Slam Poetry (o Poetry Slam). Un nuovo approccio alla poesia

Una voce, un microfono e un pubblico. Tre piccole cose per un grande evento

di Andrea Tonetti

Pubblicato martedi, 6 luglio 2010

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E’ nato nel 1987 a Chicago per iniziativa di Marc Kelly Smith e in pochi anni ha conquistato l’America e si è diffuso in tutta Europa.
Più in ritardo sono arrivate Italia, Francia e Spagna ma il successo è stato comunque vasto e immediato.
Lo Slam ha riavvicinato la poesia al suo pubblico, riuscendo a dimostrare come la poesia, appunto, possa coinvolgere l’audience in un’esperienza divertente ed insieme profondamente estetica.

Ma cos’è un Poetry Slam? Si tratta di una gara di poesia, in cui diversi poeti leggono sul palco i propri versi e competono tra loro, valutati da una giuria composta estraendo a sorte cinque elementi del pubblico, sotto la direzione di uno Slammaster, l’Emmcee (Master of Cerimony), come dicono in America, mutuando il termine dallo slang Hip Hop. E’ loro concesso di usare solo la voce: niente musica, niente costumi. Solo il corpo del poeta, la sua vocalità ed abilità nel ‘performare’ e nel comunicare. E, naturalmente, i suoi testi. Tempo massimo di ogni performance tre minuti.

Ma lo Slam, in verità, è molto di più, ed è in questo ‘di più’ che sta la ragione del suo dilagante successo in tutto il mondo.
Lo Slam è un modo nuovo e assolutamente coinvolgente di proporre la poesia ai giovani, una maniera inedita e rivoluzionaria di ristrutturare i rapporti tra il poeta e il ‘pubblico della poesia’. Lo Slam è sport e insieme arte della performance, è poesia sonora, vocale, è un invito pressante rivolto pubblico a farsi esso stesso critica viva e dinamica, a giudicare, a scegliere, a superare un atteggiamento spesso tanto passivo quanto condiscendente, e dunque superficiale e fondamentalmente disinteressato, nei confronti della poesia.
Insomma, lo Slam dimostra, con la sua stessa esistenza e il suo diffondersi, l’indispensabilità della poesia nella società contemporanea.

Se non avete mai assistito ad un Poetry Slam vi consiglio vivamente di prendervi parte anche solo come pubblico. Durante la gara si formano sinergie fortissime tra pubblico e poeta, il silenzio rotto solo dalla voce del poeta fa vibrare le pareti e più il poeta è bravo e più il pubblico partecipa, commenta, applaude.

Primo in assoluto a portare ed espandere il fenomeno del Poetry Slam in Italia è Lello Voce al quale si devono molte delle informazioni riportate in questo articolo e che ringrazio. Emmcee di altissimo livello ha organizzato i primi Slam sul territorio nazionale ed è presente a molti dei più importanti. Le sue performance sono visibili su Youtube o direttamente sul suo sito.
Altri nomi da tenere d'occhio in questo panorama sono quelli di Skarty o di Sparajurij.
Non è raro poi il passaggio dal rap allo Slam, come nel caso della rapper Vaitea o del nuovo fenomeno dei PJ, Deejay che costruiscono poesie con la musica.
La situazione della Slam Poetry in Italia appartiene ancora al mondo underground, ma è sicuramente destinato a crescere e ad espandersi. C'è ancora molta gente che, fortunatamente, ha sete di cultura e ha voglia di alternative alle solite forme di intrattenimento. Una Slam Poetry vi emozionerà, divertirà, commuoverà o sarà per voi un pugno nello stomaco ma farà quello che deve fare: trasmettervi delle emozioni.

Cercatela nella vostra città o vicino a voi. E se volete organizzarne una CLICCATE QUI, dove troverete anche la mia regola preferita: “I poeti devono lasciare il loro ego alla porta”.
Buon divertimento.
 


Tag:  Poetry Slam, poesia, performance, Lello Voce, mondo underground

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