina storie senza tempo, favole del mondo reale, volti noti di celebrità e modelle. Prima gli scatti delle grandi dinastie - dal ritratto di Lady D. alla favola di William e Kate, quindi gli Agnelli e i Kennedy -, poi un restringimento di campo che inquadra il “tempo” della donna comune, la ritrae nell’ambiente domestico, fotogrammi e interviste rispondono a dubbi, perplessità, fatiche del semplice vivere.
 
Nelle quattro sezioni di Attualità e Celebrities, Femminismi, Moda e Stili, Dalla casa al design, la mostra segue l’evolversi di una Lei poliedrica, versatile, sulle passerelle e a riflettori spenti.
La Lei che è madre, moglie, donna in carriera, simbolo di una femminilità provocante o di una negazione androgina.
 
Da Grace Kelly a Lady Gaga, da Naomi Campbell a Kate Moss, eleganza e trasgressione vanno di pari passo, in una cronologia che mette in luce i traguardi raggiunti dalle donne di ieri, così come la sfacciata noncuranza con cui le nuove eredi si mettono in mostra e giocano con la notorietà.

In una sfilata di colori, icone, simboli, il tutto nella prospettiva dell’immagine, ad attrarre l’attenzione è ancora una volta la parola;  la precisazione è forse poco obiettiva, ma su una parete campeggiano interviste e reportage di Oriana Fallaci, una figura senz’altro emblematica nell’economia dell’esposizione.
Nelle sue avventure, vissute in prima persona - basti pensare al viaggio negli Stati Uniti con Shirley MacLaine -, nelle domande scomode rivolte al potere, c’era tutto l’impeto, il coraggio femminile che è sintesi perfetta dell’esposizione.

E qui, in questa citazione, troviamo Lei in tutta la sua essenza:    

“Essere donna è così affascinante. È un’avventura che richiede tale coraggio, una sfida che non annoia mai. Avrai tante cose da intraprendere se nascerai donna. Per incominciare, avrai da batterti per sostenere che se Dio esiste potrebbe anche essere una vecchia coi capelli bianchi o una bella ragazza. Poi avrai da batterti per spiegare che il peccato non nacque il giorno in cui Eva colse la mela: quel giorno nacque una splendida virtù chiamata disubbidienza. Infine avrai da batterti per dimostrare che dentro il tuo corpo liscio e rotondo c'è un'intelligenza che chiede d'essere ascoltata”.
(Tratto da Lettera a un bambino mai nato)


In mostra fino al 15 ottobre 2011
Museo della Permanente, via Turati 34, Milano
Tag:  Lei e le altre, 15 ottobre 2011, Museo della Permanente, Milano, RCS, Maria Luisa Frisa, Rizzoli, Oriana Fallaci

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